Frammenti Nomadi

Il nucleare e il potere

Pubblicato da sparkaos su Gennaio 14th, 2008

Il nucleare è sempre più al centro della politica internazionale e, spesso, la principale scusa x giustificare guerre che hanno ben altre ragioni. La prolificazione delle armi nucleari è una minaccia gravissima all’esistenza stessa dell’uomo; ma nel dibattito politico e sui media si dimentica troppo spesso l’assurdità della situazione attuale. Oggi un gruppetto di nazioni, in possesso della bomba atomica, pretende di stabilire chi possa essere ammesso al club e chi no. E’ innegabile che, ad es. la prospettiva di un regime teocratico come l’ Iran in possesso dell’atomica sia più spaventosa del possesso di una simile arma da parte di una nazione stabile come la Francia, soprattutto visto che l’obiettivo dichiarato in politica estera dalla Repubblica Islamica, sin dalla sua nascita, è la costruzione di un più ampio stato islamico che riunisca sotto la bandiera religiosa tutti gli sciiti dell’area. Ciò non toglie, però, che il Trattato di Non Prolificazione (Npt 1968), anche se ha avuto una certa efficacia, è del tutto inadeguato.

Permettere a chi già possiede ordigni atomici di continuare a produrne e vietarlo alle altre nazioni è semplicemente un modo x tutelare un vantaggio tecnologico, non per tutelare la pace.

Pretendere che le altre nazioni lo accettino un assurdo irrealizzabile.

Ma perche tutti vogliono l’atomica?

Secondo Sagan(“marketing nuclear weapons”, in Defence Security, v.25, n.1) ci sono tre principali ragioni:

· X ragioni di politica interna: ad es. influenza di lobby scientifiche o militari o di partiti favorevoli o x nascondere fallimenti del governo in altri campi es. il Governo indiano forse sviluppo la bomba atomica (74) principalmente x nascondere i suoi fiaschi, in prossimità delle elezioni, non in risposta all’atomica Cinese (64)

· X ragioni di status internazionale: che ad es. permette una maggiore influenza sui vicini

· X ragioni di sicurezza: x poter esercitare una credibile deterrenza nei confronti di una minaccia atomica portata da altri paesi (es. più classico L’URSS dopo le bombe Americane sul Giappone durante la II Guerra Mondiale) o per scoraggiare forze convenzionali superiori (es. Israele (non ha mai confermato il possesso di ordigni nucleari) che teme di dover affrontare eserciti arabi molto più numerosi)

Ovviamente i tre tipi di ragioni si possono intrecciare in vari modi e portare anche alla decisione esattamente contrari di dismettere gli arsenali atomici di cui già si è in possesso. (ad es. il Sudafrica che rinuncio alle atomiche poco prima della fine dell’apartheid probabilmente xché i bianchi non volevano che le atomiche finissero nelle mani dei neri, cioè x ragioni di politica interna).

Si può aggiungere la possibilità di trattare da posizioni di maggior forza e ricattare più efficacemente i negoziatori internazionali al fine di ottenere rassicurazioni contro tentativi esterni di cambio di regime o vantaggi economici; come ad es. sembra stia facendo la Corea del Nord nei confronti degli Americani e dei cugini del Sud.

Da aggiungere che molti paesi hanno adottato una politica molto più sottile sviluppando programmi civili (permessi dal trattato) facilmente convertibili in programmi nucleari (Giappone, Svezia)

E’ evidente ora perché in tante aree c’è una spinta così forte alla prolificazione; vista la crescente instabilità politica, il diffondersi di una profonda insicurezza mondiale, acuirsi delle tensioni x l’approvvigionamento di materie prime sempre più scarse e un ordine mondiale meno stabile rispetto al periodo della Guerra Fredda.

In più il processo si autoalimenta, la bomba Indiana porta alla bomba Pakistana…

E si capisce bene anche la volontà del regime Iraniano di raggiungere lo status di potenza atomica; che probabilmente può abbracciare un po’ tutte le precedenti spiegazioni:

· Di certo un simile successo offrirebbe una boccata di ossigeno al regime sempre meno sopportato da una larga parte della popolazione soprattutto giovanile (il 70% della popolazione iraniana ha meno di trenta anni)

· Visti gli storici progetti di un allargamento della repubblica islamica a tutti gli sciiti c’è poco da dubitare sull’interesse dei pasdaran x il simbolismo atomico, x lo status di potenza nucleare e l’ancora maggiore influenza che gli darebbe nella regione

· Ancor meno dubitabile è che vorrebbero l’ordigno per esercitare una deterrenza nei confronti di Americani ed Israeliani: sia in senso di minaccia di ritorsione contro Israele, sia come possibile rilascio di materiale sporco contro truppe di invasione. (da notare che a rigor di logica gli israeliani posseggono ordigni al di fuori del Npt e non accettano ispezioni quindi dovrebbero subire sanzioni ben più gravi degli Iraniani, se il trattato non fosse solo uno scudo dietro cui nascondere interessi di parte rivestendoli di un aurea ideale). Ma la vorrebbero certamente anche quale forma di tutela da un ipotetico attacco da parte dei paesi sunniti in netta maggioranza numerica (con cui esistono conflitti secolari) (uno degli obiettivi del’attuale viaggio del presidente Bush in Medio Oriente è la creazione di un asse sunnita da oppore all’Iran e che riconosca l’esistenza di Israele, d’altra parte, proprio in questi giorni si sono firmati anche accordi x un primo abbozzo di mercato comune nell’area ed è da ricordare che anche l’Arabia Saudita ha in corso programmi nucleari)

Ma di certo si può configurare anche un ipotesi in cui stiano semplicemente bleffando x ottenere l’ influenza più ampia possibile nella regione e qualche vantaggio economico, più rassicurazioni sul non intervento degli Occidentali nelle faccende interne della Repubblica Islamica. In cambio di ciò probabilmente i Pasdaran accetterebbero tranquillamente di rinunciare al programma militare e di conservare solo quello civile; cosa che gli permetterebbe cmq il nuclear hedgin, cioè la capacità di costruire un ordigno in breve tempo in caso di necessità.

Non è di certo un bello scenario, anche calcolando che ciò accelererebbe la corsa all’atomica di tutti i paesi dell’area; ma sembra davvero difficile impedire all’Iran almeno la potenzialità nucleare e l’alternativa di muovergli guerra è un po’ assurda non fosse altro x il fatto che significherebbe una brusco peggioramento dei rapporti con Mosca già non idilliaci(anche x la questione del Kosovo). E questo è davvero la minima conseguenza negativa possibile.

Trovo che la grande occasione perduta sia stata non favorire maggiormente e più rapidamente i Riformisti Iraniani; poi finiti in cattiva sorte x tensioni causate dalla guerra in Iraq, che hanno largamente favorito l’ ascesa del folle presidente Ahmadinejad. Resto convinto, anche per le recenti sconfitte elettorali dell’attuale presidente, che in Iran esista ancora la possibilità di un cambiamento dall’interno che dovrebbe essere favorito e non affossato con continue minacce, che non fanno altro che fare il gioco dei mullah e dei pasdaran del presidente.

Con ciò non voglio dire che si debba a priori escludere l’opzione militare che può anche essere un buono strumento di pressione, ma che agitarla di continuo non serve a nulla e che senza cambiamenti, nella situazione attuale, trovo del tutto fuori luogo un attacco, x gli effetti che avrebbe sia sull’area sia sulla politica globale. Tanto più che mi sembra difficile che si possano colpire i siti nucleari e basta, visto che sono molti, sparsi, a volte molto vicini a zone abitate (vittime civili numerose farebbero di certo precipitare la situazione) e probabilmente ne esistono di sconosciuti; e mi sembra altrettanto improbabile che gli Usa possano da soli, o con Israele, sostenere un’altra campagna (sia da un punto di vista militare che economico e non ultimo demografico)) o convincere un numero sufficiente di Europei.

Restano fuori da tutto ciò le reazioni delle popolazioni arabe e di paesi più che interessati all’area della Persia e che vi intrattengono relazioni strette come i Paesi Asiatici e in primis la Russia.

Resta fuori l’effetto simbolico, di un ulteriore “intromissione” occidentale, su tutti i paesi in via di sviluppo; l’enorme, e quasi certo, aumento del terrorismo e la possibile saldatura(già a volte operante in Iraq) tra terroristi sunniti e sciiti (n.b. x me non è terrorista chi a torto o ragione spara su un soldato o un importante funzionario che percepisce come un occupante o ad es. tutti i partigiani italiani lo erano; è terrorista chi con cinture esplosive o bombe dall’alto mira volontariamente ad “innocenti” o forse ancor più terrorista è il mullah che lava la testa al ragazzino con la scusa di un Islam stravolto e il capitano che lava la testa all’ispanico in cerca di istruzione con il 4 luglio e l’11 settembre).

Ad oggi mi sembra più realistico accettare un ruolo di potenza regionale dell’Iran e cercare di favorire una normalizzazione dei rapporti, che è anche l’unico modo x risolvere tanti problemi mediorientali che senza l’apporto iraniano è inimmaginabile portare a soluzione, da Hezbollah ed Hamas, quindi Libano e Palestina, all’Iraq. E che probabilmente aiuterebbe i tanti Iraniani che vogliono cambiare il proprio paese a fare passi in avanti.

Ma l’Iran potenza regionale è esattamente ciò che gli Americani non vogliono, quindi come molti analisti sostengono forse non è più questione di se ci sarà una guerra ma di quando e conta poco che un rapporto (forse steso anche x ragioni di politica interna) dei servizi Usa sostenga che hanno sospeso i programmi nucleari. Gli obbiettivi di un attacco sarebbero ben altri, come la volontà di costruire un atomica è ben altro che buttarla in testa ai miscredenti tanto x fare una cosa o x odio razziale.

Come il problema iraniano, anche il problema nucleare è di difficile soluzione senza cambiamenti di rotta. Entrambi richiedono politiche realiste e misurate sul singolo caso e avvenimento ed entrambi l’ abbandono da parte dei paesi occidentali di posizioni ideologiche che nascondono solo la volontà di difendere i propri interessi e sono insostenibile. Il Trattato di Non Prolificazione, in un epoca in cui la tecnologia atomica è ormai alla portata di tutti, è un po’ come dire: “sul tavolo ci sono le caramelle, ma le posso mangiare solo io xché tu sei stronzo”. E pretendere che gli Iraniani rinuncino ad un ruolo di potenza regionale che detengono da millenni è altrettanto assurdo; come pretendere di imporgli un qualsivoglia sistema politico, x ipoteticamente giusto che possa essere.


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One Response to 'Il nucleare e il potere'

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  1. Il nucleare e il potere « Frammenti nomadi said, on Gennaio 14th, 2008 at 3:18 pm

    [...] Continua [...]

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