Frammenti Nomadi

Aborto, teocrazia e totalitarismo

Pubblicato da sparkaos su Febbraio 13th, 2008

Le richieste da parte di esponenti politici e gerarchie vaticane x una riforma della legge sull’aborto si moltiplicano negli ultimi giorni. Riforma che, stando alle loro parole, non stravolgerebbe la legge esistente, ma semplicemente favorirebbe l’applicazione delle parti che tutelano i diritti dei nascituri, la cui mancata efficacia provoca, oggi, la degenerazione in un sorta di super market dell’aborto. Lo schieramento favorevole a ciò travalica i confini delle coalizioni e, come al solito, molti sono pronti ad accontentare, x l’ennesima volta, il vaticano.

Le voci contrarie sostengono l’attuale legge, ma nessuno pensa ad una riforma progressista che migliori le tante mancanze della legge attuale e, prima di ogni altra cosa, tuteli il diritto all’aborto da un mal’inteso concetto di obiezione di coscienza, che sommato alle croniche carenze della sanità, spesso lascia scoperte aree vastissime del territorio italiano (vedi i tanti casi di obiezione nel Lazio), negando già oggi un diritto sacrosanto.

A questo si aggiunge la sparata di Ferrara su una moratoria degli aborti in sede Onu, come è avvenuto x la pena capitale. Iniziativa che ha già suscitato, però, il plauso della chiesa e suscitato un vero dibattito mondiale (ad es. l’india sembra sia favorevole)

(Tralasciamo che la su detta moratoria sulla pena capitale non ha avuto alcun effetto pratico e x quanto riguarda quello simbolico si dovrebbe valutare in contrappeso l’effetto simbolico che ha avuto sull’Onu l’ennesima dichiarazione di grandi principi vuota di qualsiasi efficacia, x i limiti ormai assodati dell’istituzione che sembra nessun governo sia intenzionato minimamente ad affrontare, riducendo il palazzo di vetro ad un paravento di convenienza x le politiche occidentali)

Si tratta davvero di tutelare i diritti del nascituro?

A mio avviso è evidente che si tratta di tutt’altro.

Conta poco essere favorevoli o contrari all’aborto, che a mio avviso resta una scelta strettamente personale e in giudicabile. Qui si tratta del diritto di una qualsiasi persona, ideologia, religione, filosofia o morale di imporsi a tutti e di stabilire un codice di comportamento valido x tutti; e forse, più nel profondo, del potere che dà controllare le coscienze delle persone.

Da anni e in particolare dopo l’avvento del nuovo papa (illuminante che facesse parte della gioventù hitleriana da ragazzino) la gerarchia cattolica tenta di proporsi sempre più come attore politico (ruolo che dopo le rivoluzioni illuministe gli era stato in gran parte tolto nelle democrazie occidentali); anche con delle vere e proprie bugie storiche e accozzaglie filosofiche ingiustificabili (il cattolicesimo avrebbe favorito lo sviluppo della laicità e poi ancora oggi è il loro nemico e basta leggere le encicliche x vedere che nessuna accetta un reale concetto laico non totalmente stravolto nel senso e basta considerare il potere imperiale che ancora oggi il papa detiene, anche se in un fazzoletto di terra; o peggio ancora che il comunismo, crollato x ragioni storiche, culturali ed economiche; l’avrebbe ucciso l’agnello sacrificale, auto martirizzatosi in tv in omaggio alla frustrante ideologia del peccato e del martirio cattolico, ovvero il precedente pontefice che solo in apparenza era meno oscurantista.

(si consideri solo che una delle sua prime iniziative da papa fu uccidere la teologia della liberazione in America latina, Teologia_della_liberazione )

Il tentativo di controllare ogni aspetto della vita quotidiana e la morale è ciò che contraddistinse i reggimi totalitari.

Si accusa l’Islam di voler creare stati teocratici dove la legge religiosa è anche legge dello stato, ma al contempo in tutto il mondo le chiese cristiane stanno cercando, infondo, di fare lo stesso; solo in modo democratico invece che con la forza bruta degli attentati Kamicaze.

E non cambia molto l’attributo democratico se svuotato di senso; xchè qualsiasi democrazia tutela i diritti delle minoranze e le filosofie politiche democratiche inseriscono ciò tra le basi stesse di un vero stato democratico (lo stesso Madison padre della costituzione Usa aveva quale primo obiettivo impedire la dittatura della maggioranza).

Quando una legge religiosa è legge di Stato siamo in una teocrazia in qualsiasi modo si sia arrivati a ciò.

Qualsiasi fede o movimento culturale deve essere libero di esprimere le proprie opinioni, x quanto aberranti possano essere. Ma non può sfruttare posizioni di forza(monopolio delle coscienze) x imporre come leggi civili ai non fedeli/aderenti i propri valori con abili giochi linguistici che alla fine mirano a tutt’altro.

I temi come aborto, eutanasia, sesso sono x le varie fedi solo uno strumento x riconquistare le coscienze (ed il potere politico) sfruttando l’insicurezza della gente su temi così complessi ed emotivamente coinvolgenti, offrendogli una chiara e semplicistica risposta morale che li sollevi dai dubbi e dalla responsabilità di scegliere; ma l’obiettivo è tutt’altro: evangelizzazione, ovvero conquista e potere di influenza.

E da tutto ciò restano fuori veri abbomini morali spacciati come superiore etica: ad es. la politica di non uso del profilattico che da tempo le chiese cristiane, tutte, predicano in Africa, favorendo la diffusione di malattie come l’aids, secondo lo storico modello protestante di penetrazione religiosa: offerta di servizi sociali alle fasce disagiate in cambio di adesione di fede (tradotto pane e libri e siete miei o Faust che vende l’anima x un tozzo di pane) (n.b. negli Usa grazie ai programmi scolastici x l’astinenza sessuale generosamente finanziati da Bush crescono le gravidanze tra minori tanto che una 15ina di stati ora rifiutano i fondi).

Conclusioni?

Grazie alla crescente insicurezza globale, all’ assenza di movimenti culturali laici forti e di paradigmi interpretativi che ci aiutino ad interpretare ed affrontare il presente ed il futuro; tornano alla ribalta un po’ ovunque le religioni come fonte di orientamento pratico e politico all’azione quotidiana e non più solo come credo interiore e ricerca spirituale. Ovunque e indipendentemente dalla fede specifica le religioni tentano di abbattere la fragile barriera posta dalla laicità e tornano prepotentemente al centro della scena politica con i loro assurdi dogmi morali ( ad es. fino a pochi anni fa anche l’induismo era forza di governo(e per nulla moderata) in india).

Discorso a parte andrebbe fatto x l’Italia dove vera laicità non c’è mai stata e il papato ha sempre dominato e orientato la politica e ora tenta semplicemente di compiere un ulteriore passo (basta pensare ai crocifissi in aula, alla Dc, alla legge sulla fecondazione assistita, al fatto che è raro vedere un Tg che tra le prime notizie non parli del papa tutti i giorni).

Il revival religioso mondiale anche senza essere la causa dei tanti conflitti in corso ne sta sempre più diventando un aspetto importante, soprattutto x la visione apocalittica e del martirio che porta con se.

Rivestire di simboli religiosi conflitti le cui cause affondano nel periodo coloniale e negli squilibri economici, demografici e di potere ha di certo inasprito i toni.

Con satana non puoi convivere, devi eliminarlo. Due persone con interessi diversi, casomai anche scontrandosi, alla fine possono trovare un modo x convivere.

Demonizzazione del nemico… esattamente ciò che faceva Hitler con gli ebrei x compattare i tedeschi e dargli un obbiettivo a lui favorevole. (vedi Carl Schmitt)

Torna il paragone con il totalitarismo. Infondo cos’è una teocrazia, se non un regime totalitario?

E cambia tanto se a ciò si arriva x voto democratico? Anche Hitler fu eletto.

Quando un governo tenta di controllare le coscienze degli individui allora si è già in un regime totalitario e, sinceramente, non vedo temi più inerenti alla coscienza individuale di aborto, eutanasia, fecondazione assistita e sesso.

Il punto non è cosa è giusto, ma che nessuno può deciderlo x tutti; su simili temi ogni singola persona deve avere il diritto inviolabile a decidere.

E forse il punto è, anche, che trasformare le democrazie occidentali in democrazie controllate, o semi dittature totalitarie con l’aiuto delle religioni è estremamente conveniente x la ristretta oligarchia capitalista che governa il pianeta. Molto più sicuro, comodo e conveniente x loro e x i loro interessi (ci controllano fin dentro le coscienze).

Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo. I governi dovrebbero temere il popolo

(da “V per Vendetta” Regia: James McTeigue; Sceneggiatura: Andy e Larry Wachowski)

P.S. Io come atto di protesta sto cercando di capire come si fa a togliersi dagli elenchi del battesimo (grazie T. e fammi sapere); ma è davvero poca cosa xché di notte a volte sogno di vedere i blindati che invadono San Pietro (se la fame nel mondo è un abominio xché non vendono due o tre cose che bastano a sfamare tutti x secoli?)

P.S.2 x il resto ho ancora meno idee su che fare, tranne una: cercare di capirci qualcosa xché non è tanto, ma se ognuno cercasse di pensare con la propria testa e di capire che succede dovrebbero stare molto più attenti a quello che fanno; poi di certo non basta x cambiare tutto e questa è la vera sfida della nostra generazione prima che l’oligarchia diventi ancora più inamovibile e conduca la terra all’esplosione ambientale o alla terza guerra mondiale

Ammesso ci sia ancora tempo x evitarlo.

P.S.3 la prossima volta scrivo di musica o gossip così è meno triste bleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

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One Response to 'Aborto, teocrazia e totalitarismo'

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  1. [...] Stessa pretesa di pretendere di avere la verità assoluta, stesso modo di imporla. [...]

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