Partito Democratico, campagna online, media e comunicazione politica


Vi ricordate l’enfasi con cui fu presentato il nuovo sito del Partito Democratico? (qui)Veltroni si affannò a spiegare che non sarebbe stato un sito “Vetrina” fatto per acquisire visibilità, ma uno strumento collaborativo e di partecipazione.

Per un attimo si ebbe l’impressione che anche in Italia le elezioni e la politica sarebbero entrate, finalmente, pienamente in rete e i politici avessero deciso di aprirsi all’interattività che la rete permette. Ma, a ben guardare era solo un annuncio pubblicitario, fatto in omaggio ad una fetta di elettorato importante e sensibile al tema, mentre di concreto c’è poco.

O meglio nel PD e anche in altri esponenti politici si nota almeno una più diffusa consapevolezza del mezzo e delle sue potenzialità, ma si partiva da un livello così basso che è davvero poca cosa. Cioè che è cambiato è che ora lo usano di più e hanno capito due o tre cose fondamentali.

  • La prima è che internet è un mondo dove l’informazione diventa rapidamente obsoleta, quindi un sito con grandi ambizioni deve essere frequentemente aggiornato, oppure offrire contenuti più “approfonditi” che durino di più. La strategia di solito scelta è una discreta frequenza di aggiornamenti e qualche contenuto un po’ più duraturo, di solito non messo in chi sa quale risalto.
  • La seconda cosa, che sembrano aver capito un minimo, è che per sfruttare un media si deve scegliere un linguaggio adatto ad esso. In questo senso apprezzabili i tentativi di svecchiare il linguaggio fossilizzato della politica ad es. con l’apertura di blog e interventi anche più personali; per altro alcuni totalmente vuoti, ma in alcuni casi anche piacevoli. Ma ancora più apprezzabile il tentativo di mettere su una Tv Web per diffondere contenuti video, che in rete sono sempre più richiesti; per la maggiore diffusione della banda larga (restiamo scarsi) e perché la cultura in generale è profondamente visiva nella società attuale (sono cosciente che proprio il web riporta in auge la scrittura, ma anche questa assume caratteri tipici del video che informa (nel senso di dare la forma) nel profondo l’esperienza del vivere, del sentire e addirittura del percepire del cittadino post-moderno.)
  • La terza è che internet è un mezzo molto efficace per pubblicizzare le varie tappe della campagna. (Vedi le tappe del Bus democratico) Questo favorisce anche la partecipazione agli eventi. Molte ricerche scientifiche hanno dimostrato che chi usa di più la rete, al contrario di quanto molti pensano, è più propenso alla fruizione di altri media (semplicemente non tutti ad es. la Tv la usano meno) e alla partecipazione attiva ad eventi culturali e politici. Quindi informarli puntualmente e in un modo per loro “naturale” favorisce la buona riuscita di eventi che, per quanto evidentemente sono creati per essere fruiti virtualmente attraverso la Tv, necessitano anche di una presenza in sala. (inoltre ricerche dimostrano anche che chi partecipa a simili eventi è di solito rafforzato nell’intenzione di voto per quel partito) (ovviamente il maggiore attivismo degli utenti web dipende in gran parte anche da un reddito e un’istruzione in genere superiore alla media e dalla residenza solitamente urbana.)
  • La cosa che hanno capito meglio è che il Web è un mezzo comodo per acquisire visibilità gratuita sugli altri mezzi. (ovvero pubblicity). Vedi il caso dell’ “evento mediale” per il lancio del sito del PD ripreso come prima notizia da tutti i Tg e di cui per giorni si è discusso su giornali e Tv.

 

Ma sono parecchie le cose che si rifiutano di capire.

Ogni Media ha delle sue caratteristiche proprie, più il messaggio le sfrutta più è efficace.

I politici Italiani sono indietro di secoli.

  • Primo. La campagna online è stata finalmente programmata in modo sostanzialmente professionale, ma si sono sottovalutati miliardi di potenzialità della rete e, per quanto gli sia stata riservata una certa importanza, è cmq una parte troppo secondaria dell’intera strategia di media mix. Questo a mio avviso dipende dalla mancata conoscenza dei target/utenza d’internet e a una miopia strategica. Probabilmente il Media Plan (cioè la decisione su che mezzi usare per diffondere il proprio messaggio e quanto spendere per ognuno di essi) è stato deciso in base all’ampiezza di audience (cioè quale mezzo ha più spettatori). Il web è usato, però, da persone con un’influenza sociale superiore alla media; cioè da leader d’opinione, cioè persone che su uno o più temi esercitano influenza su quelli con cui intrattengono relazioni sociali (per varie ragioni ad es. professione, competenza, potere, carisma, capacità di comunicare …); ciò giustifica ampiamente un’attenzione particolare ad un tipo di target così ghiotto.
  • Secondo. L’interattività del Web è dichiarata ma non davvero accettato e sfruttata. Faccio due o tre esempi diversi.
  1. Tempo fa inviai un mare di email a deputati e senatori di sinistra (quindi quelli che più parlano di partecipazione on-line e off-line) nessuno si è curato di rispondermi (anche che so uno dei loro schiavetti), mentre in moltissime altre nazioni la posta elettronica è avviata a diventare un obbligo informativo verso l’elettore del proprio collegio (ulteriore dimostrazione dell’importanza di sapere chi è il proprio deputato, cosa in Italia poco diffusa, e dell’assurdità della nomina partitica del parlamento.)
  2. I molti blog di politici (anche la nuova stagione di Veltroni da tempo online ) vanificano un reale processo di comunicazione, che a differenza dell’informazione prevede l’interazione tra due persone. Per due fondamentali ragioni: primo spesso non è chiaro se si parla con il politico o con un membro dello staff (la comunicazione è favorita parecchio dal sapere con chi si parla e soprattutto la non chiarezza che ciò comporta almeno a me da quel senso di ambiguo che respinge)(spesso si alternano interventi del tipo “E’ arrivato nel pomeriggio l’arrivederci alla capitale di Veltroni…” ad altri in prima persona “Non sono potuto andare all’Unità day, ma ho inviato un messaggio…” senza firma alcuna. (lanuovastagione). Come ripete spesso un mio Professore: “La chiarezza è il prerequisito per la comunicazione efficace e per l’instaurazione di un rapporto fiduciario che è la base per la conclusione positiva del rapporto” (ovvero per vendere il prodotto gel da barba o il prodotto candidato)( la citazione è più o meno così, citare a memoria non si dovrebbe ma…il senso è quello e non ho tempo). In più, usare un mezzo che permette il commento e poi non rispondere mai ai tanti che lo fanno è dimostrazione di strumentalità, maleducazione e poca comprensione delle dinamiche di opinione soprattutto online.
  3. In ultimo, ma ciò che a me ha dato più fastidio, la totale presa in giro dei gruppi di discussioni aperti dal PD, sulla nota piattaforma online ilcannocchiale, “per permettere la partecipazione democratica dei cittadini”. Davvero difficile poiché sono del tutto mal funzionanti e infruibili. Per di più non si è stati molto attenti nello scegliere il numero e i temi di questi, favorendo la sensazione di spaesamento di chi vi accede (ce ne sono tanti a vario tema. La pagina con tutti i temi non la ritrovo ma se andate sul sito del partito gironzolate un po’ dovreste arrivarci oppure potete accedere attraverso i gruppi del cannocchiale ma è più difficile distinguere tra quelli aperti dal PD ed altri). Non si è tenuto conto che la maggioranza degli utenti preferisce scrivere sul proprio blog e linkare, mentre la maggioranza dei gruppi del PD non lo permette e devi scrivere direttamente sulla pagina del cannocchiale (che peraltro non centra niente visto che fare il contrario è semplicissimo ad es. io l’ho fatto in due minuti qui, anche se non mi ha cacato nessuno). E’ vero che farlo avrebbe significato o aggregare qualsiasi post che un utente registrato avesse scritto (uscendo dal tema e disperdendo la discussione) o avere qualcuno che li selezioni, senza censure (che provocherebbero risentimento e cattiva pubblicità) ma in base al tema. (la scusa dei costi non regge di certo i soldi ci sono con quello che rimborsa lo stato e di volontari se ne trovavano due milioni) Alcuni dei gruppi in teoria dovrebbero aggregare più o meno, ma non funzionano per niente.Il problema principale è che un gruppo così com’è organizzato deve avere un’anima e degli animatori e invece sono abbandonati a se stessi, alla confusione e addirittura a prova di poco interesse sulla homepage del PD la sezione dedicata al social network (network di cosa che non ci si trova sic!!!) è sin dall’inizio inleggibile. Ogni gruppo dovrebbe avere delle persone incaricate che con interventi più approfonditi aprano la discussione e la stimolino costantemente.(per onesta devo dire che uno dei gruppi il lato oscuro della globalizzazione è un po’ meglio costruito. Ci sono un paio (cmq pochi) d’interventi interessanti di F. Minniti (credo quello noto) e di Alfonso Desideri, che dovrebbe essere uno studioso di geopolitica e giornalista di Limes . Che hanno risposto anche a qualche commento o fattone a loro volta. Ma scontano i limiti del progetto complessivo che viene svalutato complessivamente, e i limiti tecnologici e di organizzazione, funzionamento (ad es. non sono più in grado di trovare un commento che mi aveva scritto uno dei due su un mio post, ne ho capito come ha fatto a trovarlo visto che non è stato aggregato).
  4. sorvolo del tutto sui circoli online che non mi piacciono per niente e non mi sembra stiano aggregando chi sa quale consenso. Si configurano quale ulteriore strumento a disposizione di chi già era attivo in politica, con numerosi problemi funzionali e con modalità di partecipazioni del tutto convenzionali. Non riescono a porsi come punto di aggregazione di nuova partecipazione con modalità proprie.

 

In ultima analisi, la campagna online, per quanto si nota un nuovo approccio,  è mal pianificata, mal gestita, sottovalutata e più che altro si ha la sensazione di qualcosa di fatto più per dovere e moda che per reale convinzione. Sconta peraltro la totale incomprensione della rete, dei suoi linguaggi e delle sue intrinseche regole di comportamento.

Complessivamente restituisce l’immagine di politici un minimo più sbarazzini e moderni, ma totalmente indisponibili al dialogo.

L’incubo di qualsiasi consulente politico in un momento in cui l’accusa principale che si muove ai politici è quella di essere una casta chiusa in se stessa. La rabbia è anche maggiore perché si dichiara con forza di voler aprire alla partecipazione online e off-line.

I problemi principali che stanno alla base di tutto ciò sono certamente: che tale chiusura e forma mentis è diffusissima nella politica; e la scarsa alfabetizzazione al web di molti Italiani compresi i politici.

A questo si aggiunge la scarsa professionalizzazione delle campagne Italiane, che fanno un uso molto minore di professionisti del settore in confronto a molte altre realtà.

E la non chiara definizione della professione di Consulente Politico che porta ad una confusione di ruoli e allo spuntare come funghi di autonominati consulenti politici; casomai anche geniali nel loro campo d’origine, ma non qualificati per questo (ad es. non basta un pubblicitario che trasferisca dal campo commerciale a quello politico le stesse tecniche, sono cose diverse, per quanto sempre meno.).

Possiamo solo sperare in una correzione in corsa della strategia che però sembra lontana dal venire.

Beh per ora io mi sento preso, semplicemente, in giro dai grandi proclami.

Marketing politico: il marchio Partito Democratico


Social bookmark:
Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

16 Risposte a “Partito Democratico, campagna online, media e comunicazione politica”

  1. I sondaggi danno attualmente il PDl al 46, con un PD al 37. Io prima di dare il voto a Veltroni mi tirerei una martellata sul pollicione del piede, ma…
    Ma come si fa? Butti un voto?
    Oggi giornata di meditazione politica, alle pagliacciate mediatiche non do neanche ascolto.

  2. beh stavolta è difficile decidere, io vado per l’astensione. Da quando voto sono stato costretto a votare il meno peggio e mai uno che mi piacesse e dicesse le cose che vorrei sentire. mi sono stufato.
    Veltroni mi piaceva come leader, moderato lo è sempre stato ma capace, un minimo diverso dagli altri negli atteggiamenti (anche la scelta di defilarsi a Roma e tentare la scalata da li), ha fatto anche scelta giuste, il realismo dice di cambiare se qualcosa non funziona; ma ha portato il PD quasi a destra. Alcune delle cose che propone sono giuste, ma la laicità? xché non ne parla? la povertà dei lavoratori dipendenti e non, perché oggi professionista è anche uno che prende due lire e lo stesso imprenditore ne conosco alcuni che hanno un capitale teorico in macchinari etc, ma sudano per andare avanti e non di certo nel lusso. Però non l’ho sentito parlare del fatto che in italia la ricchezza è particolarmente concentrata nelle mani di pochissimi e solitamente ereditaria, parla di generica meritocrazia intanto riempie le liste di figli di …
    Non continuo se no ce ne sono da dire… diciamo che stavolta non posso votare così a centro e la sinistra attuale mi sembra ferma all’epoca di mia nonna e tutta esaltata da quattro parole importanti ma che magiche non sono pace (e i nazi?), ambiente (senza dubbio se no siamo tutti morti ma se le centrali nucleari sono in Francia e noi compriamo da loro i rischi in meno che corriamo non sono tanti e gli svantaggi si, se ne può almeno parlare senza essere anticristi ad es. per capire quanto sono realizzabili, con che sicurezza, con quali vantaggi e svantaggi e in quanto tempo?). in una parola sono ottusamente ideologici e convinti di avere tutta la ragione e così non vai da nessuna parte.
    Quindi non essendoci alternative che non puzzano troppo mi astengo.
    Spero di non averti convinto.
    P.S. la cosa è incerta per me si decide l’ultimo giorno, Veltroni è in ascesa, incognita Casini e Berlusca alla fine caccia il faccione plastico e una delle sue barzellette e non si può mai dire che siamo masochisti.

  3. AGGIORNAMENTO:
    proprio ora ho trovato questa email da uno dei gruppi del PD

    “Care amiche, cari amici,

    intanto grazie per le numerose iscrizioni che il Forum ha ricevuto, ci hanno comunicato che siamo quelli con più iscritti e la cosa fa piacere. Questo ha immediatamente portato qualche problema logistico, in quanto visto che da poco i Forum sono attivi e noi moderatori siamo ancora allo studio di come gestire i contenuti, nello specifico mi trovo a ricevere una media di duecento contenuti (post) al giorno e così subito qualcuno ci ha “rimproverato” dicendo che il Forum sta alimentando poco la discussione, il dialogo. Ora con gli amici di Dol abbiamo attivato alcuni tags e prego voi di fare lo stesso con i vostri blog. Se pensate di scrivere qualcosa che volete inserita nel Forum, mettete “New Media” nei tags sotto il vostro post. E se avete altri termini che pensate potrebbero servire a scremare ulteriormente l’approdo del vostro contributo in home non esitate a segnalarmelo a questo indirizzo.
    Siamo partiti inserendo un po’ tutto quello che arrivava, ora è passato un po’ di tempo e vorremmo invece riuscire a tenere fermi, magari anche per qualche giorno, contenuti più inerenti con il Forum, al fine di far sviluppare un dialogo fra gli iscritti, che tanto per discutere di tutto il resto abbiamo ognuno il proprio blog.
    Detto questo se avete piacere di segnalarmi (come qualcuno di voi ha già fatto) un vostro post perché pensate sia da inserire tra i contenuti, potete tranquillamente mandarmi una mail (certo qui faccio appello al buon senso di ognuno di noi), così sarò sicuro di non scontentare nessuno.

    Questo indirizzo da cui vi scrivo è anche il mio account su messenger e spesso sono pure sulla chat di gmail con xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
    Auguro a tutti un buon inizio settimana,
    a presto

    Marco”

    BEH SI SONO ACCORTI CHE QUALCOSA NON ANDAVA FINALMENTE

    Peccato uno soltanto per ora e sembra più l’iniziativa di un singolo operoso. Per altro almeno a livello di comunicazione l’email è gentile ed efficace e premia proprio l’interattività e il confronto, collaborazione di cui sopra

    P.S. l’indirizzo l’ho tolto io

  4. Non credo nell’astensione, anche se nessuno si merita il voto ed i soldi che ne conseguono. Anche solo per fare spregio allo psiconano un voto credo vada dato, difficile dire a chi però. Credo nelle politiche sociali ma non credo che questa sinistra sia capace di offrire qualcosa di tangibile, come recentemente visto. Credo nella moderazione (che in qualche modo si deve conciliare per arrivare a giocarsi queste politiche fino all’ultimo) ma non credo in un partito che accoppia la Binetti con la Concia.
    Ti dirò, a me Prodi piaceva, e credo abbia ben governato. Se questo non è stato apprezzato non so cosa stiamo cercando.

  5. Prodi non mi piaceva, ma nelle condizioni che era ha fatto diverse cose. l’Italia bene o male gli deve tanto tra questo e il precedente governo, poi le sue le ha combinate.
    L’astensione avrebbe senso se fosse di massa, singola non ne ha di certo; ma sai perché non vado?
    Perché per troppo tempo lo psiconano è stata la scusa della sinistra per non far nulla tanto poi li votiamo cmq perché c’è l’orco cattivo, intanto ciò che è urgente continua ad essere secondario. Io non voglio essere più la loro ancora di salvezza.
    Se continuano ad avere consenso non vedo perché dovrebbero cambiare, poi ovvio il peggio ce lo prendiamo tutti, infatti non ti voglio convincere.
    Siamo incastrati votare ha poco peso e significato, non farlo serve a poco. Boh!
    pensa se ti viene un idea fammi sapere

  6. Caro spartakos (purtroppo non riesco a trovare il tuo vero nome…), sono Marco e ti scrivo da Venezia. Mi è piaciuto il tuo post sulla comunicazione in campo democratico-italiano. Una bella fotografia del presente. Ti scrivo solo per puntualizzare un paio di temi. A mio parere la motivazione del “flop” iniziale per quanto riguarda i forum del PD è dovuta non tanto ad una mancanza di moderazione dei posts in attivo (devo dire che forum come quello dei New Media si stanno adeguando aad offrire una moderazione di maggior qualità per essere più utili…). Attribuirei invece la colpa del flop all’intero sistema di socal network del Cannocchiale. Un progetto fallito, obsoleto. E ne avrei da ridire. Se vuoi sapere la mia attribuisco tutto il successo dei grillini al sitema del Meetup. Quello sì che funziona. Quando gli italiani cercan di fare una cosa “fatta in casa” come il Cannocchiale viene male. Soprattutto se si parla di prodotti legati alla tecnologia. Quanto invece al tuo astensionismo mi dispiaccio. Veramente. Leggi quello che ho scritto qui e sappimi dire: http://www.marcogreselin.it/2008/02/la-mia-posizione.html A presto.

  7. il post l’avevo già letto, ma l’ho riletto con piacere.
    Sul problema dei gruppi del PD (questo post) hai certamnet in parte ragione, ma il mio ragionamento resta, potevano scegliere un’altra piattaforma la sottovalutazione delle possibilità della rete e delle sue regole resta.
    X il non voto.
    Grillo non mi piace è antipolitica e populismo.
    Se credi in una parte come te fai benissimo a lottare.
    Ho fatto politico attiva e, tranne alle comunali che sono una bega paesana, voto sempre.
    Ora non andrò perché a torto o ragione credo che neanche il Pd sia una reale alternativa (restando cmq diverso)e più ancora credo che continuando a votare senza crederci giustificherei qualcosa che non mi piace. Ti assicuro che quel giorno ci starò quasi male.
    P.S.il nome vero non c’è perché è bello sfruttare anche le possibilità che la rete offre di essere chi si vuole in quel momento e domani qualcos’altro (ovviamente l’importante è non perdersi nelle maschere e che ci sia del vero dietro)

    Ciao non ti arrendere che su una cosa hai ragione di certo chiunque può fare qualcosa, quanto grande non lo so

  8. This post is hotting, and both of this post and this blog are high ranked in the top report of wp. But today we have generated
    a more pro top blogs daily report
    . Now I’ve just posted the newest report , see and reply me some comments. Thanks.

  9. Hai trovato il tuo post sul Forum?

  10. si grazie ho notato i cambiamenti.

  11. [...] Partito Democratico, campagna online, media e comunicazione politica [...]

  12. Molto interessante e quasi del tutto condivisibile l’analisi. Ne avevo parlato qui: http://corradoinblog.ilcannocchiale.it/post/1811744.html e pure sul forum new media.

    Qualche considerazione, anche alla luce del mio lavoro a fianco di Ivan Scalfarotto per emendare lo statuto del PD, dove siamo riusciti ad inserire una parte a mio giudizio in prospettiva importantissima (il sistema informativo per la partecipazione – trovi molti riferimenti qui:http://imille.wikispaces.com ):

    1) sui forum: c’è una confusione totale fra i forum on line e quelli previsti dalla statuto. la piattaforma del cannocchiale è palesemente inadeguata. Almeno, vedo dal tutto commento/aggiornamento che hanno introdotto il filtro attraverso i tag come io avevo suggerito
    2) sulla politica in rete, ti rimando al wiki de iMille
    3) non sono d’accordo e non capisco solo la critica ai circoli on line. Sono un’iniziativa del tutto diversa e indipendente, e stanno aggregando non poco. il Ning di PD Obama è certo solo un esperimento, ma sta attivando energie ed azioni.

    La mia idea (se leggi cosa c’è dietro il SIPA) è comunque che il punto centrale è che ciascun circolo territoriale deve essere ANCHE on line, e, soprattutto, che ciascun politico ed eletto (come infatti è scritto in modo tassativo nello statuto, anche se fra il dire e il fare…) DEVE rendicontare e rispondere delle sue attività in modo pubblico attraverso la rete. In pratica, nel nuovo statuto del PD è scritto che gli eletti del PD HANNO L’OBBLIGO di pubblicare e di rispondere e colloquiare con i cittadini attraverso il Sistema Informativo per la partecipazione. E scusa se è poco…

    Poi, vedremo se riusciamo a farlo liberandoci magari dell’immaturità tecnologica del cannocchiale…

  13. beh io mi riferivo più che altro alla realtà attuale. In quella le iniziative di comunicazione dei singoli politici sono scarse, formali e pubblicitarie e non servono per nulla al fine di rispondere in modo pubblico; tanto più che si parte dalla realtà di totale non uso del mezzo più semplice l’email della camera che nel mondo è ormai quasi un obbligo politico rispondere.

    In più ritengo che sia positivo se i circoli territoriali entrano nella rete, ma c’è da considerare che la rete per motivi economici, differenze d’istruzione etc oggi non è rappresentativa dell’Italia nel suo insieme e troppa enfasi su una pertecipazione virtuale se diventa la scusa per staccarsi dal territorio e dalle “sezioni” causa in realta, almeno in termini quantitativi, una minore partecipazione e comunque socialmente squilibrata a favore di chi già aveva più occasioni di partecipazione

    E’ per questo che critico i circoli online e per una struttura organizzativa che non mi sembra favorisca la partecipazione di persone non appartenenti al PD.
    La rete, per sua intrinseche caratteristiche, puoi sfruttarla in molti modi: uno è quello che ora fa il PD fa online che sostanzialmente è propaganda e rinforzo ai militanti, con limitate possibilità per questi di partecipare in qualche modo alla campagna.

    Credo che puoi sfruttarla molto di più per mobilitare e organizzare i tuoi sostenitori, anche con iniziative dal basso, e fare una campagna più partecipata e più coinvolgente proprio con l’aiuto dei volontari.
    Credo che i siti online debbano essere molto più strumento di comunicazione e discussione, anche con un chiaro impegno in termini di interventi scritti dei politici sui temi importanti e sulle scelte. E in termini di fruibilità del sito, se vuoi il mio consenso attirami e facilitami.
    Credo più di tutto che se vuoi creare discussioni devi rispondere e non lo fanno.
    E credo che voglio sapere più chiaramente se chi scrive il post è il politico o il suo staff, leciti entrambi ma non scrivere in modo che non è chiaro anche per chi lo guarda distrattamente mina la fiducia della discussione.

    Quelle che tu vedi come conquiste sono per me gocce lanciate per interessi di campagna in un mare che non capiscono e non vogliono; mentre altrove ben altro è già regola.
    (ovviamente come tutti i discorsi generalizzanti esistono eccezioni e il PD ha dato cmq segnali più positivi di tutti gli altri)

  14. Sottoscrivo ogni tua considerazione. Incluse quelle sul senso vero del digital divide (il tuo post su De Mauro è molto interessante).
    Ma proprio per questo mi “sbatto” all’interno del PD per cambiare il meccanismo. Come dici tu, “se vuoi creare discussioni devi rispondere”. E questo è proprio il senso del Sistema Informativo per la Partecipazione che stiamo tentando di IMPORRE al PD – ben altra cosa rispetto al fragile e confuso sito attuale…

  15. ti posso solo dire in bocca al lupo xché non mi sembra ci sia la volontà.
    Poi è il classico caso in cui uno spera di sbaglairsi
    ciao

  16. [...] che il Pd fa della rete, in generale, e in particolare dei gruppi di discussione e dei blog (Partito Democratico, campagna online, media e comunicazione politica) ora vorrei aggiungere alcuni spunti sull’uso delle email e su un’interessante iniziativa [...]

Lascia un commento