NATO – USA – Russia e L’Europa che non c’è. Conflitti in Europa.

Il 3 e il 4 Aprile a Bucarest si svolge il primo vertice Nato – Russia (cooperazione iniziata nel vertice Italiano del 2002) e subito dopo un vertice bilaterale USA-Russia.

I temi in agenda sono scottanti e la tensione tra USA e Russia non accenna a scemare per troppi punti di contrasto.

In un’intervista pubblicata sul sito internet dell’Alleanza Atlantica, il comandante del consiglio militare dell’organizzazione (qui in italiano) chiarisce i temi principali all’ordine del giorno del vertice: lo scudo antimissile, l’Afghanistan, il Kosovo, l’allargamento, la sicurezza energetica, forze flessibili di rapido intervento e la CyberGuerra.

Su tutti questi temi Washington e Mosca sono in profondo disaccordo.

 

 

Le scintille maggiori scaturiscono nelle ultime ore per l’ipotesi di allargamento della Nato a Georgia ed Ucraina.

 

Dmitry Medvedev, neopresidente Russo, ha dichiarato che «nessun Paese può essere felice di avere vicino ai propri confini i membri di un’alleanza militare di cui non fa parte».

Il vice-ministro degli Esteri, Grigory Karasin, ha confermato che l‘eventuale ingresso dell’Ucraina nella Nato avrà un impatto negativo sull’assetto della sicurezza in Europa e creerà “una profonda crisi” nelle relazioni tra Mosca e Kiev.

Il ministro degli esteri russo Serguei Lavrov si unisce al coro precisando: “Se la Georgia entra nella Nato nella speranza che l’Alleanza atlantica intervenga nei conflitti dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, si trattata di un gioco molto pericoloso”.

Infine secondo il portavoce del Cremino (briefing che ha tenuto per fare il punto sul summit in italiano), l’adesione di Georgia e Ucraina, dal punto di vista di Mosca, «non è democratica», anche perché il Cremlino sostiene che la maggioranza della popolazione non sarebbe d’accordo all’adesione.(in effetti un sondaggio del Centro Razumov sostiene che  il 53% della popolazione ucraina non vuole l’ingresso nella Nato).

 

Bush da Kiev in Ucraina ha replicato che la Russia non metterà veti e che Washington «sostiene con forza» la richiesta dell’Ucraina di ammissione nell’Alleanza Atlantica.

 

Ma nell’alleanza Atlantica si è formato un asse di Paesi contrari all’allargamento a Kiev e Tbilisi che comprende Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Portogallo, Lussemburgo e Olanda preoccupati di non incrinare i rapporti con la Russia.

Il primo ministro francese François Fillon lo ha dichiarato chiaramente:

 La Francia ha un’opinione diversa da quella degli Stati Uniti sulla questione… Ci opponiamo all’ingresso della Georgia e dell’Ucraina perché pensiamo che non sia la risposta giusta all’equilibrio del potere in Europa e tra Europa e Russia, e vogliamo dialogare su questo argomento con la Russia”. (da ricordare il 14 luglio 2007 Putin ha sospeso la partecipazione della Russia al Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa, Cfe)

 

L’altro tema di profondo scontro tra Russia e USA resta lo scudo antimissile.

 

Bush ha detto oggi che “c’é ancora molto lavoro da fare” prima di giungere ad un accordo con Mosca sullo scudo anti-missile.

Putin ha dichiarato tempo fa che ad una simile eventualità la Russia non potrà che rispondere senza precisare cosa intendesse e non sembra aver cambiato idea.

Intanto anche in Europa crescono i malumori soprattutto per il fatto che la Ue è stata aggirata sulla questione dagli Americani che hanno trattato bilateralmente con i paesi dell’Europa dell’est dove dovranno essere istallate le nuove basi. Questo è uno dei tanti motivi per cui in Europa sale il dibattito sulla difesa comune e si rimette in discussione la decisione presa a suo tempo di porre il comando della difesa comune Europea nel quartier generale della Nato legandolo indissolubilmente all’esercito americano che nell’alleanza ha un evidente ruolo di preminenza. Il più impegnato a ridefinire gli equilibri Europei è il presidente Francese. (di cui parlo qui e qui).

 

 

L’Afghanistan è forse il tema in agenda che suscita più contrasti interni alla NATO.

Americani, Inglesi e Canadesi insistono per un maggiore impegno degli altri alleati, che un po’ ipocritamente partecipano ad una missione di guerra nascosti dietro l’intervento umanitario e rifiutandosi di combattere nelle zone più calde.

Da questo punto di vista, però, il nuovo presidente Francese si è fortemente riavvicinato agli Americani e si prepara ad inviare nuove truppe (per altro in Francia sta nascendo una mezza polemica per il fatto che il parlamento non voterà su questo nuovo invio deciso dal presidente).

 

 

Il Kosovo è un’altra delle questioni chiave del vertice.

Il segretario generale dell’Alleanza, l’olandese Jaap de Hoop Scheffer, ha dichiarato più volte essere pronto a respingere qualsiasi attacco sferrato ai Kosovari dall’esercito serbo.

Mosca, stretta alleata dei Serbi, è contraria all’indipendenza per motivi geopolitici e di influenza, legati anche ad un nuovo corridoio per trasportare il gas Russo in Europa, e la percepisce come un pericoloso precedente in relazione alle aspirazioni secessioniste di Cecenia e delle altre repubbliche indipendentiste.

 

 

La sicurezza energetica che ormai è al centro di tutti i vertici internazionali è da tempo un punto di contrasto tra UE, Russia ed ex-repubbliche sovietiche da dove i gasdotti russi passano per raggiungere l’affamata Europa.

Anche in questo campo il contrasto tra i due ex nemici della Guerra Fredda non potrebbe essere più acceso.

La Russia cerca di sfruttare le sue riserve per riconquistare influenza geopolitica, gli USA sono alle prese con una guerra per gli approvvigionamenti e vedo di cattivo occhio la riconquistata influenza e concorrenza russa. I russi sono riusciti anche a rilanciare la loro influente industria militare (anche nella zona calda del Medioriente sono riusciti, cosa impensabile fino a pochi anni fa, ad ottenere un contratto di fornitura di oltre un miliardo di dollari per carri armati all’esercito dell’Arabia Saudita. Non solo: la Russia sta siglando importanti accordi di cooperazione militare e nucleare anche con l’Egitto).

 

 

Ma nel dossier dell’incontro bilaterale Russia-USA ci sono ben altri contrasti. L’America vive sempre con maggiore preoccupazione l’influenza russa nell’Asia Centrale (altra regione di primaria importanza per l’energia) e non ha digerito per nulla le manovre congiunte Russo-Cinesi ne le forniture militari all’India, che continua a comprare da entrambi i paesi per essere meno dipendente da uno. Ed entrambi i paesi  sono alle prese con un cambiamento di leadership e sfide enormi che spesso li vedono su barricate opposte.

Putin ha in mente di proporre a Bush anche un progetto che va in senso completamente opposto alle divisioni tra i due paesi. La costruzione di un tunnel sottomarino che unisca i loro territori, attraverserebbe lo stretto di Bering tra la regione della Chukotka, nella parte più nord-orientale della Russia e l’Alaska. Secondo Putin questo tunnel permetterebbe all’Europa di trasportare merci e beni in America via terra, rendendo di fatto la Russia il fulcro del commercio internazionale.

 

 

Sembra però difficile che i rapporti tra Usa e Russia possano migliorare così rapidamente da permettere la realizzazione di un simile progetto come la storia insegna. Già all’inizio del XX secolo lo zar Nicola II aveva approvato un progetto di traforo sottomarino, ma poi, la prima Guerra Mondiale e la successiva rivoluzione d’Ottobre lo tolsero dall’agenda internazionale (qui)

Anzi da più parti si sottolinea che le profonde divergenze tenderanno ad acuirsi, anche per effetto di un rinascente nazionalismo russo di estrema destra e xenofobo (qui e qui due curiosità sul fenomeno)

 

Il peggio è che, anche, all’interno della Nato le divergenze diventano sempre più profonde.

La crisi aperta dalla guerra in Iraq, su cui l’alleanza si spacco platealmente con dure accuse ed offese da entrambe le parti dello schieramento, non è ancora chiusa; i motivi di contrasto aumentano sempre di più e minano le basi stesse di qualsiasi alleanza perché riguardano: le scelte strategiche più importanti, come l’allargamento o la strategia contro il terrorismo (nemico principale del momento), e i rapporti interni all’alleanza sia in termini di potere che di organizzazione.

 

 

Assisteremo alla ripresa della Guerra Fredda?

Sembra improbabile date le molte fragilità della Russia (per una sintesi: Elezioni e sfide politiche nella Russia di oggi.) e i già troppi fronti aperti per gli USA; ma ciò non toglie un lento scivolare dei rapporti post Guerra Fredda verso un progressivo deterioramento che non sembra accennare a diminuire.

 

E la Nato, rinascerà dalle sue ceneri o è destinata a perdere gradualmente di importanza?

Molto più complicato da dire. Probabilmente perderà un po’ dell’importanza che ha avuto nel passato per lo spostarsi degli interessi Americani verso l’area Asiatica e per un maggior ruolo che la UE prima o poi dovrà assumere nella difesa, che inevitabilmente rendendola più indipendente, creerà tensioni con lo storico alleato americano. Tanto che alcuni commentatori Americani salutarono la spaccatura dell’Europa sull’Iraq come il vero obiettivo dell’amministrazione americana, che teme da tempo un’ Europa unita e decisa a contare negli equilibri mondiali. E’ uno dei temi più discussi dagli esperti di politica estera americani da decenni.

 

E’ possibile la creazione di più stretti rapporti UE- Russia anche per bilanciare l’influenza Americana?

Diversi governi europei sembrano non guardare con cattivo occhio tale prospettiva, anche se non lo ammettono apertamente in pubblico; vanno in questo senso le aperture alla Russia del primo ministro Francese contrario all’allargamento.

Ma sinceramente mi sembra improbabile per troppe ragioni culturali e politiche (es. i contrasti tra GB e Russia che vanno avanti da tempo), anche se a livello pratico potrebbe essere una buona soluzione per creare un maggiore equilibrio internazionale e cercare di trascinare la Russia verso la democrazia, sempre ammeso che poi non sarebbe la Ue a farsi trascinare verso l’oligarchia sfacciata o democrazia rinforzata o come dir si voglia oggi la dittatura.

 

 

In ogni caso grandi temi in agenda e l’Europa sempre più bisognosa di Europa per non lasciarsi schiacciare tra i giganti o dai nazionalismi beceri.

 

Mondo

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9 Risposte a “NATO – USA – Russia e L’Europa che non c’è. Conflitti in Europa.”

  1. >In ogni caso grandi temi in agenda e l’Europa sempre più bisognosa di Europa per non lasciarsi schiacciare tra i giganti o dai nazionalismi beceri

    Esattamente, lo dissi anch’io in un post che il nostro obiettivo deve essere l’Europa, tema assente in questa campagna elettorale. E non è un mistero che io, rifacendomi anche alle idee di don Dossetti, ritenga che l’esperienza della Nato sia esaurita. Può darsi che nel ‘45 avesse ragione De Gasperi e non Dossetti, credo che oggi De Gasperi stesso ammetterebbe che, se non di sciogliersi, nella Nato ci sia qualcosa che non va. Mi pare che la Nato sia un ostacolo e non un mezzo per costruire una politica globale. Non mi piacciono i blocchi, non hanno senso.

  2. scandaloso che sia assente secondo me qualsiasi poliico dovrebbe farne il suo primo e più foret impegno se vogliamo sopravvivere.

    la nato oggi è di certo un ostacolo ad una maggiore integrazione della difesa dei paesi europei, ma naanche la liquido proprio; credo debba cambiare tantissimo, ma visto che io credo che i blocchi sono semplicemente inevitabili, può avere ancora una sua rinnovata funzione ma in un quadro completamente diverso (ovviamente se continua così meglio chiuderla). Secondo me ne l’europa può fare a meno dell’america, ma ora neanche l’america può fare a meno di noi, quindi si tratta di creare un alleanza nuova, diversa e più equilibrata (ma per farlo ci vuole ad es. l’esercito europeo che tanti non vedono di buon occhio)

    Il senso i blocchi ce li hanno x molte ragioni ma la principale è secondo me che l’uomo tende naturalmente a dividere tra amici e nemici, no?

  3. Sono d’accordo con le tue preoccupazioni.
    Sono anch’io contrario all’espansione della NATO.
    La soluzione passa per un’Europa più forte e unita.
    Dove si decide a maggioranza,dove c’è un presidente europeo eletto dai cittadini europei che ci rappresenti tutti e parli a nome di tutti.
    Ovviamente quest’uomo dovrebbe avere un mandato chiaro ma non fortissimo.
    Intendo dire ,per esempio,che non potrebbe dichiarare guerra, tale potere dovrebbe rimanere sempre alle singole nazioni.
    Sarà questo il nostro futuro ?

  4. boh secondo me se non in casi davvero estremi non dovrebbe mai essere un singolo uomo a dichiarare guerra, ma detto questo in quei casi preferirei che a farlo sia una persona votata dagli europei tutti e non da un singolo popolo/paese.

    Vedi io sono per un europa federazione piena, non immediatamente, ma cmq il più velocemente possibile tra stati più istituzionalmente simili e storicamente alleati che poi resti aperta agli altri (sarebbe più bello da subito tutti ma mi sembra non realistico)

    Beh il futuro non è dato dipende dagli europei e dall’oscuro fato

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