Rete e news: Spazio
Rete e news
Macro-effetti della rete sulle notizie
Spazio/tempo:
Le dimensioni spazio temporali delle notizie sono state completamente stravolte dall’avvento della rete.
Lo spazio si è allargato all’improvviso. La maggiore facilità di trasmissione favorisce il diffondersi di notizie a livello globale, proprio mentre la rete stessa contribuisce a creare maggiori connessioni spaziali ed insieme a destabilizzare la concezione geografia di vicino e distante meramente spaziale. Vicino molto spesso è ciò che è simile, ciò che interessa indipendentemente dalla sua posizione fisica. L’America è più vicina della Turchia. Questo processo è precedente alle reti digitali, ma esse lo amplificano e lo portano alle estreme conseguenze. Oggi una persona può vivere sapendo tutto di ciò che succede in Cina e nulla del proprio quartiere
Ma al contempo lo spazio si è ristretto. In rete le poche testate professionali che producono guadagni sono quelle locali, che possono sfruttare le reti sia per raggiungere pubblici interessati ma distanti dalla località di cui si parla (es. migranti), sia per offrire contenuti più specifici in modo economicamente sostenibile e che favorisce la creazione di un senso di comunità che è alla base di ciò che il marketing definisce fidelizzazione[1] del cliente.
In pratica la notizia in rete diventa più glocal e il lettore è in grado di vivere virtualmente dove vuole, anche in un mondo che lui stesso crea fatto di piccoli frammenti di informazione in una sorta di collage post-moderno. Questo offre certamente possibilità informative che vanno incontro maggiormente agli interessi delle persone, ma insieme spezza il filo di un discorso pubblico e disconnette le identità da uno specifico ancoraggio territoriale o al contrario le incastra in localismi risorgenti. Ancora una volta la rete offre possibilità liberatorie e nuovi drammi. Nella dissoluzione di una minima narrazione condivisa, le basi stesse su cui le persone riflettono divengono fortemente differenti e il particolarismo esplode. L’idea di un identità nazionale o di una storia nazionale, il classico racconto della giornata dei TG svaniscono lasciando il posto ad un nomadismo in apparenza senza confini, ma segnato da fratture linguistiche, culturali ed economiche. (per il Digital Divide cenni qui). Insieme si formano nuove comunità con concetti spaziali dirompenti per l’attuale organizzazione politica. Che si tratti di comunità locali o totalmente virtuali, il principio di appartenenza ad esse è quanto minimo in contrasto con quello su cui gli stati oggi si basano.
Ma l’effetto più profondo delle reti digitali sulle notizie da un punto di vista spaziale è la possibilità per chiunque (abbia gli strumenti) di trasmettere flussi dati da qualsiasi luogo. Ci sono due aspetti principali che derivano da ciò. Il primo è mostrato in tutta la sua potenza dai video dei telefonini che diventano notizie riprese dai TG o dalla giornalista che trasmette in diretta con il telefono satellitare i bombardamenti di Bagdad. Ovunque l’occhio elettronico è virtualmente presente e nulla che accade può più sfuggire. E si arriva alla seconda conseguenza. I media da sempre tendono a restringere la sfera privata, lontana dagli occhi del pubblico. La rete rendendo tutti produttori di informazione estremizza questo processo.
Goffman insegna che la vita è un po’ come il teatro con un palcoscenico e un dietro le quinte. Il telone è caduto e il dietro le quinte oggi è la materia principale che sul palcoscenico globale rimbalza. Il processo borghese di esaltazione della vita privata, in una sorta di paradosso proprio mentre la privacy svanisce, trova un immane propagatore nella visibilità mondiale di mille vite private vendute in pubblico. Il privato scaccia il pubblico dal palcoscenico. E la dimensione pubblica, comunitaria della vita si privatizza sempre più. Mentre l’uomo non è mai più solo, perennemente interconnesso.
P.S. tre articoli interessanti su giornalismo, citizen journalism e crisi dei modelli economici da LSDI. Qui, qui e qui.
[1] Per fidelizzazione si intende riuscire a rendere stabile il rapporto tra azienda e cliente, proprio per ottenere ciò le aziende adottano approcci più attenti alla qualità, alla partecipazione attiva del consumatore e all’assistenza pre e post vendita.
CONTINUA
Stampa e giornalismo nell’epoca della comunicazione digitale
Questo post è stato pubblicato il Aprile 24, 2008 alle 1:08 pm ed è archiviato in comunicazione, cultura, giornalismo, media, politica e società con i tag blog, borghesia, cittadino informato, cliente, comunicazione, conoscenza, criteri giornalistici, democrazia, deontologia, digitale, diritti, fidelizzazione, frame, framing, gatekeeper, giornale, giornali, giornalismo, giornalismo collaborativo, giornalismo partecipativo, giornalisti, globalizzazione, glocal, goffman, internet, libertà di espressione, macro-effetti, marketing, media, mediatori culturali, mondo, narrazzione, new, new media, News, news magazine, news values, notiziabilità, notizie, occhio elettronico, opinione, opinione pubblica, palcoscenico, partecipazione, percezione, politica, privacy, professione, punto di vista, quotidiani, quotidiano, redazione, rete, Rete e news, reti digitali, schema mentale, selezione, sfera pubblica, sfera pubblica dialogia, sfera pubblica mediatizzata, sfera pubblica virtuale, sguardi, sguardo, siti, sito, social network, società, società dell'informazione, società postindustriale, spazio, spazio/tempo, stampa, Stampa e giornalismo, tempo, testate locali, virtuale, vita privata, web, www. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito.










Aprile 26, 2008 a 11:49 am
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