
(flesh machine*)
A boy resides out-of-place. Two pigs charge into the out-of-place. In the conjuncture of these two trajectories, an event is born. The boy challenges the violation of the border of his out-of-place by the pigs. The pigs park in-place and cross, once again, the limits of the heterotopia, this time on foot. The pigs injunct the boy. The boy responds to the injunction. The pigs shoot and destroy the life that “is not worth being lived”. The pigs return in-place. The borders of the out-of-place are ruptured and urban space, from end to end, is recomposed into a thick burning network of heterotopia: the city is on fire.
For sovereignty, every life out-of-place is a life that is not worth being lived. The state of exception is imposed, even by suspension, on every life out-of-place, on every life that is acted not as a contemplation of privacy and its commodity-panoply, but as a social relation, as a self-constituted construction of the space and time of conviviality. The sovereign exception is not so much about the control or the destruction of a excess in itself, but about the creation or the definition of a space where juridico-political order can be perpetually validated. The state of exception classifies space and the bodies within it. It puts them in order. It imposes order upon them. With assimilation, commodification, surveillance and discipline. Executing the delinquent with prisons, psychiatric units, marginalisation. And wherever, whenever might be necessary with bullets, with bullets, with bullets.
In a society dedicated to the production of privacies the murder of a boy can only be conceptualised in the terms of the value of his privacy, the ontological base of property: the sacred right to one’s own life. This is the only way in which death can be political: as a destruction of the source of property. The destruction of property, let alone of its source, is a dreadful crime in the bourgeois world. Even, or especially when it is committed by the apparatus charged with its protection. But to destroy properties in order to take revenge for the destruction of property, that is a doubly nefarious crime: Have you not understood a thing? All those tears, all the dirge, the requiems are not for a boy that attacked the power-that-safeguards-property, they are for the power that failed in its duty: the duty to defend life as the ultimate property, as privacy.
The body of an enemy now deceased can be sanitized, pillaged, transformed into a symbolic capital for the reproduction of sovereignty and finally, in the announcement or reminder of the capacity for the imposition of a generalised state of exception. An emergency confirming the sovereign monopoly on the definition of the real through the abolition of its symbolic legitimisation. The sovereignty, in tears, shouts: you are all private individuals, else you are all potential corpses. And society falls on its knees in awe of its idol and shows remorse: mea culpa; from now on, I will take care of myself only, as long as you safeguard its reproduction. The return to the normalcy of the private is paved with the spectacle of generalised exception. )
10-12-2008, from the occupied Athens School of Economics and Business
Gironzolando in Rete:

Slash = cut-up on media, world, culture, society, fetish, body, flash, human being, identity…
La Nike è da sempre all’avanguardia nel campo del marketing Da qualche anno, ha dato vita ad una operazione di co-branding tra le sue scarpette da corsa e l’iPod Apple. Continua–>QUI

In ogni periodo storico esiste un luogo, materiale e simbolico, dove si concentrano e si manifestano i conflitti sociali; le tensioni economiche; la produzione, la rappresentazione e la riproduzione della società stessa.
La società industriale ruotava intorno alla fabbrica. Tutta la società emergeva, e si organizzava, attorno ad essa. Ne sposava i concetti di tempo e spazio; e ne seguiva gli andamenti evolutivi. In fabbrica nascevano, e si scontravano, le classi sociali e le teorie politico/interpretative dominanti.
La società neo-industriale ha questo luogo nella metropoli (o megalopoli).
La metropoli è un ibrido sincretico e cosmopolita dove le tendenze contrastanti di omologazione e produzione di nuove infinite differenze si incrociano e scontrano. E’ lo spazio panoramatico dove i flussi sociali, economici, mediali, etnici, politici e culturali della globalizzazione configgono e si rimescolano; dando vita a nuove e temporanee sintesi creative ed equilibri fluttuanti. La metropoli è panorama cangiante di vetro, metallo, carne e pixel fusi insieme.
CONTINUA–> QUI
(ANSA) – LONDRA, 17 FEB – Una piccola stazione ferroviaria del Regno Unito ha deciso di vietare baci d’addio ed effusioni con tanto di cartelli di divieto e multe. Il motivo e’ che si intralcia una fila o chi deve scaricare o caricare bagagli. Succede alla stazione di Warrington Bank Quay, nel Cheshire. Chi trasgredisce il divieto -segnalato con il classico cerchio con sbarra rossa sulla silhouette di una coppia che sta per baciarsi- rischia una multa, a meno che non si sposti in un’area dove non crea intralcio.
Emblematico esempio del continuo scontrarsi nella società attuale di una concezzione dell’ essere umano quale meccanismo funzionale, sempre più imperante, e quella di un essere umano privo di scopo, libero e felice.
Attenti a scambiare il consumismo o l’edonismo attuale come espressione del dominio di eros nel mondo moderno.
“Bisogna stimolare i consumi per aumentare la produzione. [...]Il meccanismo non è al nostro servizio, ma noi al suo, noi siamo i tubi digerenti, i lavandini, i water attraverso i quali deve passare il più velocemente possibile ciò che altrettanto rapidamente produciamo”. (Fini 2002: p. 57)
Eros vs ordine funzionale.
Ma quando anche tutto funzionasse perfettamente, e sembra difficile che possa quando esclude i più elementari bisogni umani, cosa avremmo ottenuto?
boh
Quasi si rimpiange i tempi in cui i baci erano vietati per motivi morali e non funzionali, o forse sono due aspetti dello stesso fondamentale problema il rifiuto dell’uomo per la “bestia”, il corpo.

Il dipartimento della Difesa americana è da tempo impegnato in un processo di ripensamento strategico per fronteggiare le nuove sfide che l’11 settembre ha reso non più eludibili.
La mole di studi è davvero impressionante. Di recente Nathan Freier (professore di Strategia ed ex tenente colonnello in pensione) ha scritto un saggio, Known Unknowns, per uno dei centri di ricerca geostrategiche più influenti d’ America[i], in cui afferma chiaramente alcuni concetti controversi da tempo discussi nei corridoi di Washington.
L’ ex colonnello richiama l’attenzione su due macro errori nella pianificazione strategica.
Il primo riguarda la poca immaginazione, che comporta l’impossibilità della prevenzione e l’incapacità di organizzare preventivamente un’adeguata risposta.
Il secondo, l’errata enfasi su minacce intenzionali, portate volontariamente da qualcuno, invece di focalizzarsi su quelle contestuali che emergono dall’ambiente, senza un ben preciso disegno soggiacente.
Il colonnello tra le altre cose afferma chiaramente la necessità per il Dipertimento della Difesa di preparsi ad un possibile uso della forza su suolo Americano, qualora le autorità locali, nazionali o federali si dimostrassero incapaci di ristabilire l’ordine in presenza di «disordini interni», che potrebbero essere causati dall’impiego deliberato d’armi di distruzione di massa, da un imprevedibile collasso economico, dal venir meno dell’ordine politico o legale, da una volontaria insorgenza della popolazione, da emergenze sanitarie o catastrofi naturali. Il Dipartimento della Difesa, per l’autore, dovrebbe, nel caso, riempire il vuoto di potere.
[i] Strategic Studies Institute dell’ United States Army War College (http://www.carlisle.army.mil/), la più antica delle accademie militari statunitensi, attualmente frequentata da militari già affermati (l’età media degli alunni è di 45 anni)

La nuova strategia di Obama per Afpak, la regione afghano-pakistana che Washington considera un’unica realtà strategica[1], registra, forse, una prima importante vittoria diplomatica.
Un recente attacco USA[2], nel sud Waziristan, ha offerto l’ opportunità ad Islamabad per esprimere un nuovo punto di vista sui blitz dei droni della Cia, che finora aveva sempre condannato o finto di ignorare.
Rehman Malik, capo del ministero dell’Interno, ha rilasciato una dichiarazione che sembra esprimere, tra le righe, un cambiamento di atteggiamento: «Il governo sta facendo il possibile per fermare la guerriglia e spero che l’America ascolti da voce del popolo del Pakistan».
Se si tratti di un reale cambiamento di strategia del governo Pakistano, dovuta alle recenti pressioni americane[3], o di una mossa tattica, vuota di sostanza, per tenere buono il nuovo presodente USA è presto per dirlo.
[1] Da notare che negli ultimi giorni molti giornalisti hanno iniziato ad usare una qualche etichetta comune per riferirsi ai due paesi congiuntamente
[2] probabilmente diretto contro il comandante Baitullah Meshud, accusato in passato di essere stato il mandante dell’assassinio di Benazir Bhutto e sospettato di essere l’anello di collegamento fra i taleban dell’Afpak, i jihadisti dell’Asia centrale e i capi di Al Qaeda che si rifugiano lungo il confine con l’Afghanistan
[3] Pressioni esercitate nei giorni scorsi dall’inviato Usa per l’Afpak, Richard Holbrooke, recantosi anche di persona nel nord-ovest del Pakistan per colloqui con i vertici militari e di intelligence.

Lontani i tempi in cui la fiction americana rifletteva i valori puritani dell’ america, i confini del visibile si allargano sempre più.
Tradizionalmente i prodotti audiovisivi erano particolarmente attenti a non mostrare zone del corpo “impure” e scene di sesso esplicito.
Il divieto si è man mano attenuato soprattutto per il cinema dove da diverso tempo scene di nudo e di sesso sono ampiamente presenti.
Solo negli ultimi due o tre anni però simili argomenti sono ampiamente presenti anche nella fiction seriale. (es. The Tudors, True Blood, Sleeper Cell)
Una vittoria delle inarrestabili corporation sulla religione o una vittoria del movimento del 68 sui vari Ned Flanders?

La commissione permanente della Camera dei Deputati (”Cultura, scienza, istruzione”) ha approvato,, una risoluzione sul tema Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche.
Oltre a una critica esplicita al relativismo culturale e all’affermazione che la tradizione cristiana è “essenza dell’Occidente”, ricorda che “l’insegnamento della religione cattolica, basato su un’adesione volontaria dello studente, risponde a un’esigenza religiosa importante ed essenziale”.
Fonte UAAR
Mi vengono solo un paio di domande:
Ma mi spiegate perchè ce l’hanno tanto con Al Qaida?
ah, ho capito sono invidiosi perchè Osama è più avanti nel suo programma oscurantista e temono gli rubi fedeli.
Ma Gertz, Clifford, Said, Appadurai etc per questi sono nuovi tipi di merende?
La tradizione cristiana è “essenza dell’Occidente”? Allora com’ è che esiste la scienza, il liberalismo etc e non viviamo tutti sotto lo stato pontificio?
“l’insegnamento della religione cattolica… risponde a un’esigenza religiosa…”.
Cavolo ma io credevo che l’ operato dello stato dovesse rispondere alle esigenze del cittadino non dell’ impero papale, ho capito male il significato di uguaglianza e libertà ?
che poi una cosa non l’ho capito. ammettiamo che davvero l’ essenza (studiare un pò vah che anche i razzisi più convinti non parlano più di essenza) dell’ europauropa sia nella religione cristiana, mi spiegate perchè ribadirlo così spesso? io vedo due possibili ragioni o un misto di entrame.
1) Un istituzione in crisi cerca di far presa sulla società dogmatizzandosi
2) Per riaffermare una propria superiorità (N.B. il tanto sbandierato antisemitismo ha le sue radici culturali nell’ atteggiamento di presunta superiorità e di prfonda discriminazione dei cattolici e della chiesa verso i “cani”, gli “strozzini”, i “deicidi” o più semplicemente i figli del demonio)
Bello quindi oggi la religione Cattolica accentua le sue intrinseche tendenze verso:
chiusura culturale, nazismo, totalitarismo, teocrazia imperiale e totale disinteresse delle persone concrete se non per sfruttarle ai loro scopi (vedi recenti scempi sul corpo di una moribonda).
Decisamente la religione dell’ amore e della pace, no?
Spesso le piccole differenze nella scelta delle parole per dire qualcosa sono molto indicative di cambiamenti lenti che emergono in superfice quai inconsapevolmente. LImes, rivista del gruppo Espresso che tratta di geopolitica, in un articolo che parla dei primi contatti tra i neo-eletti presidenti Russo ed Americano parla di due superpotenze che si confrontano non paritariamente, ma in ogni caso non più sulla base di un “indiscusso” potere dell’ unica superpotenza globale come fino a pochi anni orsono si usava definire l’ America.
La storia decisamente non finisce, pensare il contrario è stato un abbaglio ideologico e totalitario.
Hu Jintao, segretario generale del partito comunista e presidente della Repubblica Cinese, ha esortato l’Esercito ad “obbedire senza esitazioni alle direttive del partito, in qualunque momento e in ogni circostanza”.
A 20 anni dalla repressione delle proteste studentesche nel sangue il regime sotto pressione per la crisi economica (qui un altro articolo sui primi effetti della crisi globale nel paese) e per un documento di protesta firmato da molti intellettuali, Carta 08, stringe i ranghi e sembra deciso a restare al potere in qualsiasi modo.
Ma attenti a pensare che il regime non goda di alcunsostegno popolare, ad es. un blogger cinese pro-governo scrive:
“La Carta 08 sostiene l’ideologia americana e la forza unificante degli Stati Uniti, ed è pertanto un documento formulato da traditori.” (fonte un artcolo di Global Voices che riporta le voci del cyberspazio cinese).
I dirigenti cinesi da tempo hanno scelto di puntare su un acceso nazionalismo come collante del paese che possa sostituire l’ormai abandonata, almeno nella pratica, ideologia comunista e questo unito ad un obiettivo sbilanciamento dell’ asse globale e ai successi economici era riuscito fin’ ora a tenere buono il popolo cinese.
Ma ora che la crisi colpisce anche il gigante economico, tanto da iniziare a toccare anche i ceti medi su cui il governo puntava per mantenere la stabilità interna, nuove prospettive si aprono e l’aniversario dei ventanni di Piazza Tienanmen potrebbe funzionare da catalizzatore per l’esplosione di un paese troppo colmo di contraddizioni stridenti non risolte per continuare senza profondi scossoni politici.
D’altra parte almeno in apparenza il regime mantiene intatto il suo potere di controllo e repressione e un notevole consenso popolare, dovuto ai risultati economici e ad un ritrovato ruolo sul palcoscenico mondiale.

“…I fatti sono fatti e ci raccontano che la Cina ha superato - guardando i risultati assoluti del Pil – la Germania ed è la terza potenza economica dopo Stati Uniti e Giappone.”
CONTINUA–>QUI
Boom di ascolti in America per lo sceneggiato sul dittatore iracheno. Il suo ritratto è dipinto in chiaroscuro: cattivo, ma capace di amare
Continua -> Finestra Sull’America
Advertising & Riot (V for Vendetta)
Zimbabwe, più di mille morti a causa del colera.
Sono ormai più di mille le vittime dell’epidemia di colera
che sta devastando lo Zimbabwe dall’inizio di settembre.
L’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) sostiene che
lo scenario di circa 60mila casi di infezione assume adesso
i contorni di una possibilità concreta.
Fonte: timesonline Via: Internazionale
“Il mondo del multimedia sarà abitato da due popolazioni fondamentalmente distinte: gli interagenti e gli interagiti, ovvero quelli che sono in grado di selezionare i propri circuiti multidirezionali di comunicazione e quelli a cui viene offerto un numero ridotto di scelte preconfezionate. E chi sarà che cosa, sarà in gran parte determinato dalla classe, dalla razza, dal genere e dal paese di origine.”
M. Castells “The Rise of the Networked Society”