Rete e News: Tempo
Rete e news
Macro-effetti della rete sulle notizie
Spazio/tempo:
Le dimensioni spazio temporali delle notizie sono state completamente stravolte dall’avvento della rete.
Il tempo è da sempre la dimensione fondamentale dell’informazione. Le news sono per definizione qualcosa di nuovo (anche se per nuovo spesso si intende qualcosa di insolito, non visto). La rete restringe e dilata il tempo delle notizie.
La competizione per lo scoop, per essere i primi a dare una notizia è sempre più serrata. La notizia in rete diventa subito obsoleta. La notizia in rete rincorre il tempo. La rincorsa continua svilisce la notizia, la rende spesso vuota. Il giornalismo rinuncia a quel ruolo di contestualizzazione del fatto nella realtà sociale, di inquadramento culturale. O meglio, cerca sempre, e anche forse con maggiore intensità, di fornire schemi mentali, frame interpretativi, in cui inquadrare e comprendere l’avvenimento, ma lo fa in modo superficiale e poco profondo. Questo è vero, però, solo per alcuni tipi di notizie e siti. La rete oltre che restringere il tempo contemporaneamente lo dilata, perché nessuna notizia prima della rete era fruibile per così tanto tempo. Gli archivi fioriscono. Le notizie restano lì nei server a disposizione, la loro vita si allunga e su questa possibilità nascono iniziative giornalistiche che mirano ad offrire contenuti più approfonditi e durevoli nel tempo, avvicinando ancor più il giornalismo ad una sorta di storia del presente.
Il tempo si de-massifica. Nella società industriale il tempo era socialmente organizzato per favorire i tempi dell’industria sia nel corso della giornata che nell’arco dell’anno. Oggi gli orari, le ferie, i periodi di veglia e di sonno sono molto più diversificati. La rete offre notizie 24 ore su 24 senza interruzione e rispettando i tempi di fruizione individuale, la TV a determinati orari giornalieri e il giornale addirittura una sola volta al giorno. La rete incontra il nuovo tempo personale e la notizia è costretta a divenire un fluire ininterrotto, ma in questo fluire ancora una volta va perso qualcosa e guadagnato altro.
L’uomo è finalmente libero a qualsiasi ora del giorno e della notte di farsi un idea di ciò che lo circonda, ma perde (ancora una volta) quel comune accordo su ciò che accade, che i media di massa offrivano ad un popolo. Il popolo, che sempre si fondò su una memoria condivisa, svanisce nelle volatili comunità di rete e non sembra aver trovato la forza di farsi virtuale, per essere reale.
CONTINUA
Stampa e giornalismo nell’epoca della comunicazione digitale
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Questo post è stato pubblicato il Aprile 26, 2008 alle 11:46 am ed è archiviato in Uncategorized con i tag 24, blog, cittadino informato, comunicazione, conoscenza, criteri giornalistici, de-massificazione, democrazia, deontologia, digitale, diritti, frame, framing, gatekeeper, giornale, giornali, giornalismo, giornalismo collaborativo, giornalismo partecipativo, giornalisti, globalizzazione, glocal, internet, libertà di espressione, macro-effetti, media, mediatori culturali, mondo, narrazzione, News, news magazine, news values, notiziabilità, notizie, occhio elettronico, opinione, opinione pubblica, partecipazione, percezione, personalizzazione, politica, privacy, professione, punto di vista, quotidiani, quotidiano, redazione, rete, Rete e news, reti digitali, schema mentale, scoop, selezione, sfera pubblica, sfera pubblica dialogia, sfera pubblica mediatizzata, sfera pubblica virtuale, sguardi, sguardo, siti, sito, social network, società, società dell'informazione, società postindustriale, spazio/tempo, stampa, Stampa e giornalismo, tempo, virtuale. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito.









