Don’t repeat Vietnam in Afghanistan

Posted in geopolitica, guerra, politica e società, religione con i tag , , , , , , , , on Novembre 8, 2009 by sparkaos

Homo Sacer Quartet

Posted in comunicazione, cultura, geopolitica, guerra, media, politica e società con i tag , , , , , , , on Aprile 1, 2009 by sparkaos

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(flesh machine*)

A boy resides out-of-place. Two pigs charge into the out-of-place. In the conjuncture of these two trajectories, an event is born. The boy challenges the violation of the border of his out-of-place by the pigs. The pigs park in-place and cross, once again, the limits of the heterotopia, this time on foot. The pigs injunct the boy. The boy responds to the injunction. The pigs shoot and destroy the life that “is not worth being lived”. The pigs return in-place. The borders of the out-of-place are ruptured and urban space, from end to end, is recomposed into a thick burning network of heterotopia: the city is on fire.

For sovereignty, every life out-of-place is a life that is not worth being lived. The state of exception is imposed, even by suspension, on every life out-of-place, on every life that is acted not as a contemplation of privacy and its commodity-panoply, but as a social relation, as a self-constituted construction of the space and time of conviviality. The sovereign exception is not so much about the control or the destruction of a excess in itself, but about the creation or the definition of a space where juridico-political order can be perpetually validated. The state of exception classifies space and the bodies within it. It puts them in order. It imposes order upon them. With assimilation, commodification, surveillance and discipline. Executing the delinquent with prisons, psychiatric units, marginalisation. And wherever, whenever might be necessary with bullets, with bullets, with bullets.

In a society dedicated to the production of privacies the murder of a boy can only be conceptualised in the terms of the value of his privacy, the ontological base of property: the sacred right to one’s own life. This is the only way in which death can be political: as a destruction of the source of property. The destruction of property, let alone of its source, is a dreadful crime in the bourgeois world. Even, or especially when it is committed by the apparatus charged with its protection. But to destroy properties in order to take revenge for the destruction of property, that is a doubly nefarious crime: Have you not understood a thing? All those tears, all the dirge, the requiems are not for a boy that attacked the power-that-safeguards-property, they are for the power that failed in its duty: the duty to defend life as the ultimate property, as privacy.

The body of an enemy now deceased can be sanitized, pillaged, transformed into a symbolic capital for the reproduction of sovereignty and finally, in the announcement or reminder of the capacity for the imposition of a generalised state of exception. An emergency confirming the sovereign monopoly on the definition of the real through the abolition of its symbolic legitimisation. The sovereignty, in tears, shouts: you are all private individuals, else you are all potential corpses. And society falls on its knees in awe of its idol and shows remorse: mea culpa; from now on, I will take care of myself only, as long as you safeguard its reproduction. The return to the normalcy of the private is paved with the spectacle of generalised exception. )

10-12-2008, from the occupied Athens School of Economics and Business

  • Flesh Machine is an anarchist magazine “on the body and its desiring machines” published in Athens. It focuses on original publications and translations of articles and interviews on biopolitics, schizoanalysis, feminism, queer politics and the other wet aspects of capitalism and the revolution.

(from http://www.occupiedlondon.org/4)

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Gironzolando in Rete: Slash 0 (link)

Posted in link, media con i tag , , , , , , , , , on Marzo 22, 2009 by sparkaos

Gironzolando in Rete:

Slash =  cut-up on media, world, culture, society, fetish, body, flash, human being, identity…

Slash 0

da: http://slashcutup.wordpress.com/

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Digna Rabia

Posted in Sinistra Nomade e Rivoluzionaria, geopolitica, guerra, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , on Marzo 15, 2009 by sparkaos

Matrimoni Nike

Posted in comunicazione, curiosità, media con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 28, 2009 by sparkaos

La Nike è da sempre all’avanguardia nel campo del marketing Da qualche anno, ha dato vita ad una operazione di co-branding tra le sue scarpette da corsa e l’iPod Apple.         Continua–>QUI

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Metropoli, merci e feticci visuali

Posted in antropologia culturale, comunicazione, cultura, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 24, 2009 by sparkaos

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In ogni periodo storico esiste un luogo, materiale e simbolico, dove si concentrano e si manifestano i conflitti sociali; le tensioni economiche; la produzione, la rappresentazione e la riproduzione della società stessa.

La società industriale ruotava intorno alla fabbrica. Tutta la società emergeva, e si organizzava, attorno ad essa. Ne sposava i concetti di tempo e spazio; e ne seguiva gli andamenti evolutivi. In fabbrica nascevano, e si scontravano, le classi sociali e le teorie politico/interpretative dominanti.

La società neo-industriale ha questo luogo nella metropoli (o megalopoli).

La metropoli è un ibrido sincretico e cosmopolita dove le tendenze contrastanti di omologazione e produzione di nuove infinite differenze si incrociano e scontrano. E’ lo spazio panoramatico dove i flussi sociali, economici, mediali, etnici, politici e culturali della globalizzazione configgono e si rimescolano; dando vita a nuove e temporanee sintesi creative ed equilibri fluttuanti. La metropoli è panorama cangiante di vetro, metallo, carne e pixel fusi insieme.

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Eros vs ordine funzionale.

Posted in cultura, curiosità, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 17, 2009 by sparkaos

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(ANSA) – LONDRA, 17 FEB – Una piccola stazione ferroviaria del Regno Unito ha deciso di vietare baci d’addio ed effusioni con tanto di cartelli di divieto e multe. Il motivo e’ che si intralcia una fila o chi deve scaricare o caricare bagagli. Succede alla stazione di Warrington Bank Quay, nel Cheshire. Chi trasgredisce il divieto -segnalato con il classico cerchio con sbarra rossa sulla silhouette di una coppia che sta per baciarsi- rischia una multa, a meno che non si sposti in un’area dove non crea intralcio.

Emblematico esempio del continuo scontrarsi nella società attuale di una concezzione dell’ essere umano quale meccanismo funzionale, sempre più imperante, e quella di un essere umano privo di scopo, libero e felice.

Attenti a scambiare il consumismo o l’edonismo  attuale come espressione del dominio di eros nel mondo moderno.

“Bisogna stimolare i consumi per aumentare la produzione. [...]Il meccanismo non è al nostro servizio, ma noi al suo, noi siamo i tubi digerenti, i lavandini, i water attraverso i quali deve passare il più velocemente possibile ciò che altrettanto rapidamente produciamo”. (Fini 2002: p. 57)

Eros vs ordine funzionale.

Ma quando anche tutto funzionasse perfettamente, e sembra difficile che possa quando esclude i più elementari bisogni umani, cosa avremmo ottenuto?

boh

Quasi si rimpiange i tempi in cui i baci erano vietati per motivi morali e non funzionali, o forse sono due aspetti dello stesso fondamentale problema il rifiuto dell’uomo per la “bestia”, il corpo.

Pentagono e Disordini interni

Posted in curiosità, guerra, politica e società con i tag , , , , , , , , , , on Febbraio 16, 2009 by sparkaos

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Il dipartimento della Difesa americana è da tempo impegnato in un processo di ripensamento strategico per fronteggiare le nuove sfide che l’11 settembre ha reso non più eludibili.

La mole di studi è davvero impressionante. Di recente Nathan Freier (professore di Strategia ed ex tenente colonnello in pensione) ha scritto un saggio, Known Unknowns, per uno dei centri di ricerca geostrategiche più influenti d’ America[i], in cui afferma chiaramente alcuni concetti controversi da tempo discussi nei corridoi di Washington.

L’ ex colonnello richiama l’attenzione su due macro errori nella pianificazione strategica.

Il primo riguarda la poca immaginazione, che comporta l’impossibilità della prevenzione e l’incapacità di organizzare preventivamente un’adeguata risposta.

Il secondo, l’errata enfasi su minacce intenzionali, portate volontariamente da qualcuno, invece di focalizzarsi su quelle contestuali che emergono dall’ambiente, senza un ben preciso disegno soggiacente.

Il colonnello tra le altre cose afferma chiaramente la necessità per il Dipertimento della Difesa di preparsi ad un possibile uso della forza su suolo Americano, qualora le autorità locali, nazionali o federali si dimostrassero incapaci di ristabilire l’ordine in presenza di «disordini interni», che potrebbero essere causati dall’impiego deliberato d’armi di distruzione di massa, da un imprevedibile collasso economico, dal venir meno dell’ordine politico o legale, da una volontaria insorgenza della popolazione, da emergenze sanitarie o catastrofi naturali. Il Dipartimento della Difesa, per l’autore, dovrebbe, nel caso, riempire il vuoto di potere.


[i] Strategic Studies Institute dell’ United States Army War College (http://www.carlisle.army.mil/), la più antica delle accademie militari statunitensi, attualmente frequentata da militari già affermati (l’età media degli alunni è di 45 anni)

Pakistan, Obama e prime vittorie

Posted in geopolitica, guerra, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 16, 2009 by sparkaos

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La nuova strategia di Obama per Afpak, la regione afghano-pakistana che Washington considera un’unica realtà strategica[1], registra, forse, una prima importante vittoria diplomatica.

Un recente attacco USA[2], nel sud Waziristan, ha offerto l’ opportunità ad Islamabad per esprimere un nuovo punto di vista sui blitz dei droni della Cia, che finora aveva sempre condannato o finto di ignorare.

Rehman Malik, capo del ministero dell’Interno, ha rilasciato una dichiarazione che sembra esprimere, tra le righe, un cambiamento di atteggiamento: «Il governo sta facendo il possibile per fermare la guerriglia e spero che l’America ascolti da voce del popolo del Pakistan».

Se si tratti di un reale cambiamento di strategia del governo Pakistano, dovuta alle recenti pressioni americane[3], o di una mossa tattica, vuota di sostanza, per tenere buono il nuovo presodente USA è presto per dirlo.


[1] Da notare che negli ultimi giorni molti giornalisti hanno iniziato ad usare una qualche etichetta comune per riferirsi ai due paesi congiuntamente

[2] probabilmente diretto contro il comandante Baitullah Meshud, accusato in passato di essere stato il mandante dell’assassinio di Benazir Bhutto e sospettato di essere l’anello di collegamento fra i taleban dell’Afpak, i jihadisti dell’Asia centrale e i capi di Al Qaeda che si rifugiano lungo il confine con l’Afghanistan

[3] Pressioni esercitate nei giorni scorsi dall’inviato Usa per l’Afpak, Richard Holbrooke, recantosi anche di persona nel nord-ovest del Pakistan per colloqui con i vertici militari e di intelligence.

Fiction ed Eros

Posted in cinema, comunicazione, cultura, curiosità, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , on Febbraio 16, 2009 by sparkaos

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Lontani i tempi in cui la fiction americana rifletteva i valori puritani dell’ america, i confini del visibile si allargano sempre più.

Tradizionalmente i prodotti audiovisivi erano particolarmente attenti a non mostrare zone del corpo “impure” e scene di sesso esplicito.

Il divieto si è man mano attenuato soprattutto per il cinema dove da diverso tempo scene di nudo e di sesso sono ampiamente presenti.

Solo negli ultimi due o tre anni però simili argomenti sono ampiamente presenti anche nella fiction seriale. (es. The Tudors, True Blood, Sleeper Cell)

Una vittoria delle inarrestabili corporation sulla religione o una vittoria del movimento del 68 sui vari Ned Flanders?

Simboli emergenti

Posted in curiosità, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , on Febbraio 16, 2009 by sparkaos

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Obama ed il BlackBerrys, due simboli generazionali che sempre più rappresentano, con i loro corpi-pixel, un nuovo sguardo sul mondo e una nuova etica sociale.

I media usano stereotipi e simboli per comunicare in modo semplice ed efficace.

Obama e il BlackBerrys nel palcoscenico mediale globale simboleggiano uno stile di vita cosmopolita, liberal, pragmatico ed innovativo.

Dopo la notizia, rimbalzata in tutta il mondo, sul presidente che non rinuncia alla sua coperta di Linus, oggi il New Yorker ironizza sul nuovo BlackBerrys del presidente.

Il tormentone sembra destinato a durare a lungo.

Teocrazia Italica

Posted in cultura, curiosità, guerra, politica e società, religione con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 10, 2009 by sparkaos

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La commissione permanente della Camera dei Deputati (”Cultura, scienza, istruzione”) ha approvato,, una risoluzione sul tema Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche.

Oltre a una critica esplicita al relativismo culturale e all’affermazione che la tradizione cristiana è “essenza dell’Occidente”, ricorda che “l’insegnamento della religione cattolica, basato su un’adesione volontaria dello studente, risponde a un’esigenza religiosa importante ed essenziale”.

Fonte UAAR

Mi vengono solo un paio di domande:

Ma mi spiegate perchè ce l’hanno tanto con Al Qaida?

ah, ho capito sono invidiosi perchè Osama è più avanti nel suo programma oscurantista e temono gli rubi fedeli.

Ma Gertz, Clifford, Said, Appadurai etc per questi sono nuovi tipi di merende?

La tradizione cristiana è “essenza dell’Occidente”? Allora com’ è che esiste la scienza, il liberalismo etc e non viviamo tutti sotto lo stato pontificio?

“l’insegnamento della religione cattolica… risponde a un’esigenza religiosa…”.

Cavolo ma io credevo che l’ operato dello stato dovesse rispondere alle esigenze del cittadino non dell’ impero papale,  ho capito male il significato di  uguaglianza e libertà ?

che poi una cosa non l’ho capito.  ammettiamo che davvero l’ essenza (studiare un pò vah che anche i razzisi più convinti non parlano più di essenza) dell’ europauropa sia nella religione cristiana, mi spiegate perchè ribadirlo così spesso? io vedo due possibili ragioni o un misto di entrame.

1) Un istituzione in crisi cerca di far presa sulla società dogmatizzandosi

2) Per riaffermare una propria superiorità (N.B. il tanto sbandierato antisemitismo ha le sue radici culturali nell’ atteggiamento di presunta superiorità e di prfonda discriminazione dei cattolici e della chiesa verso i “cani”, gli “strozzini”,  i “deicidi” o più semplicemente i figli del demonio)

Bello quindi oggi la religione Cattolica accentua le sue intrinseche tendenze verso:

chiusura culturale, nazismo, totalitarismo, teocrazia imperiale e totale disinteresse delle persone concrete se non per sfruttarle ai loro scopi (vedi recenti scempi sul corpo di una moribonda).

Decisamente la religione dell’ amore e della pace, no?

David LaChapelle

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Parole e potere

Posted in geopolitica, guerra, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 7, 2009 by sparkaos

Spesso le piccole differenze nella  scelta delle parole per dire qualcosa sono molto indicative di cambiamenti lenti che emergono in superfice quai inconsapevolmente. LImes, rivista del gruppo Espresso che tratta di geopolitica, in un articolo che parla dei primi contatti tra i neo-eletti presidenti Russo ed Americano parla di due superpotenze che si confrontano non paritariamente, ma in ogni caso non più sulla base di un “indiscusso” potere dell’ unica superpotenza globale come fino a pochi anni orsono si usava definire l’ America.

La storia decisamente non finisce, pensare il contrario è stato un abbaglio ideologico e totalitario.

Obama, il partito on-line e le prove dell’ eroe

Posted in comunicazione, curiosità, geopolitica, giornalismo, guerra, link, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 5, 2009 by sparkaos

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Il neo-eletto presidente americano Barack Obama in questi giorni deve fronteggiare una serie di sfide immediate cercando contemporaneamente di gettare le basi per un cambiamento più duraturo, promesso a gran voce durante le elezioni. Tutto questo deve farlo avendo sul collo il fiato dei media globali, che spulciano ogni sua mossa alla ricerca di scoop e scandali sul personaggio del momento, e di una parte dell’ amministrazione, anche democratica, che tenta di bloccare dall’ interno la sua ascesa, per motivi ideali o di potere.

In questi ultimi giorni i fronti aperti per il presidente si sono moltiplicati. Dopo le indiscrezioni su possibili cambiamenti di strategia nel difficile teatro Afghano-Pakistano e la notizia del tentativo dei repubblicani di cambiare rotta anche simbolicamente eleggendo un afro-americano alla presidenza del partito, due nuove sfide si preparano per Obama ed il suo staff.

La prima arriva dal vertice del 4 Febbraio a Mosca dell’ Organizzazione del Trattato Collettivo di Sicurezza (CSTO). I membri dell’organizzazione (Russia, Bielorussia e i cinque paesi dell’Asia Centrale, Armenia, Kazakhstan, Kirghisistan, e Tajikistan.) hanno deciso la costituzione di un forza collettiva di pronto intervento per contrastare il traffico di droga ed il terrorismo e prevenire potenziali aggressioni militari.

Alla sfida Russa si accompagna la sfida interna al partito democratico. I «Blue Dogs»[1] hanno portato alla luce le divisioni interne al partito in modo plateale quando undici di loro hanno votato con i repubblicani contro il pacchetto di stimoli da 825 miliardi di dollari, lamentando la carenza di tagli fiscali. Mentre i democratici più liberal presentavano il discusso emendamento protezionista e Tom Daschle, obbligato a rinunciare al ministero della Sanità per evasione fiscale, evidenziava l’inaffidabilità della vecchia classe dirigente.

Obama reagisce alla sfida esterna andando avanti con il suo piano di spostare l’asse della guerra dall’ Iraq al teatro Afghano-Pakistano e portando avanti il tentativo di dialogo con l’Iran, senza escludere l’uso della forza. Poi passa all’attacco sul fronte interno annunciando la creazione di Organizing for America, guidata da David Plouffe (già architetto della vittoria presidenziale).

La maggioranza parlamentare incerta spinge la Casa Bianca verso una soluzione radicale: sfruttare le elezioni del 2010 per il rinnovo del Congresso al fine di far eleggere deputati e senatori più obamiani che democratici.

La nuova organizzazione sarà un tentativo di sfruttare la lista di 13 milioni di indirizzi e-mail degli «Obama People» (attraverso un’ organizzazione a base volontaria coordinata tramite il web) e di scavalcare il partito per ottenere, attraverso la partecipazione popolare, uno spostamento dell’ asse di potere a favore del neo-eletto cantore del cambiamento.

In un qualche senso la strategia di Obama è analoga a quella di molti grandi presidenti (presidenza retorica) del passato che riuscirono a sfruttare la propria oratoria (attraverso il media del momento es. Franklin Delano Roosevelt e la radio, o Ronald Reagan e la TV) per raggiungere un rapporto più diretto con il “popolo” e piegare Washington al proprio volere.

Ma è anche profondamente diversa da ogni tentativo del passato per due essenziali ragioni.

La prima è tecnologica, il Web permette l’interattività, il coordinamento e la diffusione di frequenti messaggi a basso costo e privi di filtri giornalistici. L’insieme spinge alla partecipazione e la sostiene con un senso più intenso di comunità.

La seconda differenza è strategica: Obama punta non solo a scavalcare partiti e giornalisti, ma a cambiare radicalmente l’asse politico attraverso le elezioni congressuali del 2010, tentativo quindi molto più radicale dei suoi precedenti storici.

Riuscirà? È a caccia di cambiamento o potere? Vivrà?

Restiamo in attesa del prossimo episodio di “Il cavaliere ed il drago malvaggio”

Salgado

Henri Cartier-Bresson


[1] (cani blu) è la definizione nella quale a Capitol Hill si riconoscono i democratici moderati, eletti in Stati e distretti dove ciò che più conta è il rigore fiscale. Alla Camera dei Rappresentanti sono 51 – su 255 democratici a fronte di 178 repubblicani.

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Una nuova Tiananmen?

Posted in geopolitica, giornalismo, politica e società con i tag , , , , , , , , , , on Febbraio 3, 2009 by sparkaos

Hu Jintao, segretario generale del partito comunista e presidente della Repubblica Cinese,  ha esortato l’Esercito ad “obbedire senza esitazioni alle direttive del partito, in qualunque momento e in ogni circostanza”.

A 20 anni dalla repressione delle proteste studentesche nel sangue il regime sotto pressione per la crisi economica (qui un altro articolo sui primi effetti della crisi globale nel paese) e per un documento di protesta firmato da molti intellettuali, Carta 08, stringe i ranghi e sembra deciso a restare al potere in qualsiasi modo.

Ma attenti a pensare che il regime non goda di alcunsostegno popolare, ad es. un blogger cinese pro-governo scrive:

La Carta 08 sostiene l’ideologia americana e la forza unificante degli Stati Uniti, ed è pertanto un documento formulato da traditori.” (fonte un artcolo di Global Voices che riporta le voci del cyberspazio cinese).

I dirigenti cinesi da tempo hanno scelto di puntare su un acceso nazionalismo come collante del paese che possa sostituire l’ormai abandonata, almeno nella pratica, ideologia comunista e questo unito ad un obiettivo sbilanciamento dell’ asse globale e ai successi economici era riuscito fin’ ora a tenere buono il popolo cinese.

Ma ora che la crisi colpisce anche il gigante economico, tanto da iniziare a toccare anche i ceti medi su cui il governo puntava per mantenere la stabilità interna,  nuove prospettive si aprono e l’aniversario dei ventanni di Piazza Tienanmen potrebbe funzionare da catalizzatore per l’esplosione di un paese troppo colmo di contraddizioni stridenti non risolte per continuare senza profondi scossoni politici.

D’altra parte almeno in apparenza il regime mantiene intatto il suo potere di controllo e repressione e un notevole consenso popolare, dovuto ai risultati economici e ad un ritrovato ruolo sul palcoscenico mondiale.

Cina= terza economia del mondo

Posted in curiosità, geopolitica, politica e società con i tag , , , , , , , , , on Gennaio 18, 2009 by sparkaos

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“…I fatti sono fatti e ci raccontano che la Cina ha superato - guardando i risultati assoluti del Pil – la Germania ed è la terza potenza economica dopo Stati Uniti e Giappone.”

CONTINUA–>QUI

Obama conquista sempre più gli Americani

Posted in comunicazione, curiosità, giornalismo, media, politica e società con i tag , , , , , , , , , , , , , , on Dicembre 26, 2008 by sparkaos

L’ 82% degli Americani approva come il neoeletto presidente sta gestendo il periodo del passaggio dei poteri. (Bush nello stesso periodo godeva del sostegno del 65% dei suoi concittadini e Clinton del 67%) ( sondaggio Cnn/Opinion Research Corporation)

Un altro sondaggio ci informa che Obama è l’uomo che gli americani ammirano di più al mondo.(33% dei rispondenti ad un sondaggio Gallup per il quotidiano Usa Today)

Molte attese per un presidente che dovrà affrontare scelte difficili riuscendo a conservare un simile entusiasmo (e la vita).

Anarchy Death Mask

Casa Saddam

Posted in comunicazione, cultura, curiosità, media, politica e società con i tag , , , , , , on Dicembre 25, 2008 by sparkaos

Boom di ascolti in America per lo sceneggiato sul dittatore iracheno. Il suo ritratto è dipinto in chiaroscuro: cattivo, ma capace di amare

Continua -> Finestra Sull’America

Advertising & Riot (V for Vendetta)

2008 Colera

Posted in giornalismo con i tag , , , , , on Dicembre 20, 2008 by sparkaos

Zimbabwe, più di mille morti a causa del colera.

Sono ormai più di mille le vittime dell’epidemia di colera
che sta devastando lo Zimbabwe dall’inizio di settembre.
L’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) sostiene che
lo scenario di circa 60mila casi di infezione assume adesso
i contorni di una possibilità concreta.

Fonte: timesonline Via: Internazionale

Networked Society

Posted in comunicazione, media con i tag , , , , , on Dicembre 7, 2008 by sparkaos

Il mondo del multimedia sarà abitato da due popolazioni fondamentalmente distinte: gli interagenti e gli interagiti, ovvero quelli che sono in grado di selezionare i propri circuiti multidirezionali di comunicazione e quelli a cui viene offerto un numero ridotto di scelte preconfezionate. E chi sarà che cosa, sarà in gran parte determinato dalla classe, dalla razza, dal genere e dal paese di origine.”

M. Castells “The Rise of the Networked Society”

CSI – Cupe vampe

Posted in musica con i tag , , , on Dicembre 5, 2008 by sparkaos

The Cure – Boys Dont Cry

Posted in musica con i tag , , , on Dicembre 5, 2008 by sparkaos

yanni – Within Attraction (live! at the Acropolis)

Posted in Uncategorized con i tag , , , , on Dicembre 5, 2008 by sparkaos

Yanni – One Man´s Dream

Posted in musica con i tag , , , on Dicembre 5, 2008 by sparkaos

R.E.M. – Losing My Religion

Posted in musica con i tag , , , on Dicembre 5, 2008 by sparkaos