Involuzioni democratiche – Armenia

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Nella notte sono morte otto persone durante gli scontri di piazza seguiti alle lezioni politiche in Armenia.

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa ha espresso preoccupazioni sul voto, ma ha rilasciato una valutazione complessivamente positiva. Ter-Petrosian, ex presidente Armeno, ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale che potrebbe rovesciare i risultati.
I manifestanti protestano contro l’elezione di Sarkisian Serge, il «delfino» dell’attuale presidente Robert Kotcharin, che ha dichiarato lo stato d’emergenza per 20 giorni. (confermato stamattina dal parlamento)

La polizia si è giustificata per la durezza degli interventi affermando di aver ricevuto informazioni su un possibile colpo di stato preparato dai manifestanti. (in realtà ha disperso con la forza proteste pacifiche)
L’area del Caspio è sempre più in subbuglio e la destabilizzazione nel vicino medio oriente non fa che peggiorare la situazione, anche perché l’area è uno snodo energetico di primaria importanza. In più il Nogorno Karabakh, regione del confinante Azerbaijan, ma a maggioranza armena (99.7%), ha dichiarato l’indipendenza più di 16 anni fa; cosa che ovviamente crea tensione tra i due vicini.

Ma ciò che preoccupa molti osservatori internazionali è la continua involuzione delle fragili democrazie post-sovietiche(negli ultimi anni ci sono stati anche esempi di consolidamento democratico) in regimi personalistici semi autoritari, soprattutto nel centro Asia ( vedi Kazakistan) ma anche nella stessa Russia ( Elezioni e sfide politiche nella Russia di oggi).

Più in generale in tutto il mondo si riscontra un rafforzamento dei poteri del governo contro quelli del parlamento. Questo fenomeno è caratteristico della modernità, dettato spesso da esigenze di un’ azione politica più rapida in un contesto fortemente mutevole. Oggi, però, i governi usano le sfide della globalizzazione, dell’ instabilità politica e del terrorismo per rafforzare il potere nelle mani delle poche persone che lo gestiscono in maniera sempre più personalistica e per controllare più strettamente i cittadini. Questo avviene sempre più anche in occidente. (vedi le violazioni dei diritti e il rafforzamento della presidenza negli USA con le leggi speciali post 11 settembre)

A questo si aggiunge negli stati ex sovietici fermenti accesi dovuti a processi di indipendenza da Mosca non sempre trasparenti e spesso tutt’ altro che completi; confini politici non sempre disegnati con criterio; il tentativo USA di limitare l’influenza russa (ad es. le rivoluzioni colorate in Europa dell’Est) e il desiderio di Mosca di non cedere di un millimetro; la crescente influenza cinese nell’area dell’Asia centrale; l’ instabilità etnico-religiosa-politica dell’area caucasica; l’ importanza crescente economico-energetica della regione e una cultura politica tendente allo Stalinismo.

E’ facile prevedere una sempre crescente instabilità del Caucaso se non ci saranno drastici cambiamenti di rotta politica ed è altrettanto possibile immaginare che l’involuzione delle democrazie sia un fenomeno destinato ad allargarsi; visto che per elite amorali l’insicuerezza generale odierna è un occasione troppo ghiotta per ridefinire gli equilibri politici a loro ulteriore vantaggio.

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Una Risposta a “Involuzioni democratiche – Armenia”

  1. [...] che è stato il Governo Armeno a provocare gli scontri per distogliere l’attenzione dalla grave crisi politica e ricompattare il popolo armeno contro il comune nemico [...]

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