Primarie ed Iran in Americana

Il New York Times rincuora i democratici Americani, dopo settimane di sondaggi che davano McCain in forte rimonta, una nuova indagine statistica afferma che i democratici sono in testa con qualsiasi candidato. Ma di questi giorni i sondaggi sono strumento di lotta politica, in una situazione, già di per se così instabile, che sarebbe difficile da fotografare anche senza secondi fini politici. (uno interessante dimostra che la stragrande maggioranza degli elettori non ritiene la Clinton una persona credibile, che dice quello che pensa, ma al contrario una capace di dire qualsiasi cosa per vincere)

Le primarie democratiche oggi fanno tappa in Carolina del Nord e Indiana. Nel primo stato il senatore Barack Obama sembra in netto vantaggio (dai 7 ai 10 punti), nel secondo la situazione è più incerta. Hillary Clinton, in caso di sconfitta, potrebbe ritirarsi visto che Obama, già ora, ha circa 136 delegati in più dell’ex first lady. Perdendo di poco in Carolina del nord, dove all’inizio aveva un fortissimo svantaggio, potrebbe, però, decidere di continuare. Ma la vittoria per il clan Clinton è sempre più un sogno lontano. I numeri parlano chiaro: non c’è margine di recupero in quanto a delegati eletti; Obama conquista continuamente nuovi superdelegati[1] mentre la Clinton, originariamente in forte vantaggio nel partito, ne perde di continuo; e la raccolta di fondi della senatrice è sempre più misera, mentre quella del senatore nero continua a battere ogni record. (è da un po’ che scrivo che la testardaggine della Clinton sta solo danneggiando il partito visto che alla fine Obama continua a raccogliere maggiori preferenze tra i democratici e che già da un po’ la situazione è a suo netto vantaggio. La Clinton potrebbe vincere solo con una sorta di tradimento del voto popolare da parte del partito, scelta molto autodistruttiva. I Democratici alla fine dovranno riflettere sull’atteggiamento egoista e arrivista della senatrice e su quanto li ha danneggiati)

Obama, dopo aver definitivamente rotto ogni rapporto con il pastore Jeremiah Wright, sembra riprendere la sua inarrestabile ascesa che le dichiarazione del reverendo di famiglia, di tono razzista, avevano rallentato. Non era bastata, invece, la prima presa di distanza del senatore in un bellissimo discorso (in Italiano qui). Forse perché il discorso puntava sull’americano di qualsiasi colore, mentre i bianchi democratici, nelle ultime elezioni, hanno continuato a preferire la Clinton e i neri democratici a votare in massa per Barack. I trend elettorali sono però diversi a secondo dell’età e del titolo d’istruzione. Tra i meno istruiti e meno giovani Hillary continua ad avere risultati migliori, mentre il senatore dell’Illinois raccoglie consensi tra persone più istruite e giovani al di là del colore della pelle. Tutto ciò preoccupa non poco il partito che teme l’effetto razzismo nel caso, quasi certo, di una sfida McCain-Obama.

La notizia del giorno è, però, lo scontro in casa Democratica sull’Iran. Le differenze in politica estera forse sono le più marcate nei programmi dei due. Oggi due interviste hanno rilanciato il tema. Emerge chiaramente la differenza di approccio, poi come si tradurranno le parole, che restano cmq abbastanza sul vago, è tutto da vedersi. Clinton è in perfetta scia retorica e strategica con Bush e McCain, cambiano inezie e toni. Ad es. è vero chiede il ritiro dall’Iraq, ma dopo aver sostenuto la missione e con l’aria di chi non ne ha alcuna intenzione. Obama a parole è una netta discontinuità con la politica precedente sia a livello retorico che concreto.

La politica estera della senatrice si riassume in una frase lapidaria se Teheran usasse l’atomica contro Israele, per rappresaglia si dovrebbe distruggere l’Iran. (qui intervista completa la stampa)

Obama, senza escludere l’uso della forza, dichiara: Serve un dialogo diretto con il regime iraniano…Abbiamo avuto una politica estera di minacce e spade sguainate, e di decisioni strategiche che alla fine hanno rafforzato l’Iran.” (qui intervista completa la stampa)


[1] Delegati non eletti, ma aventi diritto al voto durante la convention democratica che deciderà il candidato del partito alla presidenza. Sono funzionari del partito o democratici eletti ad alcune cariche. Possono modificare il loro voto fino all’ultimo momenti e se sono necessarie più votazioni cambiarlo (in quel caso tutti i delegati dopo la prima votazione sono liberi di votare secondo coscienza anche contro il candidato per cui erano stati eletti)

Mondo Obama

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7 Risposte a “Primarie ed Iran in Americana”

  1. Si d’accordo, ma il problema è che invece la tendenza predominante oggi è quella di trattare la blogsfera come un tutt’uno monolitico, non analizzando le dovute ramificazioni che presenta.

    ciao e buona giornata

    ps. che ne pensi di kligg 2.0?

  2. sulla tendenza hai ragione.
    X kligg 2.0 non l’ho usato tantissimo che non ho molto tempo la prima impressione che ti arriva è negativa per la mezza scopiazzata a kilombo, ma usandolo è comodo e ha la grande differenza dei voti che è un pò questione di opinione se è meglio o no. Da una parte con i voti potrebbe essere un modo per dare visibvilità a chi lo merita ,ma rischi di finire come Ok notizie, mentre kilombo è figo anche per l’assenza di voti, e imbrogli per salire più in alto. quindi penso che dipende molto da come si evolve la cosa ad oggi mi sembra la brutta copia grafica di kilombo xchè nessuno quasi usa i voti e i tag.

    di per se a me piace più l’idea di aggregatori intorno ad uno o più temi non per parte politica respingono la maggioranza delle persone e “chiudono” in Italia però sembra la nuova moda. Poi il punto forse è trovare il modo di dare evidenza ai contenuti più originali sulla “massa” che tratta a secondo del giorno lo stesso tema e i voti non mi sembra siano la soluzione perchè tendono ancor più a favorire i temi più omologati (almeno a guardare le esperienze principali in italia)

  3. “X kligg 2.0 non l’ho usato tantissimo che non ho molto tempo la prima impressione che ti arriva è negativa per la mezza scopiazzata a kilombo, ma usandolo è comodo e ha la grande differenza dei voti che è un pò questione di opinione se è meglio o no. Da una parte con i voti potrebbe essere un modo per dare visibvilità a chi lo merita ,ma rischi di finire come Ok notizie, mentre kilombo è figo anche per l’assenza di voti, e imbrogli per salire più in alto. quindi penso che dipende molto da come si evolve la cosa ad oggi mi sembra la brutta copia grafica di kilombo xchè nessuno quasi usa i voti e i tag.”

    Non conosco Ok notizie. Sulla questione dei voti la cosa non mi dispiace perchè dai visibilità ai contenuti in teoria più interessanti (come hai sottolineato). Il problema fa capo all’assenza di autonomia della rete (come cito anche nel post) che non crea notizie, ma le rimescola o le critica. Se io avessi scritto un post su Verona avrei avuoto sicuramente più visibilità (e magari voti, le cose non vanno necessariamente insieme) perchè è la notizia del momento, mentre se scrivo un post sulla poesia non se lo fila nessuno (a parte i miei lettori abituali).
    Riguardo a Kilombo è vero che è scopiazzato e soprattutto ci sono gli stessi utenti cosa che rischia di creare un doppione. La buona notizia è che non c’è più un controllo dall’alto che impone un post al giorno (cosa che cmq io continuerò a fare se non altro per mancanza di tempo) e questo da più libertà.

    “di per se a me piace più l’idea di aggregatori intorno ad uno o più temi non per parte politica respingono la maggioranza delle persone e “chiudono” in Italia però sembra la nuova moda. Poi il punto forse è trovare il modo di dare evidenza ai contenuti più originali sulla “massa” che tratta a secondo del giorno lo stesso tema e i voti non mi sembra siano la soluzione perchè tendono ancor più a favorire i temi più omologati (almeno a guardare le esperienze principali in italia).”

    Aggregatori a tema non mi piace perchè io non posso parlare solo di una (o due o tre) cose e crea una comunità chiusa tanto come la politica. SEcondo me sposterebbe solo il problema. Se proprio bisogna territorializzare la discussione, seguirei il modello di Wikio dove attraverso i tag sono io che decido la priorità delle notizie non creando in questo modo barriere all’entrata e permettendo a tutti di scrivere su quello che vogliono. Mettere in evidenza i temi principali non ha senso perchè quello che lo è per te può non esserlo per me. L’unica soluzione è ancora una redazione che decida su questo.

    ciao

  4. strano che non conosci oknotizie è il più stupido e il più usato in Italia

    sulla redazione e più articoli son d’accordo sperando che poi uno se scrive due post ne scrive uno su verona e uno su qualcosa di più serio

    sui temi hai un pò ragione ma il punto è che ad es. io scrivo molto più di politica estera che Italiana ed interessa a molte meno persone quindi come ci troviamo? I tag funzionano fino ad un certo punto. I rischi ci sono ma una persona può partecipare a più network, crearne alcuni più specifici a me non sembra sbagliato per attirare tutti quelli interessati che casomai si sperdono nei tremila network. Ad es io continuerei a postare su kilombo (come su wikio) e a volte su quello esteri, così eviti anche la chiusura. In uno stesso aggragatore diversi temi si può ma come dimostra la pratica tendono cmq a vincere determinati temi e man mano gli altri tendono a diventare più marginali. Poi il rischio di finire a parlare solo nella piccola cricca c’è solo che io vedo maggiore allo stato attuale che il peggio aumenti in rete e le tante cose interessanti si perdano perchè minoritarie

    diciamo che un modo per tutelare le “minoranze” urge, ma uno giusto ora non c’è. anche se a me non dispiace uno che ho usato poco perchè in Italia lo usano pochissimi e scrivendo in italiano non mi serve a tanto, lo uso più per trovare roba interessante provalo http://www.stumbleupon.com/ si basa sugli interessi che scegli e inserisci man mano e permette di cercare in molti modi contenuti e temi, mi sembra una giusta strada da seguire visto che è aperto e generalista, ma insieme si declina in mille microreti etc. infondo non è dissimile da wikio ma sviluppa il concetto dei tag forse risolvendo in parte il problema che dicevo anche per l’enfasi che pone sul creare reti. (ovviamnete però se vuoi creare tu una rete gruppo o non mi ricordo come si chiama devi pagare)

    buona serata

  5. “i tag funzionano fino ad un certo punto. I rischi ci sono ma una persona può partecipare a più network, crearne alcuni più specifici a me non sembra sbagliato per attirare tutti quelli interessati che casomai si sperdono nei tremila network. Ad es io continuerei a postare su kilombo (come su wikio) e a volte su quello esteri, così eviti anche la chiusura.”

    Si d’accordo, ma questa proposta è realistica se uno partecipa al massimo a 2,3 network perchè di più richiede una quantità di tempo che magari pochi anno (2 o 3 network significa 2 o 3 post a meno che non proponi lo stesso a tutti gli aggregatori ma in questo modo si perde il senso di avere più aggregatori a tema). Però può essere una soluzione.

    “In uno stesso aggragatore diversi temi si può ma come dimostra la pratica tendono cmq a vincere determinati temi e man mano gli altri tendono a diventare più marginali.”

    Si, questo è putroppo il limite dei tag e degli aggregatori che li propongono. Ma c’è di più. Se io per es. vado su un aggregatore di poesie, alla fine diventeranno dominanti (come ricerca di tag) quelle più famose e non quelle migliori o poco conosciute. Alla fine per i temi minoritari conviene crearsi una propria rete di bloggers con cui entri in contatto lungo un determinato arco di tempo.

    ps. ho guardato ok notizie. Beh non si sono perso poi granchè ;)

    ciao e buona giornata

  6. no oknotizie non ti perdevi proprio niente

    puoi anche scrivere un solo post e aggregarlo a secondo del tema su un aggregatore o su un’altro e nell’arco della settimana partecipare a diversi

    “Alla fine per i temi minoritari conviene crearsi una propria rete di bloggers con cui entri in contatto lungo un determinato arco di tempo.”

    si ma certi temi sono così minoritari che è difficile entrare in contatto, tranne sfruttando reti di relazione preesistenti. per questi secondo me un aggregatore tematico ha senso. poi ovviamnete hai ragione sui tag più famosi. è un preblema intricato ma molto importante forse la verità è che una “soluzione” non è stata ancora pensata.
    buona giornata a te

  7. [...] Obama aldilà delle sue intenzione, getta involontariamente un dubbio radicale su tutta la storia Americana e sul recente presente ed immediato futuro (in questo caso si tratta di una scelta deliberata ad es sull’Iran e il terrorismo) [...]

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