Turchia - Il partito Islamico al governo potrebbe essere dichiarato incostituzionale
Più volte nella storia della Turchia l’ascesa dei partiti islamici era stata bloccata per via giudiziaria o con colpi di stato dei militari, anello fondamentale del gruppo kemalista che si è sempre sentito garante della laicità dello stato Turco e della tradizione Kemalista, nata dalla Lotta di Liberazione nazionale, guidata dal maresciallo Mustafa Kemal Atatürk.
La Corte costituzionale turca ha accolto l’atto di accusa presentato dalla Procura generale della Repubblica, che denuncia il partito di Erdogan, attuale primo ministro turco, come incostituzionale.
Primo passo. Ora l’’Akp, il partito islamico-moderato per la Giustizia e lo Sviluppo, partito di maggioranza, vincitore alle scorse elezioni con il 46.6% dei voti (16,5 milioni di elettori ); ha un mese di tempo per rispondere alle accuse.
Sembra siano state presentate prove pesanti di violazioni di principi della Costituzione (direttive del partito sul divieto di vendere alcolici, creazione di spazi per sole donne nei luoghi pubblici, distribuzione di copie del Corano con il logo del partito islamico, sono solo alcuni dei numerosi esempi riportati).
Poi la Corte dovrà emettere una sentenza che potrebbe sancire la chiusura del partito di governo e l’interdizione dei suoi massimi dirigenti per attivita’ antilaiche.
Laicità e fede le grandi nemiche degli ultimi anni.
Cosa succederà se ancora una volta una svolta autoritaria si avrà in Turchia?
E cosa se in vece il partito islamico riuscisse nei suoi progetti di almeno parziale islamizzazione della Turchia, il secondo esercito Nato)?
Le porte della violenza non si sono mai chiuse e le illusioni di fine della storia cedono il passo al realismo del metallo.
Gli arcaici dogmi di fede tornano prepotenti ad indossare la tiara e l’armatura.
Le croci cristiane incitano alla scontro e dai minareti si trasforma la fame in bombe umane.
E gli uomini tutti di nuovo schiavi di un potere naturale e divino, che tutto può e tutto decide.
Oppure sposare il laico autoritarismo? La spaventata difesa del privilegio occidentale?
La regressione allo stato infantile pre-bastiglia, l’arrocata difesa di valori assoluti e di colonialismi liberatori?
Abbandonare l’assoluto e sposare il creolo?
Un allenaza di popoli contri governi sfruttatori.
Un nuovo liberatorio urlo dall’Africa Nera?
I ricchi precari che nello specchio vedono non più Hollywood ma Kinshasa?
Le guerre dei potenti Petrolieri e dei sedicenti ministri di dei vari nelle loro stanze da letto?
L’oligarchia mondiale dai tanti colori ma un unico cuore a letto senza cena?












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Post gustoso. Per come la vedo io gli auguro un laico autoritarismo..
eh forse non sarebbe male, ma temo che nel contesto attuale comprima solo un problema incendiandolo di più.