Comunicazione e Sinistra

Appunti sparsi per una Sinistra Nomade e Rivoluzionaria

BABELE

Ogni atto comunicativo è in se un atto di trasformazione, ma perché ci sia comunicazione piena deve esserci condivisione di un qualcosa. Un messaggio anche condivisibile che si sente, percepisce, come estraneo viene scartato a priori. Il linguaggio della sinistra deve sposare il linguaggio della “massa” e non essere distinto e separato da esso in una elittistica purificazione o in codici snob fatti di parole vuotamente magiche ed incomprensibili ai più. Il linguaggio della sinistra deve rischiare di farsi commerciale per disvelare dall’interno e nelle stesse forme della comunicazione la mercificazione dell’uomo e il suo asservimento al consumo. Il linguaggio della sinistra deve essere moderno ed inventivo. Reinventare il linguaggio per reinventare il mondo. Reiventarlo nelle strade e nelle stesse pratica visuali di consumo, fare degli oppressivi marchi un dissacrante gesto liberatorio carico di significati rivoluzionari e non previsti. Sposare il sound bite per poi costringerlo a dilatarsi, una volta catturata l’attenzione; non cedere ad esso e neanche resistere ad esso, creolizzarsi accettare il rischio e inventare una nuova e liberatoria lingua. Essere dentro il conforme, l’omologato e al contempo fuori. Farlo esplodere dal di-dentro in un sabba dissacratorio.

Il linguaggio della sinistra deve essere polifonico. Premiare la partecipazione, favorire il dibattito. Ascoltare e imparare. Ma insieme deve premiare e riconoscere il merito, l’idea più creativa e profonda che emerge. Spingere al pensiero critico e divergente, non al conformismo valoriale di gruppo.

Tutto è comunicazione e tutto è quindi azione. L’azione mira alla trasformazione. Il simbolo da forma all’utopia e la rende palpabile, indossabile. Il simbolo fa l’utopia carne, identità rivoluzionaria.

La comunicazione oggi è immagine cangiante e interstiziale. L’immagine della sinistra è poesia, ossimoro. Deve dipingere il mondo astratto che verrà e sedurre anime funambole.

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4 Risposte a “Comunicazione e Sinistra”

  1. Insomma: parla come magni. Comincia tu, però.

  2. insomma non era proprio mangia come magni, al limite adeguati al mondo, al mezzo e al pubblico con cui parli. Se faccio uno spot in tv devo invece adeguarmi a quel linguaggio per poi stravolgerlo. Se scrivo su un blog che ha tutt’altro linguaggio e tutt’altro pubblico “sperimento” su questa base.

  3. mah. io credo che uno stile aulico e un po’ visionario stia sui maroni a gran parte degli italiani. io stesso, dopo aver letto per anni e anni pretenziosissime riviste di sinistra, capisco perché l’operaio voti Berlusconi: hanno persino timore di votare sinistra, non si sentono all’altezza.

  4. “…hanno persino timore di votare sinistra, non si sentono all’altezza.”

    questo mi sembra il sottinteso di quello che ho scritto.

    il punto è che questo post non lo legge la maggioranza degli Italiani. io credo che non esiste un linguaggio giusto, sono tutti giusti se efficaci per le persone che li ricevono e se considerano le caratteristiche del canale. poi se il mio lo sia o no questo non sta a me dirlo.

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