I temi principali della campagna Americana

In questi giorni i temi (issues) più dibattutti nella campagna elettorale Americana sono l’economia, il petrolio, e l’Iraq.

L’Iraq è, a detta di molti analisti una patata bollente per Obama. All’inizio della sua campagna il senatore ha puntato molto sul tema del ritiro dell’esercito americano dal Paese. Ora l’Iraq sembra sia in un asituazione diversa e in netto miglioramento (almeno stando alla fonti ufficiali) e per molti il ritiro è fuori luogo e butterebbe a mare il lavoro fatto. Obama tramite i suoi collaboratori, senza chiarire meglio, ha fatto sapere che in ogni caso se fosse eletto non baserebbe le sue scelte su dichiarazioni fatte mesi fa su una situazione in così rapido mutamento. Deve tener conto delle possibili accuse di incoerenza che affondarono l’ultimo candidato democratico nelle passate elezioni e del fatto che molti elettori sono ancora favorevoli al ritiro. Sul tema al contrario il suo avversario, che è stato tra i fautori della nuova strategia americana, gode di grande credibilità presso il pubblico. (qui) Intanto il New Yorker ha scatenato le polemiche con una capertina in cui il candidato nero e sua moglie appaiono come terroristi. (qui un articolo sulla polemica)

Il caro petrolio è un’altro tema caldo per Barack che si oppone a nuove trivellazioni sul territori nazionale. Mentre McCain è fortemente favorevole ad autorizzare trivellazzioni massicce anche in sfreggio all’ambiente (Qui)Il candidato repubblicano però risulta poco credibile in economia. La maggioranza degli americani non crede nelle sue proposte e cosa peggiore McCain ha dichiarato apertamente di non essere molto capace in economia ad inizio campagna ed ora la cosa gli crea non pochi problemi (qui, 150 banche americane rischiano il fallimento)

MA i temi di politica estera ed economia internazionale scottanti sono tanti. Ad es. in questi giorni sono circolate voci su un possibile si da parte di Bush ad un attacco Israeliano all’Iran. (qui) e contemporaneamente per la prima volta gli Usa hanno accettato di trattare direttamente con l’Iran (qui) Il primo a proporlo è stato proprio Obama, ora la mossa degli Usa gli toglie una delle carte che più aveva usato per differenziarsi nettamente dagli altri candidati.

Il prossimo presidente si troverà poi a dover affrontare il rapido e continuo deterioramento nei rapporti con la Russia che sentendosi sempre più accerchiata, per lo scudo spaziale che sarà costruito dagli americani e per le loro mosse nel caucaso e nell’asia centrale, alza i toni. “La Russia deve usare mezzi economici/politici ed i legami militari con l’Asia, per punire le nazioni europee che acconsentono ad ospitare gli elementi della difesa antimissile degli Stati Uniti, ha detto mercoledì, un analista politico russo.” (da euroasia) Il tema è probabile che emerga anche in campagna visto il rapido evolversi e lo storico duello durante la guerra fredda che è ancora così ben presente nella memoria storica americana. (un analisi scudo e georgia, esercitazioni russe nel caucaso, marina russa più forze nell’antartico.)

I rapporti con la Cina sono un altro tema scottante che intreccia economia, crisi globale ed equilibbri di potere nello scenario globale; e non potra essere eluso dai candidati anche per le ricadute economiche interne. Mentre la Cina (e l’India) tentano sempre più di combattere lo strapotere della marina Americana e sempre con maggior successo (qui), alcuni analisti ipotizzano un duopolio Cina-USA che potrebbe essere molto conveniente per entrambi.

“Finora il meccanismo con gli Stati Uniti ha funzionato: la Cina vende beni a basso costo agli Usa e in cambio compra dollari e buoni del Tesoro americano. Tanto da spingere qualche analista a immaginare un consolato Usa-Cina al livello globale, ma il sistema sino-americano comincia a mostrare delle crepe.” (qui una videocarta molto interessante, qui una seconda videocarta sempre sulla Cina)

Lo scenario economico e geopolitico in sommovimento influenzerà pesantemente la campagna presidenziale. Ad oggi sembra che gli elettori Americani diano maggiore fiducia a McCain in politica estera, e ad obama in economia. Insieme, però, il candidato democratico sembra quello maggiormente in grado di recupero sui temi a lui al momento meno favorevoli, lo dimostra il fatto che in passato quei temi sono stati per lui punti di forza e i negoziati con l’Iran che gli danno implicitamente ragione (sempre che non sia una presa in giro per giustificare il successivo attacco che in caso di vittoria Democratica mi sembra molto probabile sarà lanciato dall’attuale amministrazione prima dello scadere del mandato)

P.S. le voci su possibili attentati ad Obama si moltiplicano, tanto che alcuni elettori afro-americani sembra non lo voteranno per cercare di tenerlo in vita. Quanto sia paranoia e quanto realtà difficile dirlo, ma di certo i servizi segreti gli hanno affidato la scorta molto tempo prima del normale e di matti che un nero nello studio ovale non ce lo volgliono ce ne sono tanti

P.S.2: dal mio punto di vista la copertina del New Yorker è lecitissima ed evidentemente cerca di sfatare proprio le dicerie assurde sul conto del senatore in modo sarcastico, ovviamente mi aspetterei altrettanta ironia sui temi scottanti per i Rep. nel corso della campagna.

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3 Risposte a “I temi principali della campagna Americana”

  1. che vuol dire ti cambia e non saresti più la stessa persona? Logico, anche se fossi cresciuto in una attico a berlino saresti diverso… Non ho capito

    Buona giornata

  2. Per quanto riguarda l’Iraq, Obama sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Ha affermato che il terrorismo internazionale sta tornando in Afghanistan e, dunque, bisogna rinforzare la presenza lì, spostando un po’ alla volte le truppe proprio dall’Iraq.
    E’ da vedere se l’assunto iniziale è vero, ma può essere un buon modo di farla mandare giù.

  3. beh si come strategia politica può funzionare, anche se forse oggi i terroristi si stanno spostando verso il pakistan. e cmq deve riuscire a farla digerire a chi pensava ad un rapido rientro

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