Pixel e Delirio

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(Uno dei personaggi più importanti della serie tv Heroes)

È un po’ di tempo che non scrivo su ciò che succede nel mondo intorno a questa strana zona scoscesa tra i secoli che mi prende sempre meno, più di tutto per una sorta di movimentato caotico-nulla che mi sa tanto di apatia mascherata da movimento. Onda?… falsa ribellione modaiola di una sottocultura urbana che di tanto in tanto ci ricorda di essere viva e per un attimo sale sul palco per sfilare sbrilluccicante, ma non ha intenzione di minima di conficcare il pugnale. Villari? RAI?… Alitalia?… Telecom?… chiacchiere chiacchiere in apparenza mille battaglie, mille barricate da non perdere a nessun costo pena la fine di tutto. In realtà sempre RAI … TV… Monopolio… Privatizzazione… Mediaset… conflitto di interesse… il punto non è quasi più cosa… ma fare qualcosa. Dietro le mille chiacchiere nessuna decisione vera… si cambiano i nomi, le targhette… la scenografia per un eterno balletto di decisioni annunciate. La nostra strana politica: chiacchiere e finte decisioni per il moderno Colosseo, dove campioni, ormai stanchi, continuano un lento balletto per inerzia e per passate questioni mai risolte. Qualche decisione vera nell’ ombra per un affare o un amico che nessuno tranne loro conoscerà mai se non tra 25-30 anni quando sapremo che qualcosa è successo ma non di certo cosa e di certo non ci sarà nessun colpevole se non il portaborse di turno.

Il popolo segue la sfida con apatica accettazione recitando la parte che ci si aspetta da ognuno e sfoga la rabbia repressa grazie all’ ultimo guru himalayano che ci spiega la verità ultima del vivere (che questi stupidi occidentali non vogliono capire) o all’ ultimo guru mediatico che ci spiega la verità del tradimento e dell’ amore o del perché la politica Italiana fa schifo[1]. Ovviamente per essere noi stessi fino in fondo la spiegazione del guru deve possedere certe caratteristiche distintive:

· È tutta interna a questa strana zona isolata dal mondo, che mai può influire su essa se non per fare da sfondo ad uno dei nostri Italici campioni che verrà santificato dall’ amicizia con questo o quest’altro o dall’ aver piegato meglio a proprio vantaggio le guerre, la fame o qualsiasi altro evento mondiale nel palcoscenico italico dove si è segnato un punto a proprio vantaggio (anche se non si sa bene più qual è lo scopo di questo strano gioco di così antichi costumi che se sono perse le tracce originarie di senso piegati a vuoti simboli e parole che non si comprendono neanche).

· Verità assoluta. Ogni guru la professa con passione e ogni buon discepole la protegge alzando muri invalicabili dietro cui non si vede più ne il mondo ne l’altro. La forma di razzismo più diffusa? CULTURALE. Pretendere di avere così tanta ragione da vedere tutti quelli che la pensano diversamente come degli idioti subumani. Allora vai con gli insulti e le lotte nell’ arena mediale armati della parola d’ordine modaiola del momento. Profondità, confronto ZERO. Spiegazione elementare e dogmatica mai confrontata con il mondo per troppa fragilità interiore.

· Essere aria e non prevedere niente di reale.

· Se è chiassosamente sboccata e pateticamente-stereotipatamente-macchiettosa e modaiola tanto meglio.

LIMBO ecco cosa unisce il mondo alla strana repubblica oggi.

Il mondo è sospeso dietro l’apparenza di mille cose che accadono. Già da mesi e mesi il mondo è sospeso intorno a due o tre Temi o eventi. La crisi economica, le scelte economiche dei giganti d’oriente, il nuovo attivismo Russo, l’Europa centrale nella sua inerzia elefantina e più di tutto l’elezione americana.

Poche cose mostrano insieme l’importanza degli USA e il potere dei media come l’elezione di un presidente americano. L’ essere umano sa che chi siede su quella poltrona potrebbe cambiargli la vita con poco. O forse questo è ciò che lo schermo racconta.

Obama cambierà il mondo? No è altrettanto guerrafondaio… no tutto è diverso, un presidente di colore in America è un evento epocale. (che poi di che colore cazzo di razzisti al contrario?)

Mi piace… è realista… cura i suoi interessi, ma non in modo cieco… e, nei pixel, deciso a tentare davvero di dare una qualche svolta. Da questo a pensare che da solo rivolterà il mondo ne passano di personalizzazioni televisive. Una linea di politica estera ad es. ci vogliono anni per costruirla e l’amministrazione USA ha una sua intrinseca forza e direzione che subisce certamente l’influenza di quella che è cmq una novità rilevante, ma di certo non gira a 90° in un attimo. Spesso la politica estera è più il frutto di scontri ed inganni di corridoio tra lobby culturali ed economiche o di decisioni in apparenza minori che si rivelano al contrario di grosso impatto.

La svolta se c’è è in quello che sembra un ritorno alla “politica” di una fetta, cmq minoritaria, ma importante del popolo americano e in un sentire diffuso, in una spinta al cambiamento che sembra salendo inconsapevolmente dalle viscere di questo, davvero imprevedibile e incomprensibile, popolo ha saputo trovare e costruire un simbolo di carne da gettare sull’arena mediale contro il drago dell’immobilismo di Washington sempre più sull’ orlo di trasformarsi nella reggia delle nobili famiglie patrizie (WASP). Tutto qui. Infinito per chi non è capace di altro che fingere, mimare, lo scontro ed il cambiamento, ma di certo non sufficiente per cambiare le cose dall’ oggi al domani.

Il mondo è sospeso nell’attesa di verificare cosa cambierà davvero. Quale sarà lo scenario? Una crisi economica che spinge l’eroe ad accettare un nascente multilateralismo? Una guerra che sembra più giusta da vincere? Nuovi confronti tra superpotenze a distanza? E lui il fulgido eroe come cambierà il mondo? Accadrà domani o dopodomani? E se poi è un’altra leggenda metropolitana?

Qualcosa è cambiata, ma nel breve periodo è più probabile che, se dipenderà dagli americani e non dal mondo, Obama influisca, per quanto può, sulla politica interna. Reali cambiamenti per la politica estera non ci potranno cmq essere se non sul medio-lungo periodo, forse addirittura solo se riuscirà a restare in sella per un secondo mandato. Ovviamente anche la nomina di un singolo generale può cambiare la storia dell’umanita[2]. Il mondo intanto aspetta ma non resta a guardare e cosa l’eroe dovrà davvero affrontare, quale sarà la sfida, non è dato saperlo. E non è detto che lungo il cammino non si imbatta in un eroe nascente che sfati il mito di questa eurocentrica (tele-)visione.

Muri costruiti su dogmi atti a restare in superficie per non guardare nel profondo blue.

P.S.tanto per aggiungere altre due vuote chiacchiere. Forse è per questo che ultimamente il mio blog langue.


[1] (o a lagnarsi su un blog rilanciando le parole d’ordine di voga e dogmaticamente apprese, tanto per far vedere di partecipare alla sfida decisiva)

[2] o quella dell’ ultimo dei burocrati che smaschererà l’ennesima truffa radioattiva o dell’ ultimo dei professori di una scuola pubblica del cazzo che ispirerà il futuro messia ispanico

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3 Risposte a “Pixel e Delirio”

  1. Complimenti, il tuo blog è stato selezionato per far parte di Karl Marx Platz, il nuovo aggregatore della sinistra.
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  2. grazie ho dato un’occhiata sembra molto interessante.
    per il post sul’ altro aggregatore non mi sembra corretto, per quanto tanti non lo siano all’interno.

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