Frammenti Nomadi

Sarkozy e la destra francese che si converte all’Europa

Pubblicato su comunicazione, cultura, economia, frammenti, giornalismo, guerra, link, media, musica, politica e società by sparkaos su Marzo 27th, 2008

sarkozy.jpg

Il presidente Francese, tra gossip e sconfitte elettorali, trova sempre il tempo per rilasciare dichiarazioni sull’Europa.

Da un po’ se ne va in giro a sostenere la necessita di più stringenti collaborazioni in materia di politica estera e di sicurezza, a cui nella sua recente visita in Gran Bretagna ha aggiunto i temi cari agli ospiti dell’economia e dell’immigrazione
(post precedente sull’argomento-La Francia vorrebbe rafforzare la difesa comune Europea)

“Chi può pensare che si possa costruire l’Europa di domani senza la Gran Bretagna? Chi può pensare che la Gran Bretagna possa vivere sola ignorando l’Europa che è a 30 km dalla sua isola? Ma chi può pensare a una cosa simile? L’una ha bisogno dell’altra… Se volete pesare in Europa, dovete avere tutti e due i piedi in Europa”

ha suggerito agli euroscettici inglesi.

 

Sarkozy ha proposto, anche, “una nuova fratellanza franco-britannica”, “un’intesa amichevole” che superi l’intesa cordiale stabilita nel 1904, che permise di superare le tensioni storiche e di costruire un’alleanza che resse a due guerre mondiali.

“Sulla difesa, siamo le due potenze (europee). È perché non dobbiamo lavorare insieme?”

GB e Francia sono, nell’ordine, i due eserciti europei più potenti e hanno le due più floride industrie militari, oltre a sostenere il 40% dello sforzo per l’attuale difesa comune europea. Un’intesa più stretta sarebbe anche un parziale rimedio ai budget limitati grazie alle sinergie (ad es. negli acquisti).

Inoltre entrambi i paesi puntano molto sul nucleare e hanno firmato di recente un accordo di cooperazione nel settore (anche per la costruzione di centrali da rivendere a terzi). I francesi sperano così di partecipare al nuovo piano inglese di sostituzione delle 23 centrali nucleari esistenti con nuovi impianti  (25 miliardi di euro) . Il progetto è ritenuto fondamentale tanto che il segretario di Stato, John Hutton, ha dichiarato che il nuovo mare del Nord (da dove arriva il petrolio inglese) per la Gran Bretagna è il nucleare.

 

L’accordo sul nucleare è la prova evidente dei reali intenti di Sarkosy che, per tradizione politica, non può certo essere un sostenitore spassionato della causa Europea.

Sarkosy vuole stringere l’alleanza con gli Inglesi e i rapporti europei in materia di politica Internazionale e Militare per convenienza nazionale. La Francia non può più contare da sola sullo scacchiere internazionale quindi… di colpo la destra francese, preda del mito della Grandeur, si converte all’Europa.

Beh una cosa salta agli occhi.

 La destra Italiana per egoismo nazionale propone i dazi con Tremonti,  spara balle sull’Alitalia e la tutela della nazionalità della compagnia di bandiera con il Berlusca, e propone il ritorno alle caverne con Bossi; quella Francese per lo stesso egoismo spinge verso maggiori collaborazioni tra i paesi europei.

Bella differenza che sta tutta nel saper leggere la realtà senza gli occhi foderati di prosciutto ideologico ed interessi personali beceri.

Diffidare cmq di chi in Francia o altrove, come Sarko, vede l’Europa come uno strumento da usare ed egemonizzare.

Ma mai dimenticare che se un gollista invoca l’Europa allora davvero questa è la necessità storica del momento per non soccombere.

 

 

 Discorso di Sarkosy alle camere Britanniche in Italiano –> Sherpa (anche una bella analisi)

Mondo

Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

7 Responses to 'Sarkozy e la destra francese che si converte all’Europa'

Subscribe to comments with RSS or TrackBack to 'Sarkozy e la destra francese che si converte all’Europa'.

  1. Wallace Henry Hartley said, on Marzo 27th, 2008 at 4:19 pm

    A parte la cafonaggine del personaggio, che intimamente è più vicino alle guasconerie di Berlusconi che allo spirito di De Gaulle, Sarkozy è un politico davvero interessante, piaccia o non piaccia.
    Provando a eliminare i ragionamenti sui suoi secondi fini - che d’altra parte sono parte integrante della politica - , la politica estera secondo Sarkò è una roba che in Italia manco ci sogniamo (qualcuno ha fatto notare che nella campagna elettorale del Pd la politica estera è del tutto assente, ad esempio). Il dialogo con la Gran Bretagna va a riempire un vuoto politico decennale ed è un notevole tentativo di allontanare, anche solo di un millimetro, il Regno Unito dall’orbita vassallo-americana. Sarkozy non è certo un mangia-yankee, ma non mi pare nemmeno un Blair bramoso di scodinzolare dietro ai guinzagli di Washington. Per cui il dialogo anglo-francese lo riterrei nel complesso un fatto positivo.
    A questo si aggiungano i buoni rapporti che corrono ancora oggi tra Parigi e Berlino: una eventuale triangolazione con Londra farebbe senz’altro bene ad un’Europa fino ad oggi spuntata.
    La questione dell’egemonia, mi viene da aggiungere, diventa un problema soprattutto per chi non è capace di avere un ruolo da protagonisti in questi processi e deve stare a guardare. Come l’Italia, naturalmente, che dopo anni di barzellette su Berlusconi e di spettacoli indecorosi da parte del disgregato centrosinistra ha perso qualsiasi credito nel continente.
    Una delle letture che fu data al conflitto in Kosovo, nel 1999, era che l’accensione di una miccia nell’ex Yugoslavia e il conseguente coinvolgimento degli stati europei avrebbero messo a dura prova l’unificazione dell’Ue e la nascita dell’Euro, ancorato in qualche modo al marco tedesco (che nei balcani era moneta più o meno corrente). Gli storici diranno se ciò era vero. Ma come cittadino europeo preferisco mettermi al riparo da scenari simili, e dunque benvengano intese, collaborazioni, patti e anche leadership. Roma (ma anche Madrid) hanno tutte le possibilità di giocarsi la partita, ma non possono pretendere di rallentare i processi per questioni di mera visibilità.

    PS - Sarkozy è soprendente non solo in politica estera. Tempo fa avevo scritto a proposito della sua proposta di finanziare la televisione pubblica attraverso una tassa più alta sugli introiti pubblicitari delle tv private e da una tassa infinitesimale sul volume d’affari dei nuovi mezzi di comunicazione, come l’accesso a Internet o alla telefonia mobile, eliminando la pubblicità sulle stesse tv pubbliche. In Italia, chiunque ipotizzasse una cosa del genere sarebbe tacciato di “bolscevismo”.

  2. Wallace Henry Hartley said, on Marzo 27th, 2008 at 4:34 pm

    Ah, scusa: dimenticavo di citare il fatto che Sarkozy è l’unico leader occidentale che abbia avuto il fegato e la decenza di reagire alla repressione cinese in Tibet e di evocare l’ipotesi di “boicottaggio” delle Olimpiadi (seppur all’acqua di rose, e seppure sia controversa l’utilità di un’azione simile). Se anche in questo caso Sarkò abbia dei doppi fini, non è dato saperlo: di sicuro non parla solo per filantropia. Ma, come diceva Deng, non è importante che il gatto sia bianco o sia nero: l’importante è che prenda il topo. E in questo caso è importante che un paese come la Francia spezzi la catena dell’omertà occidentale.

  3. sparkaos said, on Marzo 27th, 2008 at 6:23 pm

    sono d’accordo quasi su tutto.
    l’interesse nazionale lo rimarcavo soltanto per sottolineare che forse la visione europea di sarko è cmq troppo ancorata agli stati nazione (almeno per chi come me vuole una federazione europea piena)

    La triangolazione di cui parli è di fondamentale importanza per tutto il processo di costruzione europea per mille ragioni ed è anche forse più possibile di un accordo solo tra inglesi e francesi visto che la germania almeno in politica estera e militare rappresenta una sorta di via di mezzo tra i due con la sua politica basata sui due pilastri europa e patto atlantico

    Per l’egemonia aggiungo che è un fatto naturale che ci siano squilibri di potere in un’alleanza il punto è fare in modo che nessuno usi il suo potere a suo esclusivo vantaggio per andare oltre dobbiamo iniziare a pensare in termini d’Europa non di nazioni e credo che un simile modo di pensare possa nascere più facilmente se c’è un certo equilibrio di potere. Ad es. questa è una delle tante ragioni per tenerci stretta l’inghilterra. Poi sono d’accordissimo che non si può rallentare il processo perche non si è capaci di giocare da protagonisti.

    Il silenzio sull’Europa è per me una delle colpe peggiori del PD

    Riguardo a Sarko in francia tanti si lamentano e con argoimenti validi, ma il punto è che per noi che guardiamo da questo strano paesello abituati a bossi e berlusca con contorno di borghezio sembra quasi un dio il Sarko.

    In ogni caso credo che potrebbe essere un anomala ma utile spinta per l’Europa

    P.S. di De Gaulle una cosa ce l’ha: la volontà del comando assoluto, ha resa definitiva la trasformazione di un semipresidenzialismo, in un presidenzialismo più personalistico degli stessi Presidenzialismi Costituzionalizzati che hanno sempre conosciuto contrappesi che forse in Francia oggi sono davvero deboli

  4. [...] Il più impegnato a ridefinire gli equilibri Europei è il presidente Francese. (di cui parlo qui e [...]

  5. NonSoloZapatero said, on Aprile 1st, 2008 at 11:45 pm

    Questo post è stato aggregato su NonSoloZapatero.it, l’aggregatore del web sociale e socialista.

  6. sparkaos said, on Aprile 2nd, 2008 at 9:48 am

    grazie

  7. [...] il conservatorismo Reganiano e la falsa sinistra del menestrello, e Sarko salta dalle braccia degli inglesi, a quelle dei tedeschi e quelle dell’Europa e intanto propone riforme della Nazione a più non [...]

Leave a Reply