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I padroni della notte - La Promessa Dell’ Assassino. I nuovi Russi e l’Occidente

Pubblicato su cinema, comunicazione, cultura, geopolitica, giornalismo, media, politica e società by sparkaos su Marzo 19th, 2008

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I padroni della notte  è il secondo atteso film di James Gray, dopo il promettente esordio di Little Odessa.

Narra la vicenda di una famiglia americana con una forte tradizione di lavoro in Polizia. Tema molto caro al cinema americano, in cui ci sono numerosi precedenti anche per la ribbelione giovanile di uno dei due fratelli, che si mette a gestire per conto di immigrati Russi un club a NY. L’altro fratello ha seguito la tradizione di famiglia e per colpa di un indagine sul traffico di droga nel locale, i destini della famiglia si intrecciano e confondono.

La trama non originalissima avrebbe materiale ottimo per lavorare soprattutto per la bravura degli attori:

Joaquin Phoenix, il fratello ribelle. onirico in alcune scene, non convincente in altre, straordinario in quelle focali

Mark Wahlberg, il fratello in polizia. Guardabile ma non paragonabile ad altre prove di recitazioni che ha date

Robert Duvall, il padre. Il mestiere è quello solito ma manca qualcosa.

Il film però resta sul vago, scade nel melenso in alcuni punti, non approfondisce fino in fondo i rapporti su cui si basa, spesso volta verso la facile morale di impegno patriottico e buonismo.

Nonostante ciò e una certa lunghezza, riesce a catturare l’attenzione e ci si imbatte in scene davvero ben fatte, come un inseguimento visivamente molto intenso e coinvolgente, o alcune scene più recitate e vagamente oniriche di Phoenix, spesso in compagnia di una discreta Eva Mendes, la sua fidanzata nel film. Di rilievo visivo forte anche la scena del grano.

In sostanza un film con molti pregi e spunti, ma una trama non originalissima e che per qualche motivo manca di quel non so che…

 

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La Promessa dell’assassino è l’ultimo film del geniaccio di David Cronenberg.

Tre attori starordinari:

Viggo Mortensen, fantastico nel ruolo del killer della mafia Russa, duro, silenzioso, spocchioso e gentile insieme. Misterioso. Davvero bravissimo

Vincent Cassel, sono di parte è sempre un po’ straordinariamente sopra le righe, ma in modo fantastico comunicativo nella sua esasperazione. Il giovane figlio del boss, un bel po’ fannullone, spietato e ubriacone in eterno conflitto imitativo con il padre.

Naomi Watts, non male regge la parte bene, ma non ci aggiunge altro.

Armin Mueller-Stahl, il boss dall’aria bonaria, ma il cuore nero pece. Altra prova ottima

Parla di un ostetrica che si mette in testa di scoprire eventuali parenti di una bimba data alla luce da una prostituta dell’est quattordicenne, poi deceduta, durante il suo turno di lavoro. Lei di padre russo, ma che non parla li lingua, si trova a scontrarsi con la mafia Russa per il diario della ragazza deceduta.

Il film ha il grande merito di gettare lo sguardo sulla violenza contro le donne, senza troppi moralismi o pietismi, trattando un tema troppo spesso volontariamente semi-dimenticato.

Le premesse ci sarebbero tutte e il film resta interessante e sopra la media del periodo, ma dal regista di Videodrome (imperdibile) ci saremmo aspettati molto di più.

 

 

 

Cosa accumuna i due film oltre al fatto di essere film con tanti preggi e che non riescono fino in fondo?

Il tema, sempre più presente nel cinema Americano degli immigrati Russi.

L’immagine che si ricava dei Russi, che vivono negli USA, dal cinema è fortemente razzista e stereotipata. Appaiono tutti come duri e spietati mafiosi o ubriaconi che straparlano a sproposito. Cronenberg, in parte sfugge allo stereotipo mostrando una realtà molto più complessa e variegata anche presentando personaggi che corrispondono cmq agli archetipi del duro e puro, della donna forte e materna, e del mafioso amorale.

Sembra che neanche lui riesca a scrollarsi di dosso del tutto questa modo di vedere, certamente in  parte giustificato dal crescere della mafia Russa in America; ma che sembra scontare ancora la cultura di contrapposizione della Guerra Fredda.

Gli Americani tendono a vedere nei Russi ancora principalmente dei nemici e le loro paure trovano conferme emotive negli scontri odierni su praticamente tutte le questioni di politica internazionale.

E’ un po’ quello di cui il Ministro degli Esteri Russo ha accusato gli Inglesi. Le due diplomazie sono da tempo ai ferri corti, anche per lo scottante caso Litvinenko. Il Russo ha accusato gli Inglesi di essere ancorati ad una mentalità da Guerra Fredda. (qui)

In realtà le cose sono più complesse.

Occidente e Russia, dopo una fase iniziale post sovietica di buona collaborazione, sono sempre più in rotta di collisione su moltissime questioni. Alcune sono da tempo aperte, come;

  • le differenti vedute, ed interessi, sulle risorse energetiche e i corridoi di trasporto principali;
  • l’allargamento della Nato verso i confini Russi;
  • la democrazia e i diritti umani in Russia;
  • lo strapotere dei magnati e della Mafia Russa;
  • l’assetto del Caucaso e dell’Asia centrale, ma anche del Medioriente, del Meidterraneo e del sud-est asiatico dove sempre più la Russia cerca di proporsi come competitor Globale nuovamente;

Ma di recente i dissapori si sono focalizzati su temi di scottante attualità:

  • Trattati in scadenza sul nucleare e quelli relativi all’ammontare delle forze militari convenzionali in Europa;
  • Le differenti vedute sull’Iran;
  • E di ultimamente il riconoscimento del Kosovo da parte Americana, che minaccia, per i Russi, di provocare un effetto a catena di nuove richieste di autonomia da parte di minoranze etniche.

 

Questi e molti altri sono motivi di scontri reali, ma a guardare il cinema Americano, forse si può dare un po’ di ragione anche al ministro Russo. Nella visione degli anglosassoni, e forse di tutti gli occidentali, a torto o ragione, restano paure legate alla guerra fredda.

Peccato che se non le superiamo, aiutiamo i personaggi come Putin a schiaccare il popolo Russo che già in gran parte si sente depredato dell’antico prestigio e se provocato probabilmente reagirà affidandosi a chi come l’ex presidente promette nuove glorie e rivincite sull’occidente.

Serbatoi d’odio nascosti.

 

 

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