Frammenti Nomadi

Ghetti culturali, cattolici e voto “gay”

Pubblicato su cultura, giornalismo, politica e società, religione by sparkaos su Marzo 26th, 2008

Molto spesso chi si sente discriminato reagisce chiudendosi nel proprio piccolo cerchio di uguali, rafforzando così, involontariamente, il ghetto in cui la società lo vorrebbe rinchiuso, quasi nascosto alla vista e mal tollerato.

Le discriminazioni sessuali sono all’ordine del giorno in tutto il mondo e i movimenti LGBT sono sempre più un importante attore della scena politica e culturale. Il loro voto è sempre più cercato dai partiti politici e si registrano anche numerose iniziative economiche specificamente mirate.

Molto spesso, però, dietro le tante chiacchiere non riescono ad ottenere i diritti che giustamente reclamano.

In Italia la situazione è molto peggiore per svariate ragioni. Di certo l’oscurantismo cattolico ha una gran parte nelle discriminazioni e nell’impedire il riconoscimento dei seppur minimi diritti proposti. Colpe forti ha, anche, la politica sempre più inchinata al Vaticano e sempre più interessata a sfruttare qualsiasi tema possa portarle consenso, dimenticandosene il giorno dopo (es. lampante le unioni civili da tempo promesse dal centro-sinistra).

A questo stato di fatto, che giustamente provoca rabbia e frustrazione, molti all’interno del movimento LGBT reagiscono a mio avviso in modo del tutto errato (es. proporre di votare Alemanno per punire Rutelli) autoghettizandosi.

Troppi fanno dei propri diritti di coppia e sessuali l’unico tema del proprio attivismo politico; e molti nel loro volere imporre il loro pensiero sfiorano derive totalitarie che li accumunano alla Chiesa Cattolica, che tanto “odiano” (giustissimamente).

E’ ovvio che qualsiasi comunità, a maggior ragione se discriminata, fa benissimo ad avere una propria rappresentanza specifica e tenda un minimo a chiudersi; ma credo che siamo oltre.

Mi sembra che l’atteggiamento sia simile a quello che in Occidente sempre più si adotta contro l’antisemitismo (tanto che alcuni propongono una legge simile per chi discrimina sessualmente). Una legge che punisca chi nega l’olocausto è una legge antidemocratica, antilibertaria e totalitaria. Per di più non mi sembra per nulla efficace.

In entrambi i casi si tratta di combattere una battaglia politico - culturale di fondamentale importanza e nascondersi dietro una legge, che finisce solo per ripulire il linguaggio nascondendo il conflitto che resta, non è una soluzione. Tanto più che ritengo che la battaglia per i diritti civili e la libertà sessuale sia di fondamentale importanza per tutti e che proprio la sensibilità nata dalle discriminazioni subite potrebbe essere la molla che porta ad un discorso più globale.

Già da queste poche righe s’intuisce perché chiudersi in se stessi e focalizzarsi su un unico tema è un grave errore.

Troppi parlando in questi giorni di elezioni politiche giustificano le loro scelte di voto concentrandosi su un unico tema, mostrando non poca chiusura mentale e una grande mancanza di strategia.

Se i movimenti LGBT saranno percepiti come una sorta di sindacato interessato ad un’unica “categoria” difficilmente riusciranno ad ottenere quello che chiedono e alimenteranno le diffidenze di chi già oggi non li ama e vorrebbe vederli sparire. E ancor più difficilmente potranno essere percepiti come un movimento culturale di liberazione sessuale e più vasta, come a mio avviso hanno le potenzialità per essere.

E’ comprensibile che un tal discorso sembri dimenticare i problemi più urgenti, ma non è così. Semplicemente quei problemi per essere risolti devono essere inquadrati in un ambito più vasto. Se in Italia la discriminazione è più forte che altrove e nessun diritto è stato ancora riconosciuto è perché la società Italiana nel suo complesso è più “moralista” e più arretrata; senza guardare a tutto questo difficilmente tali movimenti avranno successo.

Ma a mio avviso il problema è anche più vasto.

Negli ultimi anni la comunità LGBT (almeno a Roma) ha visto aumentare le persone che vivono al suo interno come in un ghetto protettivo da cui non uscire se non sporadicamente. (Con ciò non intendo dire né che sia un fenomeno generalizzato né che non sia comprensibile almeno in parte) Sempre più spesso frequentando feste organizzate dai movimenti romani mi capita che quando ad un approccio rispondo “ho altri gusti”, mi si guarda come un alieno; uno straniero non sempre ben voluto. (è evidente che cmq ad oggi questo è un modo di pensare ancora minoritario, ma a mio avviso sempre più diffuso).

Quello che mi chiedo è se da tutto ciò ne trarranno vantaggio i “gay” o la società nel suo complesso.

Credo che un approccio duro, ma meno focalizzato e più aperto alle istanze più generali della società (soprattutto quelle più vicine alle tematiche classiche del movimento) sarebbe una svolta epocale culturale e un propellente per cambiamenti di fondamentale importanza.

(ora mi becco del razzista se non è ancora successo)

Noto inoltre che una piccola minoranza, spinta dalle discriminazioni, stia attualmente assumendo un atteggiamento di presuntuosa superiorità culturale e morale.

Con temi diversi ripropone quello che dovrebbe essere il suo principale nemico: una morale presunta, a torto o ragione, più giusta che cerca di imporre ad altri, anche, con forme di censura. Questo non trovo altro modo di definirlo che non totalitarismo, identico a quello cattolico.

La questione non è cosa io ritengo giusto, ma come cerco di far vincere la mia idea. Farsi portatori di istanze giustissime è un conto, farne quasi un dogma morale attraverso cui giudicare tutti altra cosa.

P.S. tanto per precisare sono a favore delle unioni civili, dei matrimoni anche religiosi e delle adozioni; e credo che fondamentalmente alla nascita siamo tutti più o meno bisessuali (prova ne è il numero enorme di travestiti per strada)

 

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17 Responses to 'Ghetti culturali, cattolici e voto “gay”'

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  1. jimbao said, on Marzo 26th, 2008 at 8:27 pm

    Credo che la “comunità gay” stia acquistando nel tempo una fisionomia sempre più definita e di conseguenza anche una nuova coscienza di sè. L’autoghettizzazione è forse un naturale processo iniziale di presa di posizione.
    Da noi avranno comunque da sudare per i loro diritti, basta pensare che un anno fa si parlava di pacs e ora invece si mette in discussione la legge sull’aborto..

  2. sparkaos said, on Marzo 26th, 2008 at 8:55 pm

    si chiudersi per contarsi diciamo, solo che ultimamente sia di persona che in rete mi capita di incrociare pensieri… chiusi in un armatura industruttibile da cui vedere la vita solo da un’unica prospettiva… niente di ciò che sei dovrebbe diventare tutto te stesso… definirsi solo in base ad una preferenza sessuale lo trovo degradante. poi boh

  3. jimbao said, on Marzo 27th, 2008 at 12:00 am

    Gay = apertura mentale non è un sillogismo!

  4. sparkaos said, on Marzo 27th, 2008 at 12:07 am

    no ma è una cosa che mi spaventa sempre quando vedo persone che hanno subito discriminazioni sfiorare per ragioni diverse atteggiamenti simili invece di sfruttare la propria storia personale come percorso di crscita ed apertura mentale

  5. Anellidifumo said, on Marzo 28th, 2008 at 10:27 am

    Scusa se non ho letto tutto il post (da me è notte fonda) ma su un punto volevo intervenire. I gay si preoccupano anzitutto di vivere, nel modo più felice possibile, il che significa eguali diritti civili. E’ naturale che per noi tutto il resto passi in secondo piano (situazione economica, internazionale, tav) se al momento attuale non ci possiamo nemmeno sposare e adottare figli. Abbiamo lo stesso tipo di atteggiamento che ebbero i neri d’America negli anni Sessanta, quando non potevano sposarsi con i bianchi e spesso non potevano nemmeno prendere gli stessi mezzi di trasporto. Preoccuparsi del proprio vivere NON significa autoghettizzarsi, significa fare una politica vertenziale che miri a rompere la discriminazione strisciante o acclarata. E questa non è una debolezza, perché è scontato che OLTRE a preoccuparci di questo, poi abbiamo opinioni DIVERSE su tutti gli altri temi della campagna elettorale. Ma sul diritto a vivere felici e di essere uguali davanti alla legge, siamo tutti d’accordo, invece, e siamo maledettamente tanti. Pensa che senza il voto gay, il PSOE avrebbe perso le elezioni.

    In Italia il PD fa fatica a capire tutto ciò nella convinzione che continuando a baciare la pantofola al papa si avrà un ritorno in termini di consenso. In realtà un clericale, un bigotto, tra la Binetti, la Madia e Giovanardi, voterà sempre Giovanardi, perché intorno a sè non ha anche Bonino, Scalfarotto e Del Giudice, ossia non ha una componente di laici o di radicali che pensano il contrario.

  6. l'Elfo said, on Marzo 28th, 2008 at 10:57 am

    Quando parli di comunità GLBT, estendendo su tutti noi comportamenti che indubbiamente ci sono, ma che sono specifici di una parte di tale comunità, dovresti anche fare dei distinguo.

    Ad esempio, dovresti specificare quale movimento dentro tale comunità ha come unico progetto quello della ghettizzazione culturale e politica attorno a un unico tema.

    Perché potrei portarti almeno due esempi, di due associazioni GLBT, che sostengono che diritti sociali e diritti civili sono facce della stessa moneta. E ti parlo del Mario Mieli di Roma e dell’Open Mind di Catania.

    Personalmente, nell’ultimo anno, ho fatto le seguenti manifestazioni:

    - 25 aprile 2007
    - Roma Pride
    - Catania Pride
    - Marcia antifascista a Catania (16 settembre 2007)
    - manifestazione per il programma dell’Unione (in materia di diritti sociali)
    - commemorazione dell’olocausto gay e degli zingari (a Roma)
    - commemorazione dell’olocausto gay a Catania
    - otto marzo in difesa della 194 a Catania

    Credo di aver conciliato interessi che tu definisci di autoghettizzazione culturale e politica, assieme a diritti che, forse, reputi più importanti (quali appunto quelli di autodeterminazione della donna e i diritti sociali).

    Come dice giustamente Anelli di fumo, io invece penso di aver lottato anche per i miei diritti, visto che se aspettiamo la politica e gli amici dei gay si rimane sempre sullo stesso punto.

    Vorrei sapere quali lotte trasversali, nell’interesse di diverse categorie anche in contrasto tra loro, hai fatto tu negli ultimi dodici mesi. Così come vorrei sapere quando scrivi che siamo “chiusi in un armatura industruttibile da cui vedere la vita solo da un’unica prospettiva”, quali prospettive multiculturali e relativiste assumono i partiti tradizionali e i singoli soggetti della cosiddetta maggioranza bianca, eterosessuale e composta prevalentemente da maschi.

    Tutto questo lo dico non perché penso che tu sia razzista - anzi, apprezzo la buona fede che ha portato a scrivere questo post - ma perché temo che tu abbia una visione del mondo GLBT più ghettizzata (e ghettizzante) di quello che la nostra comunità sia nella realtà.

  7. sparkaos said, on Marzo 28th, 2008 at 10:57 am

    senti che uno si concentri su ciò che può renderlo felice è giustissimo. Che ci siano problemi gravissimi è fuor di dubbio. che il PD sia cieco e ormai quasi a destra altrettanto chiaro.

    Ciò non toglie però che credo che se la battaglia fosse fatta all’interno di una cornice politica più generale sarebbe meglio perché avrebbe più possibilità di trovare consenso fuori dalla comunità e porterebbe ad una definizione sociale della comunità che sia meno solo basata sul sesso, cosa per me dannosa di per se. Una èersona è la globalità di se stesso non solo le sue preferenze sessuale

    Dicendo questo non sto dicendo che non sia giusto combattere per i propri diritti o anche essere comunità chiusa per quello che serve a prendere coscienza di se; semplicemente che a me sembra negli ultimi anni che alcune comunità (e singoli) dell’universo LGBT si stiano chiudendo troppo e assumendo un attegiamento di presunzione morale dannoso in ogni senso (alcuni!!!).

    credo che dire che questa è una tendenza in atto (minoritaria) verso l’autoghettizazione esprima fortemente il concetto per cercare di provocare un dubbio

    Le scelte politiche e personali restano tali, discutiamo per un possibile dubbio
    ciao

  8. sparkaos said, on Marzo 28th, 2008 at 11:13 am

    X l’Elfo: scusa ho scritto:

    “Negli ultimi anni la comunità LGBT (almeno a Roma) ha visto aumentare le persone che vivono al suo interno come in un ghetto protettivo da cui non uscire se non sporadicamente.”

    mi sembra che questo significhi che tanti la pensano diversamente e che non faccio nessuna generalizzazione, ma se voglio parlare di qualcosa in modo generale devo guardare alle tendenze mi sembra che ci sia una tendenza in aumento ma ancora minoritaria verso questo tipo di atteggiamenti.

    ribadisco che vedo tendenze come quella che ho descritto in atto, ma vedo anche tutt’altro e cercavo di provocare chi assume simili atteggiamenti.

    Tanto per precisare lo stesso fatto che io incontro in mille modi la comunità GLBT dimostra che non è così chiusa nella sua maggioranza.
    Però permetti che ad esempio noto che negli ultimi anni è più facile trovare persone che quasi trovano strana la mia presenza eterosessuale (fermo restando che è un esperienza èpersonale e che cmq nella maggioranza dei casi ciò non si verifica)

    discorso generale, ma generalizzazioni no

    In nessun caso ho scritto che i partiti tradizionali sono più aperti, ma ciò non mi sembra significativo o “scusa”.

    A che ho fatto io negli ultimi dodici mesi non rispondo per principio: credo che anche chi è non attivo in politica può esprimere opinioni, no? (ma credo fosse enfasi del discorso la tua)

    X il resto se mi ci incazzo tanto è perché, restando ovvio che chi vive una cosa e lotta per i propri diritti sente sempre la cosa più fortemente, mi sento personalmente molto vicino per mille ragioni a tale lotta e continuo a credere che, accettando una sfida più grande e generale e rifiutando tali atteggiamenti in crescità, possa essere un occasione di fondamentale importanza per tutti (e di rifondazione di una sinistra vera).

    E’ ovvio che non sto parlando di strumentalizzare la questione a fini politici, ne che si debba fare carico di un simile compito la comunità GLBT da sola

  9. Fabio said, on Marzo 28th, 2008 at 11:54 am

    scusa se mi intrometto. se guardi al passato l’esperienza di ArciGay e della sua commistione con PCI-PDS-DS è stata tanto lunga quanto infruttuosa, e si è conclusa con l’uscita di grillini dal PD ed il suo confluire nel PS.
    Questo per dirti che se pensi che una “cornice politica più generale” puo identificarsi con una politica di stampo partitico allora grazie ma ci siamo già passati…

    In merito al fatto che molti trovino strana la tua presenza in ambienti, diciamo, non propriamente eterosessuali me ne dispiace ma penso sia naturale almeno quanto l’inverso (hai mai visto due GLBT tenersi per mano - o baciarsi - in una disco prettamente etero?) e bada non ho detto che sia giusto ma semplicemente che culturalmente ancora non siamo arrivati al punto in cui certe “particolarità” non vengono notate… dai, sei di roma e avrai sentito che addirittura al villaggio globale ci sono stati atti di intemperanza nei confronti di gay…

    ad ogni modo, io penso - e lo dico senza alcuna cattiveria - che quanto hai scritto è superficiale ed indicativo di scarsa conoscenza della materia, ma apprezzo comunque lo sforzo, per niente il risultato…

    ciao,
    fabio

  10. sparkaos said, on Marzo 28th, 2008 at 12:17 pm

    beh sai cosa ho scritto in fondo? che odio chi risponde come te che pensandola diversamente è per forza superficiale. Se la materia non la conosce solo chi la vive allora credo di conoscerla parecchio.

    Che di atti schifosi ne succedono tanti è sicuro, ma a me sembra che proprio questo dovrebbe impedire atteggiamenti (non paragonabili) ma cmq quasi discriminatori (poi siamo umani e chi si sente attaccato attacca, ma ciò non toglie che è da combattere tale cosa)

    Per cornice politica più generale non intendo di certo mettersi con la binetti che sarebbe un controsenso totale, semplicemente che sempre più l’unico tema è quello (fermo restano ciò che ho scritto sopra sulle generalizzazioni)

    E’ l’atteggiamento diu dire a chiunque la pensa diverso “sei superficiale”, “non dico che sei razzista”
    Ma che cazzo avete la verità assoluta e unica. Questa è chiusura porca puttana che io abbia ragione o no, chi cazzo siete per affermare con tanta certezza una verità non disposti a dubitare

    Poi che dobbiamo fare il giochetto tu non sei… quindi non puoi… beh l’esperienza personale è sempre diversa, ma se non parli di cose che non conosci per nulla credo che un opinione puoi esprimerla.
    Non è questo il ruolo dello straniero? esprimere i suoi dubbi da uno sguardo esterno (di certo non oggettivo, ma un punto di vista diverso)? se liquidate tutti con è superficiale poi non prendetevela se vi si da un pò dei chiusi.

  11. sparkaos said, on Marzo 28th, 2008 at 12:18 pm

    P.S. se poi proprio serve l’esperienza personale ti assicuro che conosco diverse persone che la vivono tutti i giorni e non la pensano diversamente da me o cmq non pensano che dire ciò sia superficiale.

  12. Fabio said, on Marzo 28th, 2008 at 4:10 pm

    ehy aspetta un momento. io ho usato altri toni nello scriverti e gradirei tu usassi gli stessi, sempre che ti vada di conversare.
    detto ciò, non ho detto che sei superficiale e tantomeno perchè la pensi diversamente da me, ho affermato che ho apprezzato quanto hai scritto ma lo ritengo poco approfondito (va meglio cosi?) e solo perchè non essendo tu GLBT non vivi in prima persona ciò che viviamo noi. e non raccontarmi la storiella degli amici froci, anche la lonardo invitava il suo parrucchiere a cena…

    in merito al tema, come già scritto da Anelli mi sembra ovvio che la parità di diritti per noi viene prima di qualsiasi altra cosa ma ciò non toglie che viviamo comunque in questo mondo e di conseguenza ci occupiamo anche di altro.
    tu puoi dire lo stesso? a parte avere amici froci, che esperienze di “vita frocia” hai per poterne discutere e giudicarci quali “autoghettizzanti”? dicci piuttosto quale sarebbe invece per te la “cornice politica più generale”?

  13. sparkaos said, on Marzo 28th, 2008 at 5:51 pm

    senti a me qua mi sembra che parliamo di aria gli amici sono usciti solo per dire che so benissimo che non esiste il “gay” tipo come non esiste la casalinga tipo.

    L’ho precisato anche io che chi non vive qualcosa non può mai capirla fino in fondo, ma se poi per questo uno non può parlarne o il suo parere deve essere per forza èpiù superficiale altro conto. Non devo avere esperienze di vita “frocia” per poterne parlare e per di più non condivido proprio l’idea di una vita “frocia”; per me è vita come tutte le altre vite di gruppi discriminati (da questo punto di vista è ovvio che concretamente ha anche specificità proprie indipendenti da ciò).

    La cornice politica più generele significa semplicemente che a mio parere una parte da importanza e prende le sue decisioni politiche solo in base a questioni inerenti i propri diritti e a me sembra miope(ripeto per l’ennesima volta che sono per me una minoranza in ascesa e che resta giustissimo lottare per i propri dirittii)

    Ti faccio un paragone gli ebrei da discriminati sono diventati discriminatori, il movimento GLBT ad oggi in una sua piccola minoranza in crescita sta per me subendo una metamorfosi simile. Per rabbia e paura rischia di diventare facssta (?), cos’è la richiesta di vietare l’omofobia o la negazione dell’olocausto se non un tentativo totalitario di imporre una morale e una verità (come fanno fascisti, cattolici etc). E non mi cambia tanto che la verità e la morale che mi si impone è giusta o sbagliata.

    Poi mi spieghi perchè mi continui a chiedere di me come se io accusassi te di qualcosa. Di che mi occupo io sono infondo affari miei e se ti interessa gira sul blog e più o meno te ne accorgi.

    Se mi incazzo è perché nei commenti che ho avuto sembra che chi sa cosa ho detto è lecito pensare che una parte di una comunità qualsiasi si stia chiudendo troppo?
    Mi puoi negare che in persone gay e non gay sta nascendo una sorta di stupida moda che sembra quasi dire gay=meglio?(ovviamente la maggioranza è ancora gay=infame). Io dico gay=persona.(non è un pò lo stesso del razzismo nero, ovviamente oggi c’è al massimo il seme timido di ciò in italia)

    Mi vuoi negare che a volte ci sono attacchi eccessivi a chi esprime posizioni diverse? (per me resta che la critica a chi nega diritti è giustissima, resta che è lecito quando non si ottiene giustizia incazzarsi, ma permetti che uno straniero dica oh per me se vi incazzate così ci andate peggio, rischiate di assumere atteggiamenti di autoghettizazione e la società perde un occasione di rivedere la sua stupida morale sessuale?)(e resta ovvio che non incazzarsi non è per nulla semplice).

    Devo ripetere ancora che non penso che tutti o la maggiranza hanno questo atteggiamento.

    A me di conversare va sempre, poi mi infervoro

  14. Danilo_TV said, on Aprile 2nd, 2008 at 3:33 pm

    Scusa ma mi pare tu faccia un po’ di confusione, l’olocausto è un evento storico e negarlo è come negare la seconda guerra mondiale (una sciocchezza e basta). I comportamenti omofobi (purtroppo) non sono un evento storico vanno invece vietati e sanzionati esattamente come già avviene per il razzismo, la discriminazione delle donne, la discriminazione per religione e la xenofobia.

    Dici che “solo in base a questioni inerenti i propri diritti e a me sembra miope”, invece per chi è gay tutto il resto è subordinato a questi diritti. Cosa me ne faccio di una qualsiasi delle promesse elettorali di questo periodo quando solo perché sono innamorato di un uomo rischio di perdere il lavoro, o vedermi rifiutare un affitto, o ricevere insulti?

  15. sparkaos said, on Aprile 2nd, 2008 at 3:58 pm

    senti io sono contrario a qualsiasi limitazione alla libertà di espressione, per me uno a parole può dire che vuole si tratti del passato o del presente (non faccio confusione).
    Questi atteggiamenti esistono metterli a tacere non basta, anzi rischia di infiammare l’odio nell’ombra, bisogna combatterli in ogni modo anche con la parola. Negare diritto ad uno di dire che vuole, censurare è sempre controproducente soprattutto perché mina alla base ogni possibile libertà.

    Non puoi lottare per la libertà sessuale e di identità e non farlo per quella di espressione che è alla base di ogni possibile rivendicazione di diritti.
    La censura danneggia sempre chi già è discriminato.

    Cavolo come devo scriverlo che capisco, per quanto sia possibile, quanto debba essere frustrante e difficile, ma resta la mia opinione personale che restringere il proprio campo visivo non è conveniente e rende più deboli

  16. Danilo_TV said, on Aprile 2nd, 2008 at 5:09 pm

    Sono d’accordo con te quando dici che così uno restringe il proprio campo visivo ma è una questione di priorità, per me ad esempio vengono prima i miei diritti civili che non una riduzione delle tasse o altro. Non so se questo mi renda più debole (di sicuro sono pochini i partiti che posso votare :-/), ma certamente mi sento più debole proprio perché mi mancano tali diritti.

    Per quanto riguarda la libertà d’espressione invece sono a favore di tutele come la legge Mancino che tutela dal punto di vista razziale, etnico e religioso ma non da quello dell’orientamento sessuale.
    Aggiungo che l’omofobia attacca non solo i gay ma chiunque (anche etero) sia percepito come tale o comunque diverso (le mille varianti volgari di gay sono usate contro tutti non solo contro i gay).

  17. sparkaos said, on Aprile 2nd, 2008 at 6:39 pm

    beh che l’omofobia sia pericolosa anche per chi gay non è l’ho sperimentato di persona, da ragazino portavo i capelli lunghi e l’orecchino e questo al sud è più che sufficiente; ma non è che se la vieti nei discorsi sparisce

    sei sicuramente più debole perche ti mancano dei diritti e anche perché sei discriminato, ma lo diventi ancora di più se focalizzandoti solo su quel tema allontani altri e percepisci anche peggio il mondo e di conseguenza riesci meno ad aggirci dentro per ottenere i tuoi obiettivi. E forse chi si focalizza troppo (non mi sembra il tuo caso) solo sul suo torto non sul torto più generale nel mondo rischia… boh di… l’olocausto l’avevo tirato dentro perchè forse in ciò che oggi è Israele centrano anche gli incubi del passato nelle persone che invece di affrontarli ne hanno fatto uno scudo e una fessura da cui guardare ad ogni cosa… non dico che è lo stesso, ma che un passaggio mentale, psicologico simile lo vedo in atto in alcuni minoritari gay e non credo sia bene ne per loro ne per nessuno

    a dirlo so io stesso che qualcuno potrebbe fraintendere e usare le mie parole per scopi che non condivido minimamente; ma ho l’impressione che per le troppe delusioni e la pessima situazione italiana vi serva una scossa o è del tutto naturale che vada un pò come temo e non credo che se avessi ragione ottereste qualcosa in questo modo

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