Archivio per la Categoria Uncategorized

yanni – Within Attraction (live! at the Acropolis)

Pubblicato su Uncategorized con i tag , , , , il Dicembre 5, 2008 da sparkaos

Scietology accusata di associazione a delinquere.

Pubblicato su Uncategorized con i tag , , , , , , il Settembre 9, 2008 da sparkaos

Il tribunale di Parigi ha rinviato a giudizio le istituzioni princiapli della Chiesa di Scientology per truffa, associazione a delinquere ed esercizio illecito di farmacia.

Sempre più paesi guardano con preoccupazione al Fenomeno e numerosi hanno tentato la via legale per impedire le attività della misteriosa setta.

Obama ed Il Vice

Pubblicato su Uncategorized con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il Agosto 25, 2008 da sparkaos

Obama ha scelto il suo Vice Presidente: Joseph Biden. Senatore da quasi trenta anni, esperto di politica estera e giustizia, e soprattutto dei corridoi di Washington. Barack spera di riuscire a rassicurare, con questa scelta, gli elettori preoccupati per la sua inesperienza. Inoltre Biden, che si è sempre rifiutato di vivere nella capitale preferendo fare il pendolare e, a differenza della maggioranza dei politici Americani, non è ricco; dovrebbe aiutare il senatore nero a conquistare il voto della working class bianca che durante le primarie ha sempre preferito la Clinton.

Proprio Hillary è la vera spina nel fianco per Obama, che tenta di conquistare i voti dei Clinton scegliendo un personaggio dal profilo politico non dissimile, ma sembra che molti (30%) non si siano lasciati sedurre e continuano a rifiutargli il sostegno. Molti del clan Clinton si sentono offesi dalla scelta di Barack ritenendo che la vicepresidenza spettasse alla loro candidata per i voti raccolti durante le primarie. Intanto McCAin ha lanciato uno spot in cui riprende spezzoni di discorsi di Hillary contro Barack che sta suscitando molte critiche.

Biden inoltre ha indispettito molti moderati per la sua posizione pro-aborto, nonostante sia un cattolico praticante.

La scelta di Obama ha scontentato molti sostenitori che vedono nel senatore Biden un rappresentante della vecchia politica contro il cambiamento promesso dal senatore di Chicago. Forse dimenticano troppo facilmente che Obama non è mai stato un estremista, ma il rappresentante di una nuova generazione di democratici giovani, aggressivi e determinati a trasformare l’America, ma nei limiti del possibile. Lo slogan che li conttradistingue è «The Change We Can Belive In», il cambiamento in cui possiamo credere; non cambiamento ad ogni costo.

In ogni caso credo che la scelta di Obama sia stata sbagliata perchè quel poco che ci ha guadagnato in termini di “esperienza” l’ ha pagato proprio in termini di “cambiamento” il tratto distintivo che più lo ha contraddistinto e portato alla nomination.

La Cnn proprio oggi ha rilasciato il primo sondaggio dopo l’annuncio del vice che riporta una parità 47% a 47% con il candidato repubblicano. (altri sondaggi qui, la maggioranza continua a dare il senatore nero in vantaggio)

Ma la Obama mania non si ferma e molti stilisti hanno annunciato che dedicheranno a Barack alcuni capi della loro collezzione e presto verra lanciata una borsa a lui dedicata. Il senatore è di moda e forse proprio questo è il suo maggior punto di forza. L’opposizione di gran parte dell’ establishment e la situazione internazionale più favorevole ai repubblicani i suoi maggirori nemici.

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

Depeche Mode – Enjoy the Silence

Pubblicato su Uncategorized con i tag , , , il Luglio 15, 2008 da sparkaos

Honda produce prima auto ad idrogeno

Pubblicato su curiosità, giornalismo con i tag , , , , , , , , il Luglio 2, 2008 da sparkaos

La nota casa giapponese ha lanciato la prima auto ad idrogene per il mercato.

L’articolo completo in inglese–>qui

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

UFFFFFFF

Pubblicato su Uncategorized il Giugno 2, 2008 da sparkaos

ho appena finito i primi due capitoli della tesi (da rileggere) che bip

Cmq scusate se non scrivo tanto non ti viene dopo che già tutto il giorno.

Da una parte è divertente dall’altra non sono mai stato tanto seduto.

Interzona

Pubblicato su Uncategorized con i tag il Maggio 29, 2008 da sparkaos

Mi chiedevo se a qualcuno va di provare a mettere su qualcosa di un minimo più serio e collettivo di un blog. (iniziarci a pensare che ora impegnatissimo università)

Qualcosa meno orientanto al quotidiano che sia blog colletivo o una specie di rivista digitale.

A me interessa particolarmente il tema dei Media e della Società, Antropologia ma sono aperto ad altro ad es. arte, politica, esteri… non però per scrivere giorno per giorno inseguendo le notizie qualcosa di un minimo più approfondito.

L’unica cosa irrinunciabile per me è la più totale libertà di scrivere quello che si pensa.

Per il resto non mi piacerebbe troppo se nel complesso di tutto quello che si scrive diventa un apologia dei media o una loro crocifissione (e vale anche per gli altri temi è banaluccio vedere solo il brutto o il bello in qualcosa)

Che altro dire? sono anrchico e lunatico quindi l’unica cosa che non dovete chiedermi è la fissità della coerenza e l’accetazione di un dogma.

Il mondo multiculturale?

Pubblicato su Uncategorized con i tag , , , , , , , , il Maggio 27, 2008 da sparkaos

Multiculturale è l’apertura all’altro al diverso.

Multiculturale è sincretico.

Multiculturale è la parola magica della nuova epoca?

Multiculturale è una tendenza, una visione del mondo, che spesso si scontra con la realtà.

La realtà che tutti prendono come esempio lampante del futuro multiculturale è la rete.

Ma la rete è un fenomeno in divenire difficilmente leggibile.

Oggi scrivo questo post domani potrei scriverne uno completamente diverso semplicemente in base ad un montaggio di testi esperienze ed emozioni diversi.

Un punto di vista metamorfico.

Oggi i testi che rimabalzano con le emozioni, da essi suscitati, sono le risposte dure ed offensive a commenti critici.

La critica è provocazione nella sua intima essenza, se diventa vuota provocazione è sterile, ma se si neutralizza lo è altrettanto.

La rete è uno spazio diffuso fatto di microcosmi.

Microcosmi spesso chiusi a riccio.

I microcosmi si affidano a feticci diversi di definizione di un noi e un voi, che proprio per la fragilità crescente di ogni definizione si fanno più ferrei nella definizione del confine.

Le interzone… luoghi di frontiera… con definizioni più labili e liberatorie, metamorfiche, esperenziali… in cerca del sincretico divenire di se stessi e del mondo… scevri da ferree definizioni di un noi e un voi… che resta implicito nella volontaria partecipazione al gioco sincretico… ma, per come declinato, maggiormente inclusivo. Ai confini si sostituiscono frontiere in cui fare esperienze multiple di io ed altro.

Se entri nel territorio dei microcosmi devi adeguarti… codici di comportamento, idee… una definizione precisa di quanto puoi trasgredire.

Se rompi l’unità del microcosmo presentandoti come altro… la reazione è violenta.

…il tuo cervello da microcefalo …”

“Mettete in quarantena tutti i virus del forum …”

“…zerbino.”

Esempi … frammenti… non dei peggiori…

se pensi diverso sei un microcefalo o peggio un virus.

Esempi di due mondi opposti… in lotta nel mondo ferocemente… uniti in una comune volonta di subumanizzazione di qualsiesi cosa esca dalle loro rigide norme valoriali. Lotta apparente tra diversi razzismi oppressivi.

Rituali di purificazione dal demonio

Esempi tra i tanti…  di oggi…


Campagna sociale

Pubblicato su Uncategorized il Maggio 21, 2008 da sparkaos

21

Pubblicato su cinema, curiosità, media con i tag , , , , , , , , , , , , , , , il Maggio 5, 2008 da sparkaos

La trama è un concentrato di stereotipi cinematografici americani.

Un ragazzino geniale ma sfigato, in difficoltà economiche, incontra un prfessore che ha messo su una squadra di studenti bravi in matematica che vogliono sbancare Las Vegas contando le carte al Black Jack. Lungo il percorso si dimentica dei vecchi amici, che ovviamente alla fine ritrova, e si imbatte in mille avventure, che ovviamente risolve, e nell’immancabile amore.

Un film sul gioco e il college banale ed insulso. Trama scopiazzata e niente di nuovo.

Neanche un motivo per vederlo. (tranne Kevin Spacey e il resto degli attori tutti non male ma niente di eccezionale)

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

UFO ed elite mondiale

Pubblicato su X-Files, curiosità, geopolitica, guerra, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il Aprile 29, 2008 da sparkaos

Alieno è una parola che suscita ilarità, ma un semplice calcolo probabilistico dimostra che difficilmente siamo soli nel mondo. Negli ultimi anni si vocifera sempre più spesso di ipotetici contatti tra uomini ed exstraterrestri. C’è chi parla di scontri, chi di alleanze, chi di reciproco studio a distanza. È ormai certo che, almeno in alcuni periodi, i maggiori eserciti del mondo hanno condotto indagini sugli UFO, come dimostrano documenti declassificati di recente da vari governi e dichiarazioni rilasciate da politici ed ex militari che hanno ammesso apertamente l’esistenza di programmi segreti. Una quantità impressionante di persone sostiene, inoltre, di essere stato coinvolto, a vario titolo, in programmi di ricerca sull’argomento. Ammesso che queste persone stiano mentendo e non siano stati, ancora, stabilit contatti con forme di vita aliene; diventa difficile immaginare, dietro tutte queste menzogne, un puro interesse economico o personale e molto più facile ipotizzare un complotto volto a deviare l’attenzione da programmi di ricerca militari del tutto terrestri, ma supersegreti, o da probabili accordi interni all’elite mondiale. Sembra improbabile che tutte queste persone, spesso stimati professionisti, si siano giocate la reputazione per puro denaro (conferenze o pubblicazioni). La cosa è preoccupante, più di tutto, per ciò che mostra della reale gestione del potere dietro la facciata democratica.

Ad es. su uno dei casi più noti, quello di Roswell, ci sono poche certezze, tranne una. Il giverno ha ampiamente mentito ai propri cittadini e cambiato più volte versione. Ciò è ampiamente dimostrato da un paio di particolari su cui è difficile dubitare.(ne esistono molti di più di dubbi e particolari che non quadrano sulla vicenda)

· Numerosi testimoni oculari hanno riferito di aver visto rottami che niente hanno a che fare con le varie spiegazioni governative.

· L’area di impatto è enorme troppo grande per i veicoli che si sarebbero schiantati lì secondo il governo.

· Dopo l’ incidente alcuni testimoni, che potevano infastidire il governo e gettare dubbi sulla versione ufficiale, hanno effettuato strani versamenti e acquisti, che lasciano ipotizzare accordi di segretezza.

· Il numero di aerei che decollò per portare via i rottami contraddice del tutto l’ipotesi del pallone aerostatico (dai 4 ai 7 aerei sono troppi per un simile strumento)

· Le procedure standard dell’esercito furono ampiamente disattese nella gestione della situazione

· Quando si riuscì ad accedere al fascicolo ufficiale, questo non conteneva altro che un ritaglio di giornale che parlavano di un incidente con un pallone aerostatico in una vicina cittadina. Ciò si scontra contro l’evidente interesse dei militari nell’area e le dichiarazioni di allora anche alla stampa. In più è noto l’ amore della burocrazia per le carte.

· I media locali riportarono all’inizio tutti una versione molto simile su un disco volante, ma l’esercito vieto ulteriori trasmissioni e sequestro tutto.

· Le prove più convincenti sono però le dichiarazioni di ex militari americani sulla vicenda e il modo in cui sono state rilasciate. Anche nel silenzio sembrano confermare.

1. Poco prima di morire, nel 1994, l’ex aiutante di stanza nelle base di Roswell nel 1947, il maggiore Patrick Saunders, scrisse una frase su una copia del libro “The Truth about the UFO Crash at Roswell”[1], che spedì a persone interessate all’incidente  “Questa è la verità e io non l’ho ancora rivelata a nessuno“. Ovviamente l’essere in punto di morte non garantisce che la dichiarazione sia veritiera, ma certamente, tranne il megalomane desiderio di lasciare dietro di sé chi sa cosa, restano poche motivazioni a mentire e molte a lavarsi la coscienza prima di…

2. Jesse Marcel, ufficiale dei Servizi di Intelligence dell’Esercito alla base aeronautica di Roswell all’epoca dell’incidente, ha dichiarato di essersi recato sul luogo e di aver raccolto detriti con degli strani simboli simili a dei geroglifici. Potrebbe mentire per interesse o per ordine superiore, ma nel secondo caso qualcosa di scomodo da nascondere ci sarebbe comunque e si starebbe tentando di deviare l’attenzione sugli UFO per nascondere altro. (qui un intervista al figlio che avrebbe visto i detriti recuperati dal padre)

3. Nel 1989, il responsabile della sicurezza della base di Roswell che nel 1947 venne incaricato della sicurezza del sito dell’incidente, in un intervista, rifiutò di rispondere a domande sull’incidente di Roswell. Disse di considerarsi vincolato al segreto ancora dopo 43 anni. “Non ne posso parlare” era tutto ciò che ripeteva.

Qualcosa che puzza c’è, esistono spiegazioni alternative all’incidente in cui sarebbe caduto un disco volante, ma le aperte menzogne governative e un forte interesse dell’ esercito sono ormai provate

Ma la conferma più evidente dell’esistenza di qualcosa di nascosto nelle politiche dei maggiori governi mondiali viene da persone che di quei governi hanno fatto parte.

Nel dicembre del 2007 dai massimi esponenti del Governo Giapponese vennero dichiarazioni molto forti sul fenomeno Ufo. Il capo del gabinetto nipponico, Nobutaka Machimura, dichiarò, durante una conferenza stampa in cui i giornalisti posero più volte domande su avvistamenti di oggetti non identificati frequenti in quel periodo: “il governo può solo offrire risposte stereotipate a questa domanda – ma personalmente credo definitivamente che gli Ufo esistono… Non dovrei aggiungere altro, ma vorrei veramente che queste domande venissero poste con più frequenza.”. Pochi giorni dopo il capo di Stato maggiore delle Forze di autodifesa giapponesi, il ministro Shigeru Ishiba, ha affermato, precisando ai reporter che si trattava di una esternazione a titolo personale: “Non c’è nessun motivo per negare ulteriormente che oggetti non identificati (Ufo) esistono, e che questi vengono controllati da un’altra forma di vitaVerificherò se l’esercito del Giappone sia in grado di affrontare un attacco… Non si capisce come mai la nostra legislazione non dispone ancora di alcuna direttiva nel caso di un’invasione extraterrestre“. (qui)

<<Gli Ufo volano da oltre mezzo secolo in totale libertà sui cieli del nostro pianeta, il governo degli Stati Uniti sviluppa armi segrete per fronteggiare possibili attacchi provenienti dal cosmo, da un giorno all’altro potrebbe scoppiare una guerra intergalattica e il vero motivo per cui è stato ordinato alla Nasa di realizzare una base sulla Luna entro il 2020 è la volontà della Casa Bianca di monitorare da vicino i velivoli extraterrestri che vanno e vengono dalla Terra.>>(la stampa)

E’ il riassunto di quanto affermato da Paul Hellyer (ex ministro della Difesa ed ex vicepremier del Canada, Paul Hellyer tra il 1963 e il 1967 partecipava alle riunioni a porte chiuse dell’Alleanza Atlantica ed era in particolare al corrente dei segreti del Norad (il comando aereo americano-canadese)), di fronte a un pubblico di studenti all’Università di Toronto nel 2005.

Beh le possibilità sono tante e le informazioni così poche da non permettere certezza, ma è difficile pensare che dietro tutto ci sia sola la fissazione o l’ interesse personale di singoli individui. Per di più, meglio sperare che gli alieni esistano o che ci sia un qualche interesse a deviare l’attenzione da altro, se no dovremmo ammettere che alcuni dei nostri politici e generali sono davvero usciti di testa.


[1] Kevin D. Randle, Donald R. Schmitt

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

La censura Russa e l’amicizia Berlusconi-Putin

Pubblicato su comunicazione, cultura, geopolitica, giornalismo, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il Aprile 28, 2008 da sparkaos

Putin all’attacco dei media.

Dopo il caso del direttore licenziato dal proprio editore per aver pubblicato le voci di un possibile divorzio dello Zar di tutte le Russie e di una sua presunta love story con un ex campionessa di pattinaggio, Аlina Kabaeva, il Cremino si lancia sempre più alla conquista e al controllo dell’etere. Forse consigliato dall’amico Berlusconi, nell’incontro provato dei giorni scorsi, Putin ha deciso di porre un’ulteriore stretta alla libertà di espressione e al pluralismo dell’informazione, oltre che portare un ulteriore campo dell’economia Russa sotto stretto controllo dell’oligarchia al potere.

La camera bassa Russa ha approvato un testo, con un solo voto contrario, che prevede la sospensione o chiusura dei mezzi d’informazione che abbiano «diffuso informazioni false deliberatamente dannose all’onore e alla dignità». Ora tocca al senato, dove l’esito è quasi scontato. (alice.it)

Intanto nasce un nuovo colosso dei media che sarà a libro-paga della presidenza Russa.(NMG – Mediagroup nazionale) e comprenderà una rete di ben 864 stazioni russe che diffondono attualmente i loro programmi in Russia, nelle nazioni della Csi e nei paesi del Baltico (Lettonia, Lituania, Estonia). Izvestija, il quotidiano più vicino a Putin, avrà un ruolo notevole nella gestione economica della NMG. (qui)

L’effetto combinato delle due iniziative, in una situazione in cui la libertà di espressione già subiva evidenti limitazioni e in un paese con un alto tasso di mortalità tra i giornalisti, avrà un impatto devastante sulla presunta democraticità della Russia. Molti hanno notato che la successione al potere in Russia poteva comportare, anche, una maggiore democraticità dello Stato e una più equilibrata spartizione di potere. Queste sognanti affermazioni si scontrano contro la realtà di un oligarchia che governa con autorità il paese e di molti russi che sono disposti ad accettarla per l’evidente ruolo riconquistato dalla Russia nel sistema mondiale. Il nazionalismo favorisce l’oligarchia, concentratasi intorno a Putin e uscita dalle scuole del KGB, i media gli permettono, e permetteranno, di alimentare tale sentimento e sfasare la percezione che i russi hanno del mondo e della realtà. Il potere cambia forma per controllare più strettamente tutto.

Voci parlano di un interesse della berlusconiana Mediaset che potrebbe a breve aprire un suo ufficio moscovita e avviare trattative organiche con il Cremlino e con la nuova holding NMG. Si spiegherebbero, pertanto, i colloqui a porte chiuse tra i due amici.

C’è quasi una sorta di contagio tra i due, entrambi intenzionati a mantenere il potere ad ogni costo e poco inclini alle critiche. Le somiglianze tra i due sono infinite, almeno quanto le differenze. Eppure condividono ciò che più conta: una gestione personalistica del potere che sfiora la megalomania e che nel populismo nazionalista trova la scintilla per far emergere il consenso popolare, costruito precedentemente con il potere economico, mediale od energetico che sia. Entrambi liberali a parole. Entrambi poco inclini a sopportare una liberà stampa. Entrambi con la presunzione di sedere tra i grandi della storia.

E’ l’inizio di una nuova epoca di rapporti tra Russia ed Italia, sempre più distante dall’Europa?

P.S. per i rapporti tra la Russia e L’Europa vedere: Conflitti in Europa e Identità Europea

P.S.2: per le sfide della Russia di oggi e il cambio al vertice:Elezioni e sfide politiche nella Russia di oggi

Mondo

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

Rete e News: Tempo

Pubblicato su Uncategorized con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il Aprile 26, 2008 da sparkaos

Rete e news

Macro-effetti della rete sulle notizie

Spazio/tempo:

Le dimensioni spazio temporali delle notizie sono state completamente stravolte dall’avvento della rete.

Il tempo è da sempre la dimensione fondamentale dell’informazione. Le news sono per definizione qualcosa di nuovo (anche se per nuovo spesso si intende qualcosa di insolito, non visto). La rete restringe e dilata il tempo delle notizie.

La competizione per lo scoop, per essere i primi a dare una notizia è sempre più serrata. La notizia in rete diventa subito obsoleta. La notizia in rete rincorre il tempo. La rincorsa continua svilisce la notizia, la rende spesso vuota. Il giornalismo rinuncia a quel ruolo di contestualizzazione del fatto nella realtà sociale, di inquadramento culturale. O meglio, cerca sempre, e anche forse con maggiore intensità, di fornire schemi mentali, frame interpretativi, in cui inquadrare e comprendere l’avvenimento, ma lo fa in modo superficiale e poco profondo. Questo è vero, però, solo per alcuni tipi di notizie e siti. La rete oltre che restringere il tempo contemporaneamente lo dilata, perché nessuna notizia prima della rete era fruibile per così tanto tempo. Gli archivi fioriscono. Le notizie restano lì nei server a disposizione, la loro vita si allunga e su questa possibilità nascono iniziative giornalistiche che mirano ad offrire contenuti più approfonditi e durevoli nel tempo, avvicinando ancor più il giornalismo ad una sorta di storia del presente.

Il tempo si de-massifica. Nella società industriale il tempo era socialmente organizzato per favorire i tempi dell’industria sia nel corso della giornata che nell’arco dell’anno. Oggi gli orari, le ferie, i periodi di veglia e di sonno sono molto più diversificati. La rete offre notizie 24 ore su 24 senza interruzione e rispettando i tempi di fruizione individuale, la TV a determinati orari giornalieri e il giornale addirittura una sola volta al giorno. La rete incontra il nuovo tempo personale e la notizia è costretta a divenire un fluire ininterrotto, ma in questo fluire ancora una volta va perso qualcosa e guadagnato altro.

L’uomo è finalmente libero a qualsiasi ora del giorno e della notte di farsi un idea di ciò che lo circonda, ma perde (ancora una volta) quel comune accordo su ciò che accade, che i media di massa offrivano ad un popolo. Il popolo, che sempre si fondò su una memoria condivisa, svanisce nelle volatili comunità di rete e non sembra aver trovato la forza di farsi virtuale, per essere reale.

CONTINUA

Rete e News: Spazio

Stampa e giornalismo nell’epoca della comunicazione digitale

Media

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

Bookmarking Tools

Miglior Blog.it

Comunicazione e Sinistra

Pubblicato su Sinistra Nomade e Rivoluzionaria, comunicazione, cultura, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il Aprile 25, 2008 da sparkaos

Appunti sparsi per una Sinistra Nomade e Rivoluzionaria

BABELE

Ogni atto comunicativo è in se un atto di trasformazione, ma perché ci sia comunicazione piena deve esserci condivisione di un qualcosa. Un messaggio anche condivisibile che si sente, percepisce, come estraneo viene scartato a priori. Il linguaggio della sinistra deve sposare il linguaggio della “massa” e non essere distinto e separato da esso in una elittistica purificazione o in codici snob fatti di parole vuotamente magiche ed incomprensibili ai più. Il linguaggio della sinistra deve rischiare di farsi commerciale per disvelare dall’interno e nelle stesse forme della comunicazione la mercificazione dell’uomo e il suo asservimento al consumo. Il linguaggio della sinistra deve essere moderno ed inventivo. Reinventare il linguaggio per reinventare il mondo. Reiventarlo nelle strade e nelle stesse pratica visuali di consumo, fare degli oppressivi marchi un dissacrante gesto liberatorio carico di significati rivoluzionari e non previsti. Sposare il sound bite per poi costringerlo a dilatarsi, una volta catturata l’attenzione; non cedere ad esso e neanche resistere ad esso, creolizzarsi accettare il rischio e inventare una nuova e liberatoria lingua. Essere dentro il conforme, l’omologato e al contempo fuori. Farlo esplodere dal di-dentro in un sabba dissacratorio.

Il linguaggio della sinistra deve essere polifonico. Premiare la partecipazione, favorire il dibattito. Ascoltare e imparare. Ma insieme deve premiare e riconoscere il merito, l’idea più creativa e profonda che emerge. Spingere al pensiero critico e divergente, non al conformismo valoriale di gruppo.

Tutto è comunicazione e tutto è quindi azione. L’azione mira alla trasformazione. Il simbolo da forma all’utopia e la rende palpabile, indossabile. Il simbolo fa l’utopia carne, identità rivoluzionaria.

La comunicazione oggi è immagine cangiante e interstiziale. L’immagine della sinistra è poesia, ossimoro. Deve dipingere il mondo astratto che verrà e sedurre anime funambole.

CONTINUA

Appunti sparsi per una Sinistra Nomade e Rivoluzionaria

Politica e Comunicazione Politica

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

Rete e news: Spazio

Pubblicato su comunicazione, cultura, giornalismo, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il Aprile 24, 2008 da sparkaos

Rete e news

Macro-effetti della rete sulle notizie

Spazio/tempo:

Le dimensioni spazio temporali delle notizie sono state completamente stravolte dall’avvento della rete.

Lo spazio si è allargato all’improvviso. La maggiore facilità di trasmissione favorisce il diffondersi di notizie a livello globale, proprio mentre la rete stessa contribuisce a creare maggiori connessioni spaziali ed insieme a destabilizzare la concezione geografia di vicino e distante meramente spaziale. Vicino molto spesso è ciò che è simile, ciò che interessa indipendentemente dalla sua posizione fisica. L’America è più vicina della Turchia. Questo processo è precedente alle reti digitali, ma esse lo amplificano e lo portano alle estreme conseguenze. Oggi una persona può vivere sapendo tutto di ciò che succede in Cina e nulla del proprio quartiere

Ma al contempo lo spazio si è ristretto. In rete le poche testate professionali che producono guadagni sono quelle locali, che possono sfruttare le reti sia per raggiungere pubblici interessati ma distanti dalla località di cui si parla (es. migranti), sia per offrire contenuti più specifici in modo economicamente sostenibile e che favorisce la creazione di un senso di comunità che è alla base di ciò che il marketing definisce fidelizzazione[1] del cliente.

In pratica la notizia in rete diventa più glocal e il lettore è in grado di vivere virtualmente dove vuole, anche in un mondo che lui stesso crea fatto di piccoli frammenti di informazione in una sorta di collage post-moderno. Questo offre certamente possibilità informative che vanno incontro maggiormente agli interessi delle persone, ma insieme spezza il filo di un discorso pubblico e disconnette le identità da uno specifico ancoraggio territoriale o al contrario le incastra in localismi risorgenti. Ancora una volta la rete offre possibilità liberatorie e nuovi drammi. Nella dissoluzione di una minima narrazione condivisa, le basi stesse su cui le persone riflettono divengono fortemente differenti e il particolarismo esplode. L’idea di un identità nazionale o di una storia nazionale, il classico racconto della giornata dei TG svaniscono lasciando il posto ad un nomadismo in apparenza senza confini, ma segnato da fratture linguistiche, culturali ed economiche. (per il Digital Divide cenni qui). Insieme si formano nuove comunità con concetti spaziali dirompenti per l’attuale organizzazione politica. Che si tratti di comunità locali o totalmente virtuali, il principio di appartenenza ad esse è quanto minimo in contrasto con quello su cui gli stati oggi si basano.

Ma l’effetto più profondo delle reti digitali sulle notizie da un punto di vista spaziale è la possibilità per chiunque (abbia gli strumenti) di trasmettere flussi dati da qualsiasi luogo. Ci sono due aspetti principali che derivano da ciò. Il primo è mostrato in tutta la sua potenza dai video dei telefonini che diventano notizie riprese dai TG o dalla giornalista che trasmette in diretta con il telefono satellitare i bombardamenti di Bagdad. Ovunque l’occhio elettronico è virtualmente presente e nulla che accade può più sfuggire. E si arriva alla seconda conseguenza. I media da sempre tendono a restringere la sfera privata, lontana dagli occhi del pubblico. La rete rendendo tutti produttori di informazione estremizza questo processo.

Goffman insegna che la vita è un po’ come il teatro con un palcoscenico e un dietro le quinte. Il telone è caduto e il dietro le quinte oggi è la materia principale che sul palcoscenico globale rimbalza. Il processo borghese di esaltazione della vita privata, in una sorta di paradosso proprio mentre la privacy svanisce, trova un immane propagatore nella visibilità mondiale di mille vite private vendute in pubblico. Il privato scaccia il pubblico dal palcoscenico. E la dimensione pubblica, comunitaria della vita si privatizza sempre più. Mentre l’uomo non è mai più solo, perennemente interconnesso.

P.S. tre articoli interessanti su giornalismo, citizen journalism e crisi dei modelli economici da LSDI. Qui, qui e qui.


[1] Per fidelizzazione si intende riuscire a rendere stabile il rapporto tra azienda e cliente, proprio per ottenere ciò le aziende adottano approcci più attenti alla qualità, alla partecipazione attiva del consumatore e all’assistenza pre e post vendita.

CONTINUA

Stampa e giornalismo nell’epoca della comunicazione digitale

Media

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

Obama vince nello stato più femminista d’America

Pubblicato su Uncategorized con i tag , , , , , , , , , , , , , , il Marzo 9, 2008 da sparkaos

Obama vince in Wyoming. Lo Stato , noto solo per il parco di Yellowstone, ha una forte tradizione «femminista». Concesse per primo il voto alle donne, nel 1869, anche se lo fece per avere abbastanza elettori per diventare uno stato. Ma fu anche il primo ad avere un giudice di pace donna e un governatore donna, nel 1925.

L’ennesima sconfitta per Hillary e per la sua idea di femminismo e politica.

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

Pubblicato su Uncategorized il Febbraio 5, 2008 da sparkaos

<a href=’http://www.ilcannocchiale.it/?claim=CANN67871-509′ target=’_blank’>il cannocchiale</a>

Pubblicato su Uncategorized con i tag il Gennaio 8, 2008 da sparkaos

<a href=”http://technorati.com/claim/3mf6n66p43” rel=”me”>Technorati Profile</a>

uffffffffffffff

Pubblicato su Uncategorized con i tag il Gennaio 8, 2008 da sparkaos

che palle

c’è sempre qualcuno prnto a rompere il cazzo quando meno deve

luna

Pubblicato su Uncategorized con i tag il Gennaio 8, 2008 da sparkaos
oggi sono proprio fuori
mega litigata e come al solito quando hai voglia di sfogarti con qualcuno quello non capisce un cazzo e ti fa incazzare ancora di più
i libri restano chiusi e vagare senza meta qualche ora non mi ha fatto passare la rabbia
boh me ne sbatto
doccia, musica, aperitivo e studio stasera
tanto la rabbia va e viene e sarebbe peggio non incazzarsi significherebbe essere automi anche se sarebbe ancora meglio incazzarsi x cose un pò più serie ma boh sono così
che mi frega
mi piace
saro matto?
boh
fanculo al mondo

Frammenti di identità

Pubblicato su Uncategorized con i tag il Gennaio 8, 2008 da sparkaos

Strana domenica a pensare ad un mondo che fino a poco fa era.
ora? noia e apatia post vacanze
seduto a cercarmi tra le mille cavolate lasciate qua e la in rete da qualche parte e forse x la noia ne ributto qui qualcuna
frammenti di identità interstiziali perdute qua e la
frammenti di noi stessi
sogni, emozioni e rabbia

?

Pubblicato su Uncategorized con i tag il Gennaio 8, 2008 da sparkaos

Come si fa a scegliere se le alternative ti piacciono tutte allo stesso modo?

Boh… mi viene il dubbio che in realtà non me ne piace nessuna.

Ma allora che cavolo voglio? come faccio a scegliere se non lo so?

Forse devo prima capirlo.

Si semplice!

Va beh… io intanto vivo a cazzo mio….. tanto prima o poi lo capisco, se vivo e non sono un cadaverello